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	<title>Spettacolo Archivi - Ercole Fragasso</title>
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	<title>Spettacolo Archivi - Ercole Fragasso</title>
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		<title>Micaela Ramazzotti: la vita è un dono, godiamocela ogni giorno!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ercole Fragasso]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2026 16:22:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Spettacolo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Statuaria, bellissima, simpaticissima, travolgente: in una parola autentica! Questa è l’impressione che mi ha fatto Micaela Ramazzotti (che ho intervistato ad Itri), attrice e regista, salita alla ribalta della notorietà per la sua disarmante bellezza che unisce, con assoluta disinvoltura, ad una capacità di interpretazione spontanea, viscerale, magnetica, oserei dire. Un incontro, quello con Micaela, [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="has-drop-cap wp-block-paragraph">Statuaria, bellissima, simpaticissima, travolgente: in una parola autentica! Questa è l’impressione che mi ha fatto Micaela Ramazzotti (<em>che ho intervistato ad Itri)</em>, attrice e regista, salita alla ribalta della notorietà per la sua disarmante bellezza che unisce, con assoluta disinvoltura, ad una capacità di interpretazione spontanea, viscerale, magnetica, oserei dire. Un incontro, quello con Micaela, simpatico, allegro, vero, tra <em>“romani de Roma”.</em></p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="683" height="1024" src="https://www.ercolefragasso.it/wp-content/uploads/2026/06/PRIMO-PIANO-683x1024.jpg" alt="" class="wp-image-2122" style="aspect-ratio:0.6669951112290143;width:305px;height:auto" srcset="https://www.ercolefragasso.it/wp-content/uploads/2026/06/PRIMO-PIANO-683x1024.jpg 683w, https://www.ercolefragasso.it/wp-content/uploads/2026/06/PRIMO-PIANO-200x300.jpg 200w, https://www.ercolefragasso.it/wp-content/uploads/2026/06/PRIMO-PIANO-768x1152.jpg 768w, https://www.ercolefragasso.it/wp-content/uploads/2026/06/PRIMO-PIANO-1024x1536.jpg 1024w, https://www.ercolefragasso.it/wp-content/uploads/2026/06/PRIMO-PIANO.jpg 1312w" sizes="(max-width: 683px) 100vw, 683px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Benvenuta ad Itri, Micaela. Come sei stata accolta dai cittadini e che idea hai di questa bella cittadina a due passi da Sperlonga, Gaeta, Scauri, Formia?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Grazie Ercole, beh sono stata accolta benissimo, la gente è cordialissima e vivace, i posti meravigliosi, tra monti e mare e il primo bagno della stagione l’ho fatto con la mia famiglia proprio a due passi da qui, stamattina, a Sperlonga. Un incanto!</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Bene, buoni motivi per tornare in questa zona.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Ahahah, certamente.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Sei attrice e regista di successo, hai conquistato il pubblico e la critica con i tuoi film. Quando hai deciso di diventare attrice e quando hai capito che saresti riuscita a diventarvi?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Sono sempre stata attratta dal mondo dello spettacolo e dalla macchina da ripresa ma credo che la percezione l’abbia avuta intorno ai trent’anni, allorché le mie doti hanno iniziato ad emergere ed il pubblico ha iniziato ad apprezzarmi. In quel momento ho cominciato a credere maggiormente nelle mie capacità.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Eppure, solo qualche anno prima, eri andata a Londra a fare … la cameriera.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Ahahah, non ti sfugge niente. Beh, volevo imparare l’inglese, ahahah.</p>



<figure class="wp-block-image size-full is-resized"><img decoding="async" width="846" height="900" src="https://www.ercolefragasso.it/wp-content/uploads/2026/06/ramazzotti.jpg" alt="" class="wp-image-2130" style="aspect-ratio:0.9400080432235841;width:413px;height:auto" srcset="https://www.ercolefragasso.it/wp-content/uploads/2026/06/ramazzotti.jpg 846w, https://www.ercolefragasso.it/wp-content/uploads/2026/06/ramazzotti-282x300.jpg 282w, https://www.ercolefragasso.it/wp-content/uploads/2026/06/ramazzotti-768x817.jpg 768w" sizes="(max-width: 846px) 100vw, 846px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Dai fotoromanzi su <em>“Cioè”</em> a Virzì, Verdone, Muccino, Pupi Avati, Placido e tanti altri mostri sacri della regìa. Insomma, un gran salto, complimenti! Il tutto si deve ai tuoi studi e ai tuoi corsi di perfezionamento.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;Sì, guarda, terminato il liceo artistico sono andata all’Accademia delle Belle Arti, a Via Ripetta, a Roma, che poi non ho finito perché ho iniziato a lavorare e poi è arrivata la “<em>dizione</em>” perché sono stata anche doppiatrice, sai? È mia, per esempio, la voce di Samantha nel doppiaggio italiano del celebre film “Lei” (Her) di Spike Jonze, del 2013. Insomma, ho cercato di fare quanto più potevo e di perfezionarmi per lavorare in un mondo che, come ti ho detto, mi ha sempre affascinato. &nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Nasci nella periferia di Roma, quanto ti sei portata dentro delle tue origini, nelle tue interpretazioni?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Beh, c&#8217;è quello che vedi, quando reciti ti porti dentro un po&#8217; il tuo linguaggio, la tua voce, la tua gestualità poi, però, per fortuna, c’è tanto altro; interpretando altri personaggi parli altri dialetti, nel mio caso il toscano ed il siciliano, per esempio, poi interpreti e quindi “vivi” altre donne, altri periodi storici, alte realtà. Sono arrivata nel film <em>“L’ombra del Caravaggio” </em>di Michele Placido ad interpretare Lena Antonietti, una delle muse e modelle predilette dall’artista, un po’ Santa e un po’, vabbè mi hai capito, dai. Pensa un po’!</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img decoding="async" width="948" height="1024" src="https://www.ercolefragasso.it/wp-content/uploads/2026/06/RAMAZZOTTI2-948x1024.jpg" alt="" class="wp-image-2126" style="aspect-ratio:0.9259546323567406;width:423px;height:auto" srcset="https://www.ercolefragasso.it/wp-content/uploads/2026/06/RAMAZZOTTI2-948x1024.jpg 948w, https://www.ercolefragasso.it/wp-content/uploads/2026/06/RAMAZZOTTI2-278x300.jpg 278w, https://www.ercolefragasso.it/wp-content/uploads/2026/06/RAMAZZOTTI2-768x829.jpg 768w, https://www.ercolefragasso.it/wp-content/uploads/2026/06/RAMAZZOTTI2.jpg 1263w" sizes="(max-width: 948px) 100vw, 948px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Hai mai confuso Micaela con i personaggi che hai interpretato?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Mi appassiono molto alla parte che devo recitare, la leggo e rileggo, tante volte, cerco di entrarci dentro il più possibile ma poi quando poso il copione in camerino o in una stanza di casa, quando “esco” dalla parte, sono per fortuna me stessa anche perché con tutti i personaggi che ho interpretato e che hanno abitato in me chissà che fine avrei fatto adesso, ahahah. Quando torno a casa ho solo voglia di stare con i miei figli, con la mia famiglia, con gli affetti più cari e di staccare la spina da tutto il resto. Certo, quando il regista ti dice che la scena è andata bene, torni a casa più serena e tutto scorre più piacevolmente.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Hai interpretato ruoli diversi e tutti ben riusciti come attrice e come doppiatrice e ti stai affermando anche come regista. Il film “Felicità”, del 2023, che stasera nell’ambito della rassegna Krisis proietteranno in piazza qui ad Itri, segna il tuo straordinario esordio anche come sceneggiatrice. &nbsp;</strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="473" src="https://www.ercolefragasso.it/wp-content/uploads/2026/06/PIAZZA-ITRI-1024x473.jpg" alt="" class="wp-image-2123" style="aspect-ratio:2.1649484536082473;width:568px;height:auto" srcset="https://www.ercolefragasso.it/wp-content/uploads/2026/06/PIAZZA-ITRI-1024x473.jpg 1024w, https://www.ercolefragasso.it/wp-content/uploads/2026/06/PIAZZA-ITRI-300x139.jpg 300w, https://www.ercolefragasso.it/wp-content/uploads/2026/06/PIAZZA-ITRI-768x355.jpg 768w, https://www.ercolefragasso.it/wp-content/uploads/2026/06/PIAZZA-ITRI-1536x710.jpg 1536w, https://www.ercolefragasso.it/wp-content/uploads/2026/06/PIAZZA-ITRI.jpg 2000w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Molto bella questa iniziativa, sono molto contenta di essere qui ad Itri in piazza, a vedere con il pubblico e tra il pubblico, questo film come si faceva negli anni Settanta. Un film che mi riempie di soddisfazioni e mi gratifica e che gira intorno ad un nucleo familiare profondamente disfunzionale e tossico formato da genitori egoisti e manipolatori. Un dramma familiare incentrato sulla ricerca della propria strada e della propria libertà e che denuncia un fenomeno purtroppo frequente e da sconfiggere.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="461" src="https://www.ercolefragasso.it/wp-content/uploads/2026/06/ERCOLE-MANZO-ADELE-1024x461.jpg" alt="" class="wp-image-2124" style="aspect-ratio:2.2193782768443215;width:532px;height:auto" srcset="https://www.ercolefragasso.it/wp-content/uploads/2026/06/ERCOLE-MANZO-ADELE-1024x461.jpg 1024w, https://www.ercolefragasso.it/wp-content/uploads/2026/06/ERCOLE-MANZO-ADELE-300x135.jpg 300w, https://www.ercolefragasso.it/wp-content/uploads/2026/06/ERCOLE-MANZO-ADELE-768x346.jpg 768w, https://www.ercolefragasso.it/wp-content/uploads/2026/06/ERCOLE-MANZO-ADELE-1536x692.jpg 1536w, https://www.ercolefragasso.it/wp-content/uploads/2026/06/ERCOLE-MANZO-ADELE-2048x923.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Hai totalizzato cinquanta candidature e ben venticinque premi, tra cui spiccano un David di Donatello e quattro Nastri d’Argento, il Premio degli spettatori di Armani Beauty, il Premio Virna Lisi, il Premio Flaiano, Ciak d’Oro e Golden Ciak. Posso dire di essere tuo amico? &nbsp;Quale, tra questi Premi, ti porti nel cuore?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Ahahah, certo, puoi dirlo, ahahah. Guarda, li porto tutti nel cuore perché sono riconoscimenti per la maggior parte inaspettati e quindi maggiormente apprezzati. Sono tutti, davvero tutti, importanti e belli per me. Certo, i riconoscimenti ottenuti per “Felicità” mi gratificano sotto vari profili professionali e mi commuovono ancora.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Prima del caffè e di andare a vedere il film, l’ultima domanda. La tua popolarità, la tua brillantezza e il tuo modo spontaneo di porti, ti portano ad essere modello per tanti giovani. Cosa ti senti di consigliare loro per il lungo cammino della vita?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Che la vita è un bene prezioso, ci è stata donata e allora viviamola e godiamoci la felicità e le tante cose belle che la vita ci regala.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="613" height="1024" src="https://www.ercolefragasso.it/wp-content/uploads/2026/06/RAMAZZPTTI3-613x1024.jpg" alt="" class="wp-image-2125" style="width:311px;height:auto" srcset="https://www.ercolefragasso.it/wp-content/uploads/2026/06/RAMAZZPTTI3-613x1024.jpg 613w, https://www.ercolefragasso.it/wp-content/uploads/2026/06/RAMAZZPTTI3-180x300.jpg 180w, https://www.ercolefragasso.it/wp-content/uploads/2026/06/RAMAZZPTTI3-768x1283.jpg 768w, https://www.ercolefragasso.it/wp-content/uploads/2026/06/RAMAZZPTTI3-919x1536.jpg 919w, https://www.ercolefragasso.it/wp-content/uploads/2026/06/RAMAZZPTTI3.jpg 991w" sizes="auto, (max-width: 613px) 100vw, 613px" /></figure>
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		<title>Pascale Lora Schyns: miracolata da Aznavour</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ercole Fragasso]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Mar 2026 15:44:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Spettacolo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Pascale Lora Schyns&#160;est une écrivaine et comédienne belge. Germaniste de formation, elle se dirige ensuite vers des études théâtrales (mise en scène) qui l&#8217;amènent à vivre aux États-Unis et en Amérique latine. Après une dizaine d&#8217;années passées en Espagne, elle est retournée s&#8217;installer sur le continent américain où elle se partage entre l&#8217;écriture, le théâtre [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="has-drop-cap wp-block-paragraph"><em>“Pascale Lora Schyns&nbsp;est une écrivaine et comédienne belge. Germaniste de formation, elle se dirige ensuite vers des études théâtrales (mise en scène) qui l&#8217;amènent à vivre aux États-Unis et en Amérique latine. Après une dizaine d&#8217;années passées en Espagne, elle est retournée s&#8217;installer sur le continent américain où elle se partage entre l&#8217;écriture, le théâtre et la danse. Elle est membre de l&#8217;Association des écrivains belges de langue francaise et de l&#8217;Association Royale des Écrivains de Wallonie…”</em> Questo e tanto altro si legge sui social relativamente a quella che è la biografia di Pascale Lora Schyns, straordinaria donna nata in Belgio e che ha vissuto a lungo in Italia, in Spagna e negli Stati Uniti d’America e che ha girato mezza Europa. A lei mi lega la fraterna amicizia che ho con Alfredo Ciccognani (suo amico), altro straordinario personaggio che conosco da trent’anni e che oltre ad aver ricoperto incarichi di pregio nell’Arma dei Carabinieri è stato anche, tra l’altro, Consigliere del Ministro della Difesa Elisabetta Trenta. A loro li lega tale Charles Aznavour, intramontabile artista, nato in Francia ma di origini armene, che ha allietato e continuerà con la sua musica ad allietare intere generazioni. Insomma, metti le cene a casa di Alfredo che poi… doveva esibirsi con la sua pianola con brani di Charles come faceva mia figlia Elisa a quattro anni con il flauto, metti il fazzoletto che fotografa al volo mentre Aznavour lo lancia tra il pubblico ed una ragazza lo afferra, metti una brillante e vivace donna che scrive un libro sull’ultimo fazzoletto lanciato ai fan da quell’immenso artista, fatto è che mi ritrovo nel cuore di Roma per assistere alla presentazione di <em>“Le dernier mouchoir de Charles Aznavour”</em> ed intervistare con il mio scarsissimo francese ed il suo eccellente italiano Pascale Lora.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" src="https://www.ercolefragasso.it/wp-content/uploads/2026/03/LORA-ERCOLE-1-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-2103" style="width:287px;height:auto" srcset="https://www.ercolefragasso.it/wp-content/uploads/2026/03/LORA-ERCOLE-1-1024x768.jpg 1024w, https://www.ercolefragasso.it/wp-content/uploads/2026/03/LORA-ERCOLE-1-300x225.jpg 300w, https://www.ercolefragasso.it/wp-content/uploads/2026/03/LORA-ERCOLE-1-768x576.jpg 768w, https://www.ercolefragasso.it/wp-content/uploads/2026/03/LORA-ERCOLE-1-1536x1152.jpg 1536w, https://www.ercolefragasso.it/wp-content/uploads/2026/03/LORA-ERCOLE-1.jpg 2000w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Allora, chi è Pascal Lora Schyns?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Beh, sono belga e ho viaggiato un po&#8217; in tutto il mondo per lavoro; ho vissuto in tanti Paesi differenti, anche in Italia, a Roma esattamente, tantissimi anni fa. Sono una scrittrice, ho due anime nella mia vita, quella dell’artista e infatti sono scrittrice, dipingo e ho fatto teatro, poi c’è la parte diciamo della terapeuta o qualcosa di simile, una figura che in Italia è poco diffusa, sono insomma una specie di terapeuta che lavora con le scienze somatiche, con la testa, la mente e il corpo. Un lavoro che prevede il movimento del paziente, la danza, l’oscillazione, il disegno, la scrittura, il suo equilibrio fisico e mentale. Possiamo dire che utilizzo l’arte per curare! Non sono un medico, lo dico sempre, sono tutte queste cose che ti ho detto, adesso per esempio andrò tre mesi durante l’estate in Perù con un gruppo di donne che hanno avuto il cancro, che sono ancora nel processo curativo e che ne stanno per uscire e mi prenderò cura di loro nel modo che ti ho detto. Lavoro sul dramma che queste donne hanno dentro!</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Chi era invece Charles Aznavour?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Una delle persone più importanti della mia vita e che mi ha permesso di uscire del cancro che ho avuto undici anni fa; mi dissero che avevo pochi mesi da vivere ed eccomi dopo oltre undici anni qui con te e il tuo microfono. Vivevo in Spagna quando mi ammalai ed ero sola, sentivo nostalgia della mia lingua e mi sintonizzavo sempre su una radio francese quando all’improvviso sentii una canzone del grande Aznavour che si intitola <em>“Avec un brin de nostalgie” </em>che racconta la storia di una persona che è arrivata alla fase finale della sua vita e si guarda un po’ indietro. La sentii tante volte, desideravo incontrarlo e fatalità da lì a breve Aznavour venne proprio a Madrid per un concerto. Andai al concerto sulla sedia a rotelle perché avevo fatto la chemio due giorni prima e non potevo muovermi e lì accadde un miracolo, mentre -infatti- lui cantava io sentii una fortissima energia pervadere il mio corpo, la mia mente era serena, avevo gioia e forza e mi alzai in piedi a ballare. Certamente non ero guarita del tutto ma tu capisci, Hercule, io mi sentii miracolata, arrivai al concerto spinta su una sedia e me ne andai in piedi che cantavo. Dopo qualche tempo, Charles tornò in Spagna per un altro concerto, stavolta a Barcellona, e io andai anche lì. Ero seduta tra il pubblico ed avevo un cappello in testa, forse per quello attrassi alcuni del suo staff a fine concerto mi vennero vicino e parlammo per un po’. Raccontai loro la mia incredibile storia e loro rimasero felicemente sorpresi, come Te e Mariassunta, e mi dissero che lui era già andato via ma che avrei dovuto contattarli ad un prossimo concerto perché me lo avrebbero presentato. E così fu! &nbsp;Quando tornò per un altro concerto in Spagna, a San Sebastian, lo conobbi e da quel momento l’ho sempre seguito in giro per il mondo per tutti i suoi concerti, sono entrata a far parte in un certo modo, diciamo, del suo staff. Lui era un per me come una medicina, mi rasserenava vederlo e sentirlo parlare, era sempre discreto e molto educato, si interessava alle mie condizioni di salute. Era una persona straordinaria, con un cuore grandissimo, faceva molta beneficenza ma non voleva si sapesse.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="740" height="1024" src="https://www.ercolefragasso.it/wp-content/uploads/2026/03/MARIASSUNTA-PASCALE-740x1024.jpg" alt="" class="wp-image-2101" style="width:352px;height:auto" srcset="https://www.ercolefragasso.it/wp-content/uploads/2026/03/MARIASSUNTA-PASCALE-740x1024.jpg 740w, https://www.ercolefragasso.it/wp-content/uploads/2026/03/MARIASSUNTA-PASCALE-217x300.jpg 217w, https://www.ercolefragasso.it/wp-content/uploads/2026/03/MARIASSUNTA-PASCALE-768x1063.jpg 768w, https://www.ercolefragasso.it/wp-content/uploads/2026/03/MARIASSUNTA-PASCALE-1110x1536.jpg 1110w, https://www.ercolefragasso.it/wp-content/uploads/2026/03/MARIASSUNTA-PASCALE.jpg 1480w" sizes="auto, (max-width: 740px) 100vw, 740px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Che rapporto aveva con l’Armenia?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Aveva l’Armenia nel cuore, quando ci fu il terremoto e rimase senza energia per settimane lui intervenne in prima persona e portò la luce in tutto il Paese. Per gli armeni lui era ma è ancora oggi una divinità, toccavano e toccano una sua immagine quasi con devozione. Lui è nato in Francia ma le sue origini sono armene e il suo attaccamento a quella terra era fortissimo. I suoi genitori erano armeni e quando ci fu il genocidio fuggirono prima in Grecia e poi in Francia ed è lì, a Parigi, che nacque il grande Charles. Lui era amato ovunque ma mi sento di dire che in Armenia era più amato che in Francia.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Nel mondo come era percepita la sua arte?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Ovunque era stimato e apprezzato, cantava in francese, in italiano, in inglese, in spagnolo, a novant’anni era impressionante, si esibiva ancora con grande successo in Giappone, nel sud America, in Europa.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>“Le dernier mouchoir de Charles Aznavour”</em></strong><strong>, cosa racconti in questo libro?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Al termine della canzone <em>“La Bohème”, </em>nella quale Aznavour canta i temi del ricordo e del rimpianto del passato nell’ormai lontana vita bohèmien di un artista parigino, Charlese lanciava al pubblico un fazzoletto con la sua firma. Quel fazzoletto ricorda simbolicamente quello che aveva tra le mani il pittore del periodo della Bohème, appunto. Aznavour in questa canzone, ambientata negli anni Quaranta/Cinquanta, ci descrive una felicità in quell’epoca in cui si era poveri ma bastava dipingere e cantare per essere felici.</p>



<figure class="wp-block-image size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="613" height="934" src="https://www.ercolefragasso.it/wp-content/uploads/2026/03/COPERTINA.jpg" alt="" class="wp-image-2102" style="width:268px;height:auto" srcset="https://www.ercolefragasso.it/wp-content/uploads/2026/03/COPERTINA.jpg 613w, https://www.ercolefragasso.it/wp-content/uploads/2026/03/COPERTINA-197x300.jpg 197w" sizes="auto, (max-width: 613px) 100vw, 613px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="768" height="1024" src="https://www.ercolefragasso.it/wp-content/uploads/2026/03/DEDICA-LIBRO-1-768x1024.jpg" alt="" class="wp-image-2106" style="width:357px;height:auto" srcset="https://www.ercolefragasso.it/wp-content/uploads/2026/03/DEDICA-LIBRO-1-768x1024.jpg 768w, https://www.ercolefragasso.it/wp-content/uploads/2026/03/DEDICA-LIBRO-1-225x300.jpg 225w, https://www.ercolefragasso.it/wp-content/uploads/2026/03/DEDICA-LIBRO-1-1152x1536.jpg 1152w, https://www.ercolefragasso.it/wp-content/uploads/2026/03/DEDICA-LIBRO-1.jpg 1500w" sizes="auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Parlami di Alfredo e del “fazzoletto”.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Sai bene, Hercule, che Alfredo ha un fazzoletto incorniciato che riuscì a “conquistare” nel concerto di Milano e che tu hai visto a casa sua ma Alfredo è anche l’autore di questa bellissima fotografia che ho messo in copertina nel libro, dove si vede il lancio di Aznavour e il braccio teso di una ragazza che lo afferra. Nel libro racconto l’ultimo concerto di Charles e anche l’ultimo fazzoletto che lanciò e chi lo prese pur non sapendo nessuno di noi che sarebbe stato… <em>le dernier Mouchoir </em>perché quello sarebbe stato, purtroppo, il suo ultimo concerto.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="768" height="1024" src="https://www.ercolefragasso.it/wp-content/uploads/2026/03/ALFREDO-PASCALE-LORA-1-768x1024.jpg" alt="" class="wp-image-2100" style="aspect-ratio:0.7500091840858161;width:319px;height:auto" srcset="https://www.ercolefragasso.it/wp-content/uploads/2026/03/ALFREDO-PASCALE-LORA-1-768x1024.jpg 768w, https://www.ercolefragasso.it/wp-content/uploads/2026/03/ALFREDO-PASCALE-LORA-1-225x300.jpg 225w, https://www.ercolefragasso.it/wp-content/uploads/2026/03/ALFREDO-PASCALE-LORA-1-1152x1536.jpg 1152w, https://www.ercolefragasso.it/wp-content/uploads/2026/03/ALFREDO-PASCALE-LORA-1.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="985" height="1024" src="https://www.ercolefragasso.it/wp-content/uploads/2026/03/Fazzoletto-Aznavour-Alfredo-985x1024.jpg" alt="" class="wp-image-2105" style="aspect-ratio:0.9619238476953907;width:338px;height:auto" srcset="https://www.ercolefragasso.it/wp-content/uploads/2026/03/Fazzoletto-Aznavour-Alfredo-985x1024.jpg 985w, https://www.ercolefragasso.it/wp-content/uploads/2026/03/Fazzoletto-Aznavour-Alfredo-289x300.jpg 289w, https://www.ercolefragasso.it/wp-content/uploads/2026/03/Fazzoletto-Aznavour-Alfredo-768x798.jpg 768w, https://www.ercolefragasso.it/wp-content/uploads/2026/03/Fazzoletto-Aznavour-Alfredo.jpg 1145w" sizes="auto, (max-width: 985px) 100vw, 985px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Che rapporto aveva con l’Italia e con gli artisti italiani?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Eccezionale, veniva sempre con piacere in Italia e gli piaceva tutto, la bellezza della nazione, il cibo, l’arte e la sua musica. Era legato a tanti cantanti e parlava spesso di Massimo Ranieri.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ed eccoci a…</strong> <strong>“L’Istrione”.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Un capolavoro, come tutte le sue canzoni. Per lui era un complimento questa parola anche se nel vocabolario non è proprio positiva lui la spiegava e cantava come una capacità della persona di sapersi adattare e saper fare bene tante cose. L’elemento istrionico per Aznavour era molto positivo, era davvero un complimento dire <em>istrione</em> ad una persona.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Cosa ti ha lasciato l’amicizia con Aznavour?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Una bellissima esperienza di vita, con lui sono guarita, mi ha fatto andare avanti, apprezzare la sua musica e i messaggi delle sue canzoni. Mi ha lasciato la fiducia, la voglia di combattere, di vivere. Lui iniziò a cantare che aveva otto anni e tutti ne parlavano male, dicevano che era brutto, basso, con una voce non bella ma lui ha sempre combattuto contro tutte queste maldicenze e a quarant’anni ha trovato il successo e se lo è tenuto per tutta la vita. Ecco, lui era un istrione!</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La sua caratteristica più bella?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Sono due, la generosità e l’essere sempre disponibilissimo verso i giovani che inseguivano il sogno della musica.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>E tu, Alfredo nostro, raccontaci qualcosa di Aznavour visto che in trent’anni di amicizia lo avrai fatto con me… appena mille volte.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Ahahah, beh, come tu hai fatto con me per don Bosco, ahahaha. Ho scoperto Charles Aznavour quando avevo 14 anni su un album intitolato “E fu subito Aznavour” e da li l’ho ascoltato per i seguenti 46 anni sino ad oggi. Mi ha catturato, con canzoni come <em>“Non mi scorderò mai”,</em> <em>“La Bohème”,</em> <em>“Ed io tra di voi”, “L’amore è come un giorno” “Comme il’s disent” </em>e tante altre meravigliose liriche. Il suo motto era: Canto l’amore perché credo che tutto derivi da esso. Lui cantava l’amore in tutte le sue forme, da quello romantico a quello passionale, con le sue fragilità le sue sofferenze e le sue gioie. Ha affrontato il tema dell’omosessualità, del divorzio, della guerra e del gioco d’azzardo. Ha cantato la fine di una relazione, l’amore nostalgico, quello non corrisposto e l&#8217;amore maturo. Finanche l’amore con una persona sordomuta con la bellissima “<em>Mon emouvant amour”</em>. Ha cantato la caducità della vita con brani come <em>“Sa Jeneusse”.</em> Insomma, ha cantato l’amore a 360 gradi. La sua capacità narrativa ed interpretativa era altissima per questo mi ha portato a seguirlo dai primi anni 2000 in tantissimi suoi concerti in Italia ed in Francia e ritengo senza alcun dubbio che sia uno dei più grandi artisti del mondo. La mia tenacia mi ha portato a conoscerlo a Venezia nel 2010, ad avere il fazzoletto della Bohème che mi ha lanciato alla fine della canzone al teatro degli Arcimboldi a Milano nel 2016 ed infine avendolo fotografato moltissimo in tutti i suoi concerti, sono stato autore con una mia fotografia scattata ad un concerto a Roma, della copertina del romanzo di Pascale Lora Shyns <em>“Le dernier mouchoir de Charles Anznavour”,</em> avendo legato per sempre il suo nome al mio. Canto tantissime sue canzoni in francese, italiano inglese e spagnolo ed ogni volta che le interpreto sento invadermi dalla forza innaturale dell’Amore che, come diceva lui, era la forza trainante della vita.</p>
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		<title>Verdiana, un talento di pregio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ercole Fragasso]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Sep 2025 16:19:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Spettacolo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Carinissima, simpaticissima, disponibilissima, in tre parole Verdiana Zangaro, nota più semplicemente come Verdiana. Calabrese, nata nel 1986 a Rossano, inizia a cantare a soli quattro anni e a nove anni già si esibisce con il papà nei locali. Da lì in poi è tutto un susseguirsi di apparizioni nei programmi di Mike Bongiorno, Gigi Sabani, [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="has-drop-cap wp-block-paragraph">Carinissima, simpaticissima, disponibilissima, in tre parole Verdiana Zangaro, nota più semplicemente come Verdiana. Calabrese, nata nel 1986 a Rossano, inizia a cantare a soli quattro anni e a nove anni già si esibisce con il papà nei locali. Da lì in poi è tutto un susseguirsi di apparizioni nei programmi di Mike Bongiorno, Gigi Sabani, Mara Venier, Raffaella Carrà, Claudio Cecchetto, Maria De Filippi, Pippo Baudo, Caterina Balivo e di grandi, apprezzatissimi successi. In occasione di <em>“Minturno musica estate”</em> Verdiana con disarmante semplicità e dolcezza si è intrattenuta con me sia nel pomeriggio sia nel pieno dell’evento raccontandosi con le note in sottofondo di Michele Pecora e di Mietta.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" src="https://www.ercolefragasso.it/wp-content/uploads/2025/09/VERDIANA-IMMAGINE-PRINCIPALE-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-2039" style="width:488px;height:auto" srcset="https://www.ercolefragasso.it/wp-content/uploads/2025/09/VERDIANA-IMMAGINE-PRINCIPALE-1024x768.jpg 1024w, https://www.ercolefragasso.it/wp-content/uploads/2025/09/VERDIANA-IMMAGINE-PRINCIPALE-300x225.jpg 300w, https://www.ercolefragasso.it/wp-content/uploads/2025/09/VERDIANA-IMMAGINE-PRINCIPALE-768x576.jpg 768w, https://www.ercolefragasso.it/wp-content/uploads/2025/09/VERDIANA-IMMAGINE-PRINCIPALE-1536x1152.jpg 1536w, https://www.ercolefragasso.it/wp-content/uploads/2025/09/VERDIANA-IMMAGINE-PRINCIPALE.jpg 1600w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Quando hai capito che la musica sarebbe diventata davvero la tua professione?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">In realtà l’ho sempre desiderato, è sempre stato il mio desiderio più grande, quello di poter fare musica e di vivere di musica, sin da quando ero bambina, è stato il mio sogno nel cassetto. Inizialmente era un gioco, poi piano piano abbiamo cominciato a fare sul serio ed è iniziato ad essere quindi il mio lavoro.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>L&#8217;esperienza di “Amici” cosa Ti ha lasciato?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Beh, “Amici” sicuramente è un palcoscenico che dura per tanti mesi, ti dà la possibilità di fare delle esperienze molto forti. Poi vabbè, io l&#8217;ho vissuto più di dieci anni fa, quando ancora era uno show megagalattico con ospiti internazionali, duetti internazionali; ho avuto la possibilità di incontrare Al Pacino, Harrison Ford, di duettare con Craig David, con Chiba, hai capito con gente di che calibro? E con questo voglio dire che per me è stata una grandissima esperienza, una grande vetrina, un modo anche per potermi mettere in gioco veramente per tanti mesi su un palcoscenico molto impegnativo e in un programma seguitissimo e amatissimo dal pubblico.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Mia figlia Elisa mi ha detto di chiederti dell&#8217;esperienza con Anna Oxa.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Beh, dille che Anna sicuramente è una grande professionista, una persona che ha una grande aura attorno a sé. Certamente, come tutti gli artisti che ho avuto il piacere di incontrare in questo mio percorso, anche lei mi ha lasciato ovviamente la sua traccia e la sua energia.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="726" src="https://www.ercolefragasso.it/wp-content/uploads/2025/09/VERDIANA-2-1024x726.jpg" alt="" class="wp-image-2037" style="width:446px;height:auto" srcset="https://www.ercolefragasso.it/wp-content/uploads/2025/09/VERDIANA-2-1024x726.jpg 1024w, https://www.ercolefragasso.it/wp-content/uploads/2025/09/VERDIANA-2-300x213.jpg 300w, https://www.ercolefragasso.it/wp-content/uploads/2025/09/VERDIANA-2-768x544.jpg 768w, https://www.ercolefragasso.it/wp-content/uploads/2025/09/VERDIANA-2.jpg 1278w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>E il personaggio, in assoluto, che ti ha lasciato qualcosa di unico che ti è rimasto dentro e che ti guiderà nel futuro?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Devo dire che ho avuto la fortuna di poter lavorare con i più grandi, molti dei quali non ci sono più. Da Mike Bongiorno a <em>Bravo Bravissimo</em> a Pippo Baudo che mi ha accolto a <em>Sanremo Giovani</em> quando avevo appena sedici anni a Raffaella Carrà con <em>Carramba che sorpresa</em> quando ne avevo addirittura soli dieci sino ad arrivare a Maria. Credo che tutte queste persone, oltre a tanti altri artisti con i quali ho lavorato abbiano profondamente inciso sulla mia formazione, mi hanno migliorato, stimolato, aiutato a diventare quella che sono oggi.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ok, ok, però dai sbilanciati, tutti importanti ma uno su tutti?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Non molli eh! Ahahah, che devo dirti Ercole, forse Pippo mi è rimasto inciso nel cuore in particolar modo perché ero una ragazzina e mi sono sentita trattata davvero come una figlia, lui era davvero premuroso.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Mi piace moltissimo “Un’altra Idea”, parla di un grande amore, è forse autobiografica?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">È un pezzo scritto per il <em>progetto Le Deva</em> a Parigi, in Francia. Sì, dopo un viaggio che è stato d&#8217;ispirazione per questo pezzo che racconta un amore in difficoltà e che cerca … un’altra idea appunto. In tutte le canzoni c&#8217;è sempre qualcosa di autobiografico o magari racconti l&#8217;esperienza di qualcosa che vedi o di qualcuno a cui sei legata. Un bel pezzo, hai ragione!</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Qui a Minturno, già nella chiacchierata e nel caffè del pomeriggio, eri in forma, che “clima” hai trovato?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Molto caloroso, un pubblico calorosissimo, orgoglioso di ascoltare musica. Stasera canterò uno dei miei ultimi pezzi usciti, <em>“Malafemmena&#8221;,</em> che è una canzone contro il pregiudizio che si ha spesso sulle donne. E poi farò un omaggio a due grandi artiste, due grandi voci, una delle quali mi ha dato la vittoria a <em>&#8220;Tale e Quale&#8221;</em> che è Celine Dion e l&#8217;altra, <em>&#8220;Mimì”</em>, perché qualche anno fa le ho dedicato un disco omaggio.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="1005" src="https://www.ercolefragasso.it/wp-content/uploads/2025/09/VERDIANA-1-1024x1005.jpg" alt="" class="wp-image-2038" style="width:422px;height:auto" srcset="https://www.ercolefragasso.it/wp-content/uploads/2025/09/VERDIANA-1-1024x1005.jpg 1024w, https://www.ercolefragasso.it/wp-content/uploads/2025/09/VERDIANA-1-300x295.jpg 300w, https://www.ercolefragasso.it/wp-content/uploads/2025/09/VERDIANA-1-768x754.jpg 768w, https://www.ercolefragasso.it/wp-content/uploads/2025/09/VERDIANA-1-1536x1508.jpg 1536w, https://www.ercolefragasso.it/wp-content/uploads/2025/09/VERDIANA-1.jpg 1600w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ti chiamano devi salire sul palco.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Sì, sì, corro, ascoltami.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>E certo! Al volo, cosa farai da grande?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Continuerò a fare l&#8217;operaia della musica.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Enrico Vanzina: l&#8217;Italia vista dal Cinema</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ercole Fragasso]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Sep 2023 16:18:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ho avuto il privilegio di incontrare ancora una volta e, in questa occasione, anche di intervistare, nella splendida cornice del Golfo di Policastro, il Maestro Enrico Vanzina. Sceneggiatore, regista e produttore cinematografico, giornalista e scrittore, Enrico è il primogenito del grande regista e sceneggiatore Steno (pseudonimo di Stefano Vanzina) e di Maria Teresa Nati e [&#8230;]</p>
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<p class="has-drop-cap wp-block-paragraph"> Ho avuto il privilegio di incontrare ancora una volta e, in questa occasione, anche di intervistare, nella splendida cornice del Golfo di Policastro, il Maestro Enrico Vanzina. Sceneggiatore, regista e produttore cinematografico, giornalista e scrittore, Enrico è il primogenito del grande regista e sceneggiatore Steno (pseudonimo di Stefano Vanzina) e di Maria Teresa Nati e fratello del compianto regista e produttore Carlo Vanzina. Nel corso della sua straordinaria carriera ha ricevuto una moltitudine di riconoscimenti nazionali ed internazionali tra cui spicca il David di Donatello. In  una calda serata estiva, guardando il mare e in compagnia di un gradevole aperitivo, ho parlato con il buon Enrico di Risi e di Monicelli, di Toto e dei De Filippo, della vecchia cara Commedia all&#8217;italiana, di Peppino di Capri e di Luciano De Cescenzo, del Golfo di Napoli e della sua  AS Roma ed ho trovato, come nelle precedenti occasioni, un interlocutore attento e disponibile, modesto e molto codiale.   </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Allora Maestro, iniziamo con la domanda che, come le ho detto durante il caffè, mi ha  chiesto di porle una <em>&#8220;certa&#8221; </em>Giovanna, che desidera sapere perché  lei  ha dichiarato che sarebbe felice di un eventuale inserimento, nelle scuole, della Commedia all&#8217;italiana. Probabilmente, aggiunge la <em>&#8220;Dama bionda&#8221;,</em> perché  rappresenterebbe la fotografia  di un periodo storico che i ragazzi di oggi non hanno vissuto ed è giusto, invece, conoscano?</strong> </p>



<p class="wp-block-paragraph"> Ho detto una cosa che penso da tantissimi anni, ovvero che forse se nei tre anni di liceo  un&#8217;ora o due a settimana o ogni quindici giorni, si proiettasse un film della Commedia all&#8217;italiana, si farebbe un grande regalo ai giovani di oggi. Insegno all&#8217;Università e tocco con mano che oggi i giovani non hanno assolutamente idea di che cosa sia questo Paese, della sua storia e del suo percorso, ma sanno invece quasi tutto delle  periferie di Los Angeles e del Bronx. I ragazzi leggono poco, si legge molto poco e questo non agevola e per questo credo che li si aiuterebbe molto con alcuni film della Commedia all&#8217;italiana che è stata fatta da enormi intellettuali. Pensiamo alle produzioni di mio padre con  Monicelli, per esempio <em>&#8220;Guardie e ladri&#8221; con Totò e Fabrizi</em> oppure oltre a mio padre Steno e a Monicelli, come le ho appena detto, a Ennio Flaiano, Marco Risi e  Vitaliano Brancati, qui insomma c&#8217;è il massimo della letteratura italiana di allora  &#8211; che con uno sguardo lucido e affettuoso, talvolta  meno affettuoso ma sempre lucido comunque &#8211; ha raccontato quell&#8217;epoca in maniera reale e senza esprimere giudizi o condanne. Pensiamo a <em>&#8220;Divorzio all&#8217;italiana&#8221;</em> di Pietro Germi, che capolavoro è stato? I ragazzi di oggi sanno che fino al 1960 e poco più se si ammazzava la moglie che tradiva non si passavano grandi guai? No, non lo sanno!  Quel film li aiuterebbe a comprendere che c&#8217;era un pregiudizio enorme verso le donne e una ingiustizia clamorosa verso di loro che non erano tutelate e sarebbe uno spunto per un approfondimento sulla terribile e sempre più diffusa, purtroppo,  problematica del femminicidio.  Voglio farle qualche altro esempio di film della Commedia all&#8217;italiana che sarebbe bello ed utile far vedere agli studenti per il modo puntuale con cui fotografa un&#8217;epoca. Mi riferisco  alla <em>&#8220;Grande Guerra&#8221;</em>  o a <em>&#8220;In nome del Popolo italiano&#8221;</em> nei quali si affrontano tematiche di primario interesse e di grande attualità che erano stati già visti e posti sotto la luce dei riflettori ben quarant&#8217;anni fa. Del resto anche <em>&#8220;Un americano a Roma&#8221; </em>o<em> &#8220;Un giorno in Pretura&#8221;</em> raccontano drammi e situazioni di un tempo rimasti in qualche modo irrisolti se non addirittura amplificati ai giorni nostri e il mondo della sanità?  Tanto criticato oggi, non era forse già rappresentato mirabilmente nel <em>&#8220;Medico della mutua&#8221;</em>? Le ho fatto, amico mio, solo alcuni esempi di Commedia all&#8217;italiana che da un lato divertirebbero moltissimo per il modo in cui si pongono e dall&#8217;altro catturerebbero l&#8217;attenzione perché il mezzo visivo certamente è molto più alla portata dei ragazzi di oggi e permetterebbe di fare un ragionato excursus su un&#8217;epoca non vissuta dai giovani ma che devono comunque conoscere. Ho un piccolo osservatorio personale che reputo molto attendibile e le dico che la mia idea della Commedia all&#8217;italiana nelle scuole è finita su  Instagram  ed ho ricevuto migliaia e migliaia di messaggi di persone, anche colte, importanti ed autorevoli che sono d&#8217;accordo con la mia idea. Ho lanciato insomma un sasso, però ora si deve discutere tanto e vedere se è fuori luogo o, viceversa, apprezzabile, perché io non sono assolutamente d&#8217;accordo con chi da anni dice che la Commedia è un genere minore anzi io dico che è un genere spesso addirittura maggiore. Spero di aver risposto in maniera esaustiva a Giovanna, poi mi faccia sapere. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Beh, direi proprio di sì Enrico. Passo alla prossima domanda. Sceneggiatore oltre che regista, produttore, scrittore di innumerevoli produzioni, in quale parte si sente più a suo agio?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Beh, intanto anche giornalista perché il mio secondo lavoro è proprio quello di giornalista ma comunque in tutti ruoli in cui mi sono cimentato e mi cimento cerco di dare sempre il massimo, poi è il pubblico che deve esprimere il giudizio finale. Per quanto mi riguarda io mi trovo bene in tutti i ruoli senza preferirne uno all&#8217;altro tanto l&#8217;impegno e la passione che metto in ogni cosa che faccio.</p>



<p class="wp-block-paragraph"> <strong>Una serie di innumerevoli successi in coppia con il compianto fratello Carlo. Qual è stato il segreto di questo fantastico sodalizio dal punto di vista professionale?&nbsp;</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma non lo so, me lo domando anche ancora oggi, in realtà Carlo voleva da piccolissimo fare il cinema e non c&#8217;erano dubbi che lo avrebbe fatto, mentre io invece volevo sfuggire a questa specie di cosa che vedevo anche in casa e volevo fare lo scrittore e basta mentre poi invece sono stato trascinato dentro e ho fatto centoventi film. Non abbiamo mai, Carlo ed io, avuto una discussione e insieme a lui ho fatto ben sessanta film insieme.  Eravamo eredi di una Commedia all&#8217;italiana che vedeva quello che succedeva e lo rappresentava, come le ho detto, senza mai giudicare ma così come era la realtà, in maniera leggera, serena. L&#8217;altra sera passeggiando con il mio amico Carlo Verdone ci siamo chiesti &#8230; <em>ma che abbiamo fatto? Abbiamo spiato gli italiani, li abbiamo inseguiti, studiati e rappresentati nei nostri lavori, senza mai criticarli o condannarli. Li abbiamo guardati con affetto e talvolta anche con orrore ma sempre cercando di evitare di dire hai torto, hai sbagliato, sei uno schifoso, quello è il  buono e quello il cattivo. No, non abbiamo mai giudicato. Figli di un&#8217;altra scuola, di un&#8217;altra epoca, ecco, questo è quello che pure con il mio caro fratello Carlo ho fatto. Sempre!</em> Aggiungo che uno può avere le proprie ideologie, per carità, ma mio fratello ed io sapevamo bene che non dovevano influire sui nostri lavori e questa cosa ci ha permesso di lavorare in grande sintonia .</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Oltre che con Carlo ha lavorato insieme ad altri illustri nomi del cinema italiano. A quale interprete è maggiormente legato?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Ho avuto il grande piacere di lavorare anche con mio padre per cui è chiaro che emotivamente questa cosa è stata molto coinvolgente e mi è rimasta e mi rimarrà per sempre nel cuore. Ho avuto un rapporto molto buono umanamente  con Dino Risi ma in genere con tutti i grandi Maestri con cui ho lavorato, ho avuto più o meno rapporti di grande stima ed affettuosa amicizia.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Una delle prime sceneggiature in assoluto, è <em>&#8220;Febbre da cavallo&#8221;,</em> film diretto dal compianto papà Steno. Qualche aneddoto su questo film che è diventato un &#8220;cult&#8221;?&nbsp;</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Aneddoti? L&#8217;aneddoto più importante è che mio padre non voleva assolutamente che io facessi il cinema ma in realtà io avevo già cominciato perché avevo fatto un film con Lattuada e poi uno con mio fratello e siccome questo film si basava sul gioco dei cavalli ed io ero un giocatore di cavalli fu costretto a chiamarmi e la cosa che ricorderò sempre è che alla fine del film c&#8217;è un processo con un giudice interpretato da Adolfo Celi che si scopre più giocatore degli imputati.  Gigi Proietti fa un bellissimo monologo che io scrissi proprio davanti a mio padre che leggendo questa parte mi disse &#8220;<em>tu da grande potrai fare il cinema&#8221;. </em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Questa è stata una medaglia per lei.<em> </em></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Bravo, sì, sì Ercole, lei ha ragione, questa sentenza di mio padre è stata proprio una medaglia che porto ancora oggi nel mio cuore.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Quarant&#8217;anni da <em>&#8220;Sapore di mare&#8221;</em> e da <em>&#8220;Vacanze di Natale&#8221;</em>, capostipiti del filone vacanziero, nostalgico e  natalizio. In che cosa eravamo diversi allora e in che cosa era diverso il cinema e  in che cosa invece siamo uguali ancora oggi?&nbsp;</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Sono due film molto diversi, se &#8220;Sapore di mare&#8221; è un film leggermente autobiografico, dove abbiamo raccontato cosa erano state le nostre esperienze da giovani al mare negli anni Sessanta, l&#8217;altro invece è un&#8217;osservazione, in quel momento, di una realtà, di una società, soprattutto di una borghesia in grande trasformazione. Sono due film completamente diversi, il primo ha un passo molto romantico che tutte le generazioni hanno vissuto, chiunque rivede anche oggi quel film ci trova qualcosa di suo, che lo riguarda. <em>&#8220;Vacanze di Natale&#8221;</em> è uno sguardo abbastanza spietato sulla borghesia che si affacciava al benessere degli anni Ottanta e che rinuncia <em>all&#8217;essere per l&#8217;avere</em> con uno scontro &#8211; se vogliamo &#8211; anche di classi sociali piuttosto interessante.&nbsp;La mamma, nel film, cafona ma ricca dell&#8217;amico di Amendola e che apparteneva ad una più che benestante famiglia di costruttori dice al figlio quasi con disprezzo, riferendosi proprio alla famiglia di Claudio, che era una famiglia popolare romana ma molto ricca &#8230; <em>l&#8217;Italia socialista. </em>Sa cosa è cambiato? Che quella signora oggi vota PD e che la famiglia popolare vota a Destra.  Cosa è successo? È successo qualcosa di enorme, non so cosa ma di enorme. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ci sono anche altre sceneggiature tipo <em>&#8220;Eccezzziunale veramente&#8221;</em>,  <em>&#8220;Al bar dello sport&#8221;</em> o <em>&#8220;Fratelli d&#8217;Italia&#8221;,</em> solo per citarne alcune, in cui immagino che già aveva in mente chi fosse il protagonista, perché sembrano proprio tagliate su misura per Abatantuno, Banfi, De Sica e Massimo Boldi.</strong>&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nascono prima i film e poi, dopo, gli attori però è logico che ci sono le eccezioni tipo Villaggio che scrive Fantozzi ed è normale che in questo caso nasce prima Fantozzi.  Per ritornare a <em>&#8220;Eccezzziunale veramente&#8221; </em>con Diego, con il quale già avevo lavorato e mi accumunava l&#8217;amore per il calcio, decidemmo di raccontare insieme chi sono i tifosi e facemmo questo film. &#8220;<em>Eccezzziunale veramente</em>&#8221; insieme <em>&#8220;All&#8217;allenatore nel pallone&#8221;</em> e a quello di Sordi, <em>&#8220;Il Presidente del Borgorosso Footbal Club&#8221;</em> è tra i pochi film della Commedia all&#8217;italiana che racconta il calcio. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Degli oltre 100 film sceneggiati, ce ne è almeno uno che nella testa immaginava diverso rispetto a quello che poi invece è risultato sugli schermi?&nbsp;</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">No, certi pensavo che sarebbero andati meglio e sono andati peggio e viceversa. Un vero mistero, pensi una cosa e ne succede un&#8217;altra ma il risultato è il consenso del pubblico e della critica e questa cosa è difficilissima da immaginare prima. Il risultato è dato dal testo, da come sono vestiti, da come si muovono, da quello che dicono, da quello che fanno, da una serie infinite di variabili. Una delle cose  veramente facili del cinema è capire un film dalla scrittura poi dopo può essere interpretato male, può essere ambientato male, può essere diretto male e possono esserci anche delle musiche brutte, la fotografia sbagliata però il film in sé lo giudichi dalla scrittura.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong> A quale dei suoi centoventi film è più legato e perché?</strong>&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non lo so, sono legato a tantissimi però non quelli che lei si aspetta e certamente non quelli che hanno avuto più successo. Sono legato all&#8217;ultimo che ho fatto con mio fratello Carlo, ecco, quello sì.  Sto parlando di <em>&#8220;Caccia &nbsp;al Tesoro&#8221;</em> con Salemme, Buccirosso e Serena Rossi.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong> </strong>I<strong>l periodo d&#8217;oro della Commedia all&#8221;italiana sembra passato, è finito. Qual è il pensiero di uno dei massimi esponenti, vincitore, tra l&#8217;altro, del David di Donatello?&nbsp;</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il problema è molto complesso, la Commedia all&#8217;italiana nasce perché delle generazioni hanno osservato questo Paese e lo hanno raccontato, senza giudicarlo ma rappresentandolo così come lo vedevano. Negli anni Ottanta, in cui c&#8217;era un cinema di un certo tipo, quello di Sordi e Celentano, hanno iniziato ad emergere dei giovani,  Carlo Verdone, Massimo Troisi, Francesco Nuti, Roberto Benigni e noi che come loro, insieme a loro, abbiamo raccontato  la nostra generazione. In maniera più politica l&#8217;ha fatto anche Nanni Moretti. Ogni generazione ha avuto qualcuno l&#8217;ha raccontata fino ad arrivare a Muccino. Insomma, c&#8217;è stato un ricambio ma poi è arrivato il grande problema, quello che viviamo oggi e che vede i ragazzi considerare il cinema una quarta scelta, non più una prima o una seconda scelta ma addirittura una quarta scelta. I ragazzi di oggi sono più interessati a film sui disagi urbani, sulle periferie, sui rom, sulla delinquenza, sui disagi periferici, quelli sì, perché sono tutti ragazzi che fanno dei film per andare ai Festival ma chi sono i ragazzi di oggi, come vivono, come amano, come scopano, come ballano, quello che pensano non lo sappiamo, per cui c&#8217;è un vuoto pazzesco e la Commedia all&#8217;italiana non esiste più per cui è finito quello sguardo anche divertito che solo quel tipo di Commedia, peraltro ricca di contenuti, sapeva fare. L&#8217;unico, forse, che in qualche modo ancora resiste e che è il più bravo di tutti è Checco Zalone, che ha scelto la strada che era di Totò, si è messo dalla parte dell&#8217;ignorante che critica ma dice la verità. Zalone non ha paura del politicamente corretto, se ne frega e dice quello dice delle cose così al volo come fa l&#8217;ignorante ma che poi capisci sono ben ragionate e ben pensate. Ecco, lui è bravissimo.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Che emozione Le ha dato il <em>David di Donatello</em> ?</strong>&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non enorme però di grande soddisfazione per il l&#8217;impatto fortissimo con il Presidente della Repubblica che stimo molto. Non enorme perché i premi più grandi me li ha sempre dati il pubblico poi è chiaro che è una soddisfazione enorme stringere la mano del Presidente della Repubblica e sentire la motivazione dell&#8217;alto riconoscimento che è anche, ovviamente, un riconoscimento alla Commedia all&#8217;italiana. Comunque io dico sempre che il più bel premio della mia vita è stato essere andato a Natale a trovare in ospedale una persona che stava molto male e alla quale volevo e voglio molto bene. Era in gravissime condizioni e divideva la stanza con altre persone. A quel tempo c&#8217;erano i videoregistratori dove si infilavano le vecchie cassette oggi desuete. Mentre salivo le scale del Policlinico sentivo fragorose risate provenire da quella stanza perché i pazienti stavano vedendo un mio film. Questa è stata per me un&#8217;altra medaglia, essere riuscito con un mio film a distrarre e far ridere persone gravemente malate. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>A Soriano nel Cimino, qualche mese fa, eravamo insieme ad Andrea Purgatori.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Un amico carissimo per me, un giornalista serio e preparatissimo, una grandissima perdita per il giornalismo e per la cultura italiana.</p>



<figure class="wp-block-image size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="768" height="1024" src="https://www.ercolefragasso.it/wp-content/uploads/2023/09/vanzina-soriano.jpg" alt="" class="wp-image-1865" style="width:242px;height:323px" srcset="https://www.ercolefragasso.it/wp-content/uploads/2023/09/vanzina-soriano.jpg 768w, https://www.ercolefragasso.it/wp-content/uploads/2023/09/vanzina-soriano-225x300.jpg 225w" sizes="auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>I miei amici Angelo S. e Sara S. (Magistrato e Avvocatessa), napoletani doc, che sono qui con noi, vogliono farle una domanda. </strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong> </strong>Certamente, prego.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Maestro, il suo cinema nasce e vive nel contesto romano ma c&#8217;è molta Napoli, qual è il suo rapporto con la nostra città?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">C&#8217;è molta Napoli e c&#8217;è anche molta Milano. Per rispondere alla vostra domanda sul legame che ho con  Napoli posso dirvi che sono stato concepito a Sorrento, ho fatto la gavetta da <em>aiuto-regista</em>  di mio padre a Napoli nelle varie serie di &#8220;Piedone lo sbirro&#8221; e le successive, sono cresciuto ed ho frequentato molto Toto perché mio padre era il suo regista anzi, devo correggermi, ho conosciuto il Principe De Curtis e sul set Toto. E, ancora, sono cresciuto con una grandissima amicizia con la famiglia De Filippo, ero grandissimo amico di Luca e Luigi, i figli di Edoardo e Peppino che vi svelo era l&#8217;attore preferito di mio padre. Sono stato grande amico di Enzo Cannavale, sono amico di tutta la famiglia Maggio, di Dante e di tutti gli altri. Sono stato uno dei migliori amici di Luciano De Crescenzo,  sono grande amico di  Peppino di Capri, lavoro da anni e sono amico di Salemme, Buccirosso, Biagio Izzo, la Laurito, Tosca D&#8217;Aquino. Sono sessant&#8217;anni che vado in vacanza solo nel Golfo napoletano, la mia vita insomma senza Napoli non sarebbe stata la stessa ed io stesso sarei stato diverso. Può bastare tutto questo?</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Torno io Enrico e Le chiedo,</strong> <strong>come arriverà la Roma quest&#8217;anno?&nbsp;</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">È un calcio molto cambiato che non mi piace più come una volta. Un calcio dei soldi, un calcio degli Arabi, un calcio degli ingaggi, dei procuratori, un calcio insomma diverso dal mio ma continuerò a farmi un fegato grosso così per la Roma che è la passione di una vita. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong> Non ci sono più, Enrico, quei gol in fuorigioco di Turone. </strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"> Ahahah, tanto per rimanere in tema di fegato grosso, ahahah. </p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ultima ma non ultima: qual è il modo migliore per far continuare a vivere quello che era il sodalizio con Carlo?</strong> </p>



<p class="wp-block-paragraph">Continuo a pensare che la parte scritta sia quella più importante in un film. In un ristorante ideale romano che non esisteva ma era ed è nella mia testa e  si chiamava <em>&#8220;Steno, Carlo ed Enrico&#8221;</em> ora mancano Steno e Carlo e quindi tocca ad Enrico lavorare in cucina, servire a tavola, lavorare alla cassa, fare tutto insomma, ma c&#8217;è una sola cosa che non è cambiata, <em>il menù è sempre lo stesso!</em>&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="639" height="1024" src="https://www.ercolefragasso.it/wp-content/uploads/2023/09/vanzina2-639x1024.jpg" alt="" class="wp-image-1864" style="width:244px;height:391px" srcset="https://www.ercolefragasso.it/wp-content/uploads/2023/09/vanzina2-639x1024.jpg 639w, https://www.ercolefragasso.it/wp-content/uploads/2023/09/vanzina2-187x300.jpg 187w, https://www.ercolefragasso.it/wp-content/uploads/2023/09/vanzina2.jpg 680w" sizes="auto, (max-width: 639px) 100vw, 639px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



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<figure class="wp-block-table"><table><tbody><tr><td></td><td>RispondiInoltra</td></tr></tbody></table></figure>
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		<title>Gatto Panceri: vivo per lei da quando sai la prima volta l&#8217;ho incontrata…</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ercole Fragasso]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Sep 2023 16:59:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Spettacolo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ho incontrato ed intervistato nella Villa Comunale di Minturno, mentre ammiravamo alla nostra sinistra il Castello Baronale e alla nostra destra il bellissimo mare di Scauri, Gatto Panceri pseudonimo di&#160;Luigi Giovanni Maria Panceri, nato a Monza nel millenovecentosessantadue da una madre single. Cantautore brillante e dotato di una voce forte e chiara, il “Gatto” è [&#8230;]</p>
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<p class="has-drop-cap wp-block-paragraph">Ho incontrato ed intervistato nella Villa Comunale di Minturno, mentre ammiravamo alla nostra sinistra il Castello Baronale e alla nostra destra il bellissimo mare di Scauri, Gatto Panceri pseudonimo di&nbsp;Luigi Giovanni Maria Panceri, nato a Monza nel millenovecentosessantadue da una madre single. Cantautore brillante e dotato di una voce forte e chiara, il <em>“Gatto” </em>è uomo di grande fede e di straordinaria simpatia e si è gentilmente concesso al mio microfono raccontandomi la sua vita privata e professionale e mostrando una parte di sé che ho particolarmente apprezzato, quella della semplicità e della modestia con le quali mi ha parlato dei suoi grandissimi successi, delle sue collaborazioni artistiche con interpreti eccellenti della musica e del suo incontro con tale …Giovanni Paolo II.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Voglio iniziare da un aspetto che mi ha molto colpito, la tua grande fede.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Sono cattolico praticante nel senso che ho molta fede. Sono figlio di una ragazza-madre che ha pregato molto la Madonna che credo abbia avuto un occhio di riguardo perché mia madre riuscisse a crescermi da sola o perlomeno io sono cresciuto con questa convinzione. Poi naturalmente l&#8217;Oratorio, perché sono stato un ragazzo normale che ha giocato e frequentato i suoi coetanei grazie appunto a mia madre e alla Chiesa; spesso quando si hanno problemi ci si avvicina alla religione e la mia famiglia ed io abbiamo sempre trovato conforto e soluzioni nella fede. Bisogna ringraziare quando si ha un sogno che si avvera ed io non ho mai dimenticato quanto la fede e la preghiera mi abbiano aiutato. L&#8217;esistenza di Dio si tocca dappertutto ad iniziare dalla natura.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Credo che sia un atto di grande umiltà per un personaggio pubblico parlare con disinvoltura della propria fede.&nbsp;</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Non ho mai avuto difficoltà a farlo e non la vedo una cosa strana, siamo persone normali e come tale mi sono recato devotamente per esempio anche a Medjugorje perché l’ho sentito come un richiamo, come una voce.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Nel 2001, invitato da Papa Giovanni Paolo II hai cantato <em>“L’amore va oltre”. </em>Cosa hai provato?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Un qualcosa di unico ed irripetibile che mi è rimasta e per sempre mi rimarrà nel cuore. Il Papa aveva ascoltato una canzone che avevo cantato a Sanremo molti anni prima e che parlava di un handicappato che, benché rimasto sulla sedia a rotelle, insegna a tutti l’alto valore e la bellezza della vita. Così il Papa mi invitò a cantarla a San Pietro in occasione di una delle Giornate Mondiali della Gioventù dinanzi a migliaia di giovani e questo fu ed è tutt’oggi per me motivo di grande emozione e di grande gioia.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Quando hai iniziato a cantare e quando hai capito che quella che era una passione giovanile sarebbe diventata la tua professione?&nbsp;</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La canzone <em>“Vivo per lei”</em> che ho scritto per Bocelli, inizia con questa frase &#8230; <em>vivo per lei da quando sai la prima volta l&#8217;ho incontrata</em>… . Ecco, io la prima volta che ho incontrato la musica è stato quando avevo 14 anni ed ho messo le dita sulla chitarra di un amico mentre facevamo una partitella a pallone. In quel momento, proprio in quel preciso momento, ho capito che la musica per me sarebbe stato motivo di vita. Non so cosa è successo quando ho toccato quella chitarra, tutto ciò che prima mi piaceva tanto come il calcio, le motociclette e tante altre cose hanno continuato a piacermi ma la musica ha preso il primo posto.&nbsp;Nel 1990 poi, la grandissima Mina volle incidere una mia canzone, <em>“Canterò per te”, </em>che inserì nel suo cd <em>“Uiallalla”</em> ed allora pensai che forse &nbsp;scrivevo cose apprezzabili. Ero stato comunque già a Sanremo con <em>“Scherzi della vita”</em> nel 1986 non riuscendo a raggiungere la finale della sezione Nuove Proposte ed avevo già pubblicato due mini lp <em>“A cento metri da casa”</em>&nbsp; e <em>“Il suono del Gatto”</em> &nbsp;ma è indubbio che fu Mina, indirettamente o direttamente, non saprei, a lanciarmi e consacrarmi scegliendo quella mia canzone.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Hai scritto e cantato tante canzoni, mi vengono in mente i tuoi brani appunto per Mina, per Bocelli, per Mietta, per Giorgia. Cosa provi ad ascoltare grandi colleghi cantare le tue canzoni?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Piacere, grande piacere nel vedere concretizzato il mio lavoro e vedere che grandissimi interpreti della musica cantano le mie canzoni. Poi ci sono canzoni che non darei a nessuno, come per esempio <em>“Mia” </em>perché &nbsp;secondo me con la mia voce sono perfette mente per esempio <em>“Lei”</em> è un capolavoro fatta con la doppia voce uomo-donna. Ogni canzone ha una storia, un motivo, un vissuto particolare e, forse, a volte anche un solo interprete capace di renderla grande.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Festivalbar, Castrocaro ed eventi analoghi sembrano scomparsi in nome di “contenitori” televisivi nuovi o show che propongono nuovi provetti cantanti in modo diverso da quei canoni cui noi che non siamo … proprio adolescenti &nbsp;eravamo &nbsp;fin dai tempi dello Zecchino d’Oro abituati ad apprezzare e ai quali ci eravamo molto affezionati. Che mi dici in tal senso?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Non sono entusiasmato da questi nuovi criteri e da queste nuove metodologie, non c&#8217;è più una discografia che ti ascolta a differenza di quando io avevo vent&#8217;anni e mi ascoltavano invece adesso i direttori artistici guardano questi contenitori cui hai fatto riferimento tu per cui se avessi un figlio che volesse fare musica dovrei per forza indirizzarlo lì perché quella sarebbe l’unica strada.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Qual è la canzone a cui sei più affezionato?&nbsp;</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Ah, guarda, sono tante, però “V<em>ivo per lei” </em>credo sia un gioiello ed &nbsp;è forse quella più famosa in tutto il mondo.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ritornando a Papa Giovanni Paolo, cosa ti ha detto quando ti ha incontrato?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Mi ha detto di continuare a scrivere canzoni con quei contenuti responsabilizzandomi in un certo modo ma rendendomi anche, devo dirti, orgoglioso di me stesso. Non ho mai fatto canzoni stupide che volessero essere tormentoni estivi ma ho sempre cercato di portare un messaggio.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>D’altra parte con l’Album “Stellina<em>”</em> hai venduto novantamila copie ed ottenuto il disco d’oro</strong>.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Beh sì, grandissima soddisfazione, fu un Album importante che conteneva straordinarie canzoni come <em>“Le tue mani” </em>e<em> “ Mia” </em>per esempio ma sto preparando qualcosa che credo o spero bisserà quel successo e di cui ti parlerò in anticipo Ercole.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Quanti bambini hanno fatto nascere due canzoni?&nbsp;</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Ahahah, parecchi, parecchi. &nbsp;Una volta a un concerto una ragazza aveva in mano &nbsp;un bambino e mi ha urlato delle transenne <em>Gatto questo è anche tuo</em>. Io mi sono spaventato ahahah ma poi quella ragazza chiarì che quel bambino era il frutto di un amore nato dalle note di <em>“Mia” </em>ahahah<em>.</em></p>



<figure class="wp-block-image size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.ercolefragasso.it/wp-content/uploads/2023/09/gatto-panceri-1.jpg" alt="" class="wp-image-1855" width="529" height="485" srcset="https://www.ercolefragasso.it/wp-content/uploads/2023/09/gatto-panceri-1.jpg 753w, https://www.ercolefragasso.it/wp-content/uploads/2023/09/gatto-panceri-1-300x275.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 529px) 100vw, 529px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Dedica per me “mia” &nbsp;a…</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"> Allora &#8230; questa è per te da parte di Ercole &#8230; <em>Quanto ti ho sentita mia quando siam rimasti cinque giorni a letto chiusi dentro casa mia, quanto ti ho sentita mia &#8230; tu sei mia quando vuoi …</em></p>



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		<title>I Jalisse: fiumi di parole!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ercole Fragasso]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 Sep 2023 01:00:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Fabio Ricci e Alessandra Drusian ovvero i Jalisse, sono un duo di artisti italiani, coniugi e genitori di Angelica e Aurora e sono saliti alla ribalta della cronaca italiana per aver vinto il Festival di Sanremo nel 1997 con &#8220;Fiumi di Parole&#8221; . Tanta gavetta e tanto lavoro prima di quel successo e tanto impegno [&#8230;]</p>
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<p class="has-drop-cap wp-block-paragraph">Fabio Ricci e Alessandra Drusian ovvero i Jalisse, sono un duo di artisti italiani, coniugi e genitori di Angelica e Aurora e sono saliti alla ribalta della cronaca italiana per aver vinto il Festival di Sanremo  nel 1997 con <em>&#8220;Fiumi di Parole&#8221;</em> . Tanta gavetta e tanto lavoro prima di quel successo e tanto impegno e tanto lavoro successivamente a quel trionfo se è vero che ancora oggi, a distanza di ben ventisei anni, sono ancora apprezzati e stimati dal pubblico e dalla critica. Ciò che però mi ha molto favorevolmente impressionato di questi due giovanotti, simpaticissimo lui e bellissima lei, sono la straordinaria compattezza della coppia e la grandissima umanità che alberga nei loro cuori che li porta ad essere leaders non solo in campo musicale ma anche nel sociale. Con assoluta disponibilità i Jalisse si sono confessati al mio microfono nella splendida cornice delle Terme Vescine  di Suio di Castelforte. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Vi siete conosciuti in una casa discografica nel 1990, tu, Alessandra, eri già stata lanciata da Pippo Baudo nel programma televisivo &#8220;Gran Premio&#8221; e tu, Fabio, eri un cantautore e bravo chitarrista di Vox Populi</strong>.<strong> E&#8217; nato prima l&#8217;amore o il sodalizio musicale?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">In un pomeriggio di agosto e dentro una casa discografica si parlava esclusivamente di lavoro; l&#8217;amore è nato nel 1992, quando sono tornata a Roma dopo che per due anni non avevo avuto contatti con Fabio ma lì, alla stazione Termini, quel giorno c&#8217;è stato il &#8220;colpo di fulmine&#8221; ed è nato tutto.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Confermi Fabio?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Tutto, ogni singola parola.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Cosa erano trent&#8217;anni fa i Jalisse e cosa sono oggi?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Eravamo allora due giovani appassionati della musica e lo siamo anche oggi.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Con delle piacevoli varianti.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Beh sì, siamo diventati marito e moglie, abbiamo due figlie meravigliose, siamo diventati una famiglia. Angelica ed Aurora sono la nostra forza, la nostra energia, hanno aumentato la nostra positività e poi abbiamo fatto, come Jalisse, anche qualche cosa buona nella musica. </p>



<div class="wp-block-group"><div class="wp-block-group__inner-container is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained">
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Domanda cattiva che, in qualche modo rivolgo &#8220;simpaticamente&#8221; anche a me stesso in relazione a mia figlia. Angelica ed Aurora apprezzano il vostro lavoro, la vostra musica oppure vi considerano &#8220;vecchi matusa&#8221;?  </strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Beh, ascoltano la nostra musica pur avendo scelte totalmente diverse rispetto al nostro genere ma apprezziamo la loro critica che ci spinge a migliorarci ed evolverci; possiamo però dirti che quando passa in radio o a casa <em>&#8220;Fiumi di parole&#8221;</em> si scatenano anche loro, non credere. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ottimo, non avevo dubbi. Ed eccoci a questo vostro capolavoro con il quale siete arrivati primi a Sanremo nel 1997 e quarti, qualche mese più tardi all&#8217;Eurovision di Dublino. Si dice in giro, alla &#8220;francese maniera&#8221;,  che ve l&#8217;hanno proprio rubata a Dublino.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">E&#8217; tutta storia Ercole, basta andare su internet dove si trova anche un&#8217;intervista rilasciata da Ettore Andenna, che era un <em>&#8220;personaggione&#8221;</em>, anche presentatore di Giochi senza Frontiere e grande esperto di musica.  Andenna che per quell&#8217;Eurovision era a Dublino quale inviato della Rai, nell&#8217;intervista che, ripeto, sia tu che i lettori potete trovare facilmente in rete, parla di strane telefonate e lancia sospetti.  In un libro scritto da Ruggeri si legge chiaramente che Enrico partecipò ad un Eurovision con l&#8217;obbligo di non vincere e questa cosa è comunque angosciante  e terribile da immaginare ed accettare, stento ancora oggi a crederci ma varie testimonianze portano a considerare, purtroppo veritieri, quei sospetti a nostri danni. Gigi Vesigna, importante giornalista di TV Sorrisi e Canzoni e poi anche di Famiglia Cristiana, invitò a Milano Alessandra e me perché voleva illustrare a noi e  un gruppo di persone, giornalisti ed esperti del settore,  un libro che stava scrivendo sulla storia dei sessant&#8217;anni di musica italiana. Ci ritrovammo tutti a casa di Toto Cutugno -cui va il nostro commosso ricordo- e dinanzi a tutti Gigi parlò del boicottaggio di cui i Jalisse furono vittime a Dublino. Capisci bene il nostro rammarico e il nostro disgusto per questa cosa che il &#8220;sistema&#8221; conosce e che ci ha penalizzato, rapinato! Noi siamo come un panettiere, un ristoratore, un artigiano, il nostro è un lavoro come tanti altri lavori e proprio quest&#8217;anno, ad ottobre, ricorrono i trent&#8217;anni da quando abbiamo aperto la nostra <em>&#8220;etichetta personale&#8221; </em> con la quale abbiamo vinto anche il Festival di Sanremo. In questa etichetta personale abbiamo investito i nostri sogni , il nostro tempo e i nostri soldini credendo in un progetto musicale di coppia e di lavoro e sapere che tutto questo potrebbe essere stato o essere in futuro minato da ingerenze esterne disturba parecchio.  Non abbiamo le prove scritte ma soltanto testimonianze raccontate, confermate da autorevoli addetti del settore e capisci che  sapere che un artista partecipa ad una competizione ma non deve vincerla altrimenti si sconvolgono &#8230; delle situazioni,  credimi che ancora oggi faccio fatica a crederlo e, sinceramente, io cosa racconto ai miei figli? Devo raccontare che qualsiasi lavoro si faccia occorre avere una &#8220;copertura&#8221;? E&#8217; sconvolgente tutto questo e mi auguro che invece ci sia sempre più attenzione perché la meritocrazia e la possibilità di poter lavorare in un mondo pulito e sano ci possa essere altrimenti non stiamo tramandando niente di buono ai nostri ragazzi ma gli stiamo facendo capire che esistono &#8220;poteri forti&#8221; che possono schiacciarti e verso i quali non  puoi fare niente. Per ritornare alla tua domanda e al boicottaggio che subimmo, diciamo che una nostra vittoria avrebbe determinato che il successivo Eurovision Song Contest si sarebbe dovuto svolgere in Italia e l&#8217;Eurovision che qualche anno prima si fece in Italia per la vittoria che ottenne Toto Cutugno con &#8220;Insieme&#8221; provocò grandi buchi economici all&#8217;organizzazione pertanto una nostra vittoria non  era gradita a chi aveva forze economiche e volontà solo per organizzare Sanremo &#8230;  .</p>



<figure class="wp-block-image size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="857" height="614" src="https://www.ercolefragasso.it/wp-content/uploads/2023/09/INTERV-2.jpg" alt="" class="wp-image-1844" style="width:424px;height:303px" srcset="https://www.ercolefragasso.it/wp-content/uploads/2023/09/INTERV-2.jpg 857w, https://www.ercolefragasso.it/wp-content/uploads/2023/09/INTERV-2-300x215.jpg 300w, https://www.ercolefragasso.it/wp-content/uploads/2023/09/INTERV-2-768x550.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 857px) 100vw, 857px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Giovanna, la ragazza della quale vi ho fatto cenno durante il caffè, mi ha parlato del vostro impegno nel sociale e desidererebbe sapere delle vostre interpretazioni musicali in riferimento a Rita Levi di Montalcini, ad un poeta iracheno fuggito alla tirannia di Saddam e a Padre Pio.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Sì, sì abbiamo capito a cosa si riferisce Giovanna. La professoressa Giuseppina Tripodi ha tradotto i saggi di Rita Levi Montalcini  da prosa a poesia consentendoci di poterli musicare; il brano trainante è <em>&#8220;Linguaggio Universale&#8221; ,</em> poi abbiamo<em> &#8220;Ali trainanti di pace&#8221;</em> oltre ad altri saggi della professoressa presenti in questo cd che vengono recitati con il nostro sottofondo musicale. Questa produzione è legata ad un progetto della professoressa che al compimento dei cento anni ha regato millecinquecento borse di studio alle donne africane perché riteneva che una donna africana madre potesse istruire tutta la famiglia. &#8220;L&#8217;istruzione chiave dello sviluppo&#8221; è un libro che lei realizzò proprio per testimoniare questa sua convinzione; la professoressa era molto concentrata sulle donne africane e cercava di dare loro uno sprono affinché  il potere matriarcale potesse educare tutta la famiglia e mandare i ragazzi a scuola. Per quanto riguarda invece Younis Tawfik, il poeta italo-iracheno, il brano si chiama <em>&#8220;Tra rose e cielo&#8221;</em>  ed è una poesia molto bella che lui ha scritto in omaggio a tutti quegli uomini di pace che lasciano le proprie famiglie per andare ad aiutare popoli in difficoltà. Mi riferisco a dottori, infermieri, personale della Croce Rossa, dell&#8217;Esercito e appartenenti a tutte le altre Forze Armate e di Polizia che portano soccorsi e si occupano di sminamento, bonifica e aiuti concreti alle famiglie in difficoltà, un po&#8217; tipo il CIMIC insomma.  Poi c&#8217;è <em>&#8220;Luce e pane&#8221;</em>, una preghiera voluta dai fedeli di Padre Pio, soprattutto di Vitinia, che abbiamo musicato e scritto proprio interpretando il messaggio di fede di questo grande prete che ci ha coinvolto e infatti ti dico che noi ci siamo sposati a San Giovanni Rotondo. E poi, ancora, lo scorso trenta giugno è uscito un nostro singolo che si chiama <em>&#8220;Perdono&#8221;</em> che è un atto di umiltà che si concretizza nel chiedere perdono e nell&#8217;accordarlo, due cose rarissime ai giorni nostri. Crediamo che Giovanna si riferisse a queste canzoni o ad alcune di esse, che nascono dal cuore prima ancora che dalla voce, di due artisti che sono tra loro sposati e che sono genitori e mettono la famiglia, la pace e la correttezza quotidiana al primo posto.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Alessandra, escludendo <em>&#8220;Fiumi di parole&#8221;</em>, qual è la canzone cui sei più affezionata?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Senz&#8217;altro a<em> &#8220;Vivo&#8221;</em> che è stato il primo brano che abbiamo portato alle selezioni di Sanremo e che quindi è stato il nostro passe-partout che ci ha permesso di partecipare a &#8220;Sanremo giovani&#8221; a novembre del 1995 e poi a Sanremo nel 1996  per poi arrivare alla vittoria nel 1997 co<em>n Fiumi di parole. </em></p>



<figure class="wp-block-image size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="722" height="557" src="https://www.ercolefragasso.it/wp-content/uploads/2023/09/IO-A-LEI.jpg" alt="" class="wp-image-1843" style="width:296px;height:228px" srcset="https://www.ercolefragasso.it/wp-content/uploads/2023/09/IO-A-LEI.jpg 722w, https://www.ercolefragasso.it/wp-content/uploads/2023/09/IO-A-LEI-300x231.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 722px) 100vw, 722px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Fabio, e tu?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Io a tutte perché ognuna ha una storia diversa e fa parte della propria vita. Ora mi viene in mente <em>&#8220;Liberami&#8221;</em>  che parlava del rapimento di una bambina veneta, Patrizia Tacchella, che avevo scritto, pensa, nel 1989 e che avrei voluto cantare io e che poi invece sembrava fosse più adatta ad Alessandra ed avrebbe dovuto cantare lei e che alla fine invece cantammo insieme a Sanremo nel 1996 e fu il preludio alla vittoria con &#8220;<em>Fiumi di parole&#8221; </em>l&#8217;anno successivo.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" src="https://www.ercolefragasso.it/wp-content/uploads/2023/09/IO-A-LUI-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-1842" style="width:375px;height:281px" srcset="https://www.ercolefragasso.it/wp-content/uploads/2023/09/IO-A-LUI-1024x768.jpg 1024w, https://www.ercolefragasso.it/wp-content/uploads/2023/09/IO-A-LUI-300x225.jpg 300w, https://www.ercolefragasso.it/wp-content/uploads/2023/09/IO-A-LUI-768x576.jpg 768w, https://www.ercolefragasso.it/wp-content/uploads/2023/09/IO-A-LUI-1536x1152.jpg 1536w, https://www.ercolefragasso.it/wp-content/uploads/2023/09/IO-A-LUI.jpg 1600w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ultima domanda: vi è mai capitato che qualcuno vi fermasse per strada e vi dicesse che grazie ad una vostra canzone &#8230; è nato un bambino? </strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Ahahah beh sì, ci viene in mente che in Karzakistan incontrammo una ragazza alla quale i genitori, pugliese il padre e Karzaka la madre,  misero per nome Jalisse in nostro omaggio perché apprezzavano la nostra musica ed erano a Sanremo nel 1997. La ragazza salì sul palco durante il nostro concerto e cantò una canzone con noi, pensa che bel momento, emozionante! Le nostre canzoni si chiudono sempre con un messaggio di pace e di speranza quindi si adattano a chi vuole vivere in serenità e d&#8217;amore. C&#8217;è poi <em>&#8220;Sei desiderio&#8221;</em> che noi abbiamo scritto musicalmente, il testo è di Paolo Audino e che noi abbiamo voluto dedicare alla nostra primogenita Angelica ma in realtà riguarda anche Aurora perché entrambe rappresentano il nostro più grande desiderio che per fortuna  abbiamo realizzato. </p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="931" src="https://www.ercolefragasso.it/wp-content/uploads/2023/09/IO-E-LUI-1024x931.jpg" alt="" class="wp-image-1845" style="width:361px;height:327px" srcset="https://www.ercolefragasso.it/wp-content/uploads/2023/09/IO-E-LUI-1024x931.jpg 1024w, https://www.ercolefragasso.it/wp-content/uploads/2023/09/IO-E-LUI-300x273.jpg 300w, https://www.ercolefragasso.it/wp-content/uploads/2023/09/IO-E-LUI-768x698.jpg 768w, https://www.ercolefragasso.it/wp-content/uploads/2023/09/IO-E-LUI.jpg 1153w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>


</div></div>



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		<title>Maurizio De Giovanni: l&#8217;oracolo di Napoli!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ercole Fragasso]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Aug 2023 02:07:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giornalisti]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Spettacolo]]></category>
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<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Nato a Napoli nel 1958, Maurizio De Giovanni è cresciuto, ha studiato ed è vissuto&nbsp; nel capoluogo campano del quale può essere tranquillamente affermato,&nbsp;rappresenta uno degli Alfieri più illustri e più apprezzati. Nei giardini dell&#8217;Albergo Teatro Romano, che si affaccia sul Ponte Ferdinandeo e sul Teatro Romano&nbsp; Minturnae, ho avuto il privilegio di incontrare e&nbsp; -successivamente-&nbsp; intervistare questo straordinario interprete della cultura e della storia italiana non prima però di essermi con lui simpaticamente&nbsp;azzuffato per ragioni &#8220;pallonare&#8221; . Al suo <em>&#8220;siete la seconda squadra&nbsp;di Torino&#8221;</em> non ho potuto infatti non replicare, sempre per amore della storia e della verità, che la <em>&#8220;prima squadra d&#8217;Italia non può essere la seconda di Torino&#8221;</em> e giù reciproche ed affettuose risate che hanno fatto da sfondo ad un serata&nbsp;straordinaria in cui questo immenso drammaturgo e scrittore italiano ha raccontato con disarmante semplicità il suo lavoro e il suo amore per Napoli arrivando a toccare le corde del mio cuore per la sensibilità con la quale ha parlato dei suoi concittadini.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Scrittore, drammaturgo, sceneggiatore, autore di tanti, tantissimi libri. In quale panni ti trovi più a tuo agio?<br></strong>La parola scritta, il racconto è alla base di tutto. Si tratta&nbsp; di storie ed io racconto davvero fatti, situazioni e storie che poi, diciamolo,&nbsp; possono essere raccontate in diverse maniere in un romanzo, in un film o un in un telefilm&nbsp;o, addirittura, in un&#8217;opera teatrale o anche rappresentate in&nbsp; fumetti. Non cambia la sostanza della storia, quindi Io credo che alla base di tutto io sia un raccontatore di storie e tanto basta poi a creare tutto il resto che ti ho appena detto.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Giovanna, una mia amica, è curiosa di sapere  perché hai scelto quel periodo storico nell&#8217;ambientazione di alcuni tuoi scritti e,  soprattutto,  come poi ti sei attivato per arrivare a ritrarre tutto perfettamente: costumi, dialetti,  zone. Una scenografia perfetta per ambientazione e rappresentazione del periodo di riferimento e, ancora, sempre Giovanna, chiede  se hai in qualche modo contribuito alla scelta degli attori.</strong><br>Beh, innanzitutto salutamela, ho sentito che tra mezz&#8217;ora vi ritelefonate. Lei parla ovviamente di Ricciardi; dunque, gli anni Trenta sono stati poco e male rappresentati e vengono raccontati con la consapevolezza di quello che è successo dopo. Quindi si vede negli anni Trenta la parte peggiore ovvero quella preparatoria alla guerra mondiale, alle leggi razziali e a tutta la tragedia che ne è seguita. Diciamo sì che comportò l&#8217;alleanza con la Germania, il fascismo e tutte le cose brutte che sappiamo ma in realtà quegli anni, soprattutto la prima parte degli anni Trenta, sono stati un periodo molto fecondo, molto pieno di passioni, molto pieno di gioia, molto pieno di euforia. Un&#8217;epoca difficile ma di grande dignità e credo sia coerente e storicamente importante rilevare anche questi aspetti di quegli anni che nella parte finale degenerarono. E questo, in parte, ho voluto farlo io anche se devo dirti  che è sopravvalutata la presenza dell&#8217;autore all&#8217;interno delle serie televisive che talvolta rispondono a logiche molto distanti da quelle dei romanzi.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ci lasci interdetti, Maurizio.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>&nbsp;</strong>Assolutamente no, non c&#8217;è spesso&nbsp;quasi alcuna attinenza. Le logiche televisive sono tutt&#8217;altro.&nbsp;<br>Io ho una vicinanza alla serie di Ricciardi perché ogni puntata è tratta da un&nbsp; mio libro mentre ho solo&nbsp; una parziale seppur importante vicinanza ad altre serie. Ti faccio un esempio,&nbsp;situazioni legate all&#8217;amore omosessuale o alla pedofilia&nbsp; che io nei miei romanzi posso sviluppare,&nbsp; per ragioni ovvie in televisione alle 20:30 di domenica sera non possono andare e quindi sono logiche diverse che vengono riviste nelle produzioni televisive in maniera talvolta diverse con buona pace di tutti.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><br>Ti hanno mai coinvolto nelle riprese televisive&nbsp;o chiesto consigli?</strong><br>Sono stato cercato, vengo cercato,&nbsp; all&#8217;inizio, nella pianificazione delle storie ma non nella&nbsp;fase successiva dell&#8217;esecuzione o nella scelta degli attori.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><br><strong>Napoli fa sempre da sfondo ai tuoi scritti, che rapporto hai con la tua città?&nbsp;</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Napoli è esaustiva, Napoli è completa, Napoli è grande ed&nbsp; Io ne sono innamorato pazzamente, non saprei vivere che a Napoli e non&nbsp;saprei scrivere che di Napoli,</p>



<p class="wp-block-paragraph"><br><strong>Lo scudetto cosa ha portato nel cuore di Maurizio De Giovanni?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Una grande gioia, una grande gioia condivisa, una grande gioia popolare. Ma solo un pazzo o uno senza sentimenti potrebbe non aver avuto coinvolgimento in questa meravigliosa gioia e festa. E&#8217; stata una vittoria coinvolgente ma molto diversa dagli scudetti&nbsp; degli anni Ottanta e fine&nbsp; anni Ottanta perché quella era una città in ginocchio, gravata dal terremoto e prima ancora dal colera mentre questa che vince lo scudetto adesso è una grande capitale d&#8217;Europa che sa di esserlo e quindi è ben diverso. La vittoria è stata vissuta in misura diversa, in modo meno scaramantico e più consapevole, più maturo. Questa volta non si è trattato di riscatto ma&nbsp; è stato un altro&nbsp;riflettore che ha illuminato la città, già illuminata di luce splendente.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ok, ritorniamo ai tuoi capolavori. Ricciardi continuerà o meno perché alla fine l&#8217;ultima puntata c&#8217;è stato un qualcosa &#8230; in caminito.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Continuo a scrivere, posso dirti di un Ricciardi che sarà ambientato nel&nbsp;Natale del &#8217;39 e so che stanno preparando una nuova serie televisiva che dovrebbe essere girata il prossimo anno.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" src="https://www.ercolefragasso.it/wp-content/uploads/2023/08/20230810_214239-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-1808" style="width:442px;height:332px" srcset="https://www.ercolefragasso.it/wp-content/uploads/2023/08/20230810_214239-1024x768.jpg 1024w, https://www.ercolefragasso.it/wp-content/uploads/2023/08/20230810_214239-300x225.jpg 300w, https://www.ercolefragasso.it/wp-content/uploads/2023/08/20230810_214239-768x576.jpg 768w, https://www.ercolefragasso.it/wp-content/uploads/2023/08/20230810_214239-1536x1152.jpg 1536w, https://www.ercolefragasso.it/wp-content/uploads/2023/08/20230810_214239-2048x1536.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Due parole su Sara, Mina Settembre e i&nbsp;Bastardi di Pizzofalcone.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Storie avvincenti&nbsp;e diverse tra loro che rappresentano altri lati della mia narrazione.&nbsp;È un unico mondo che evidenzia vari aspetti ma sempre, ti ripeto, di un unico mondo. &#8220;Sara&#8221; è il mio total. È una storia nera, profondamente immersa nei misteri italiani negli ultimi trent&#8217;anni, &#8220;Mina&#8221;&nbsp; è un&#8217;assistente sociale, quindi le storie non sono poliziesche, ma sono storie di vita, di vita quotidiana.<br>&#8220;I Bastardi Pizzofalcone&#8221; sono un commissariato di polizia del centro della città, una via di mezzo fra una grande capitale del sud del mondo e una capitale europea, quindi mi consente di raccontarmi, mi consente di raccontare tutti e due gli aspetti.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Quante ore al giorno lavori? E soprattutto, dove prendi l&#8217;ispirazione?&nbsp;</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Dipende da quello che intendiamo per lavoro, se per lavoro si intende la scrittura beh, per questa si impiega un mese ed è totalmente immersiva. Il lavoro però non è solo quello, il lavoro è la promozione, è la comunicazione e tu ne sai qualcosa Ercole, è il marketing. Io poi sono uno che si documenta in prima persona e con grandissimo impegno e&nbsp;sono estremamente rigoroso nella ricerca e nello studio e&nbsp;molto attento, quindi tutto questo può prendere diversi mesi di lavoro e non è quantificabile perché magari due giorni sono buttato in un archivio, tre giorni viaggio per promuovere il libro e via dicendo e il tutto senza tempi e senza orari!</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<figure class="wp-block-image size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="885" height="534" src="https://www.ercolefragasso.it/wp-content/uploads/2023/08/calendario-cri-1-3.jpg" alt="" class="wp-image-1811" style="width:463px;height:278px" srcset="https://www.ercolefragasso.it/wp-content/uploads/2023/08/calendario-cri-1-3.jpg 885w, https://www.ercolefragasso.it/wp-content/uploads/2023/08/calendario-cri-1-3-300x181.jpg 300w, https://www.ercolefragasso.it/wp-content/uploads/2023/08/calendario-cri-1-3-768x463.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 885px) 100vw, 885px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.ercolefragasso.it/wp-content/uploads/2023/08/calendario-cri-1-2-1024x576.jpg" alt="" class="wp-image-1812" style="width:474px;height:266px" srcset="https://www.ercolefragasso.it/wp-content/uploads/2023/08/calendario-cri-1-2-1024x576.jpg 1024w, https://www.ercolefragasso.it/wp-content/uploads/2023/08/calendario-cri-1-2-300x169.jpg 300w, https://www.ercolefragasso.it/wp-content/uploads/2023/08/calendario-cri-1-2-768x432.jpg 768w, https://www.ercolefragasso.it/wp-content/uploads/2023/08/calendario-cri-1-2.jpg 1194w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><br><strong><br>Stasera, nella splendida cornice del Teatro Romano di Minturno, a cento metri dal&nbsp;Ponte del&nbsp;Garigliano e a&nbsp;trecento metri dalla bellissima&nbsp; Scauri, di cosa ci parlerai?<br></strong><br>Stasera facciamo un viaggio all&#8217;interno della mia scrittura mediante la lettura di una pluralità di pezzi, con la musica di Marco Zurzolo e di Rocco Zaccagnino&nbsp; e la&nbsp; straordinaria voce di MariAnita Carfora.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="586" src="https://www.ercolefragasso.it/wp-content/uploads/2023/08/20230810_214218-1-1024x586.jpg" alt="" class="wp-image-1810" style="width:485px;height:276px" srcset="https://www.ercolefragasso.it/wp-content/uploads/2023/08/20230810_214218-1-1024x586.jpg 1024w, https://www.ercolefragasso.it/wp-content/uploads/2023/08/20230810_214218-1-300x172.jpg 300w, https://www.ercolefragasso.it/wp-content/uploads/2023/08/20230810_214218-1-768x440.jpg 768w, https://www.ercolefragasso.it/wp-content/uploads/2023/08/20230810_214218-1-1536x879.jpg 1536w, https://www.ercolefragasso.it/wp-content/uploads/2023/08/20230810_214218-1-2048x1173.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><br><strong>Grazie di cuore, ci vediamo dopo lo spettacolo per la pizza.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Grazie a te, buon divertimento, salutami Giovanna e forza Napoli.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="720" height="354" src="https://www.ercolefragasso.it/wp-content/uploads/2023/08/Screenshot_20230815-041112_Facebook.jpg" alt="" class="wp-image-1806" style="width:406px;height:200px" srcset="https://www.ercolefragasso.it/wp-content/uploads/2023/08/Screenshot_20230815-041112_Facebook.jpg 720w, https://www.ercolefragasso.it/wp-content/uploads/2023/08/Screenshot_20230815-041112_Facebook-300x148.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 720px) 100vw, 720px" /></figure>
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		<title>Quattro chiacchiere con Grelmos, Regina del rap e influencer</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ercole Fragasso]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Jul 2023 12:21:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Spettacolo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nella splendida cornice delle Terme Vescine di Suio di Casteforte, a due passi da Scauri e a due passi dal Garigliano, ho incontrato nella sua statuaria bellezza Greta Jasmin El Moktadi in arte Grelmos, influencer di grande fama che spopola tra i giovani con i suoi Tik Tok. Attiva su tutti i social, Grelmos è [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Nella splendida cornice delle Terme Vescine di Suio di Casteforte, a due passi da Scauri e a due passi dal Garigliano, ho incontrato nella sua statuaria bellezza Greta Jasmin El Moktadi in arte Grelmos, influencer di grande fama che spopola tra i giovani con i suoi Tik Tok. Attiva su tutti i social, Grelmos è una bellissima ragazza italo-marocchina, simpaticissima e di straordinaria educazione e sensibilità. Il suo percorso artistico è iniziato come modella e l’ha vista partecipare a molti concorsi, tra i quali quello di Miss Italia nel 2018 ed è proseguito con la musica che la vede interprete di brani di successo e molto apprezzati soprattutto tra i più giovani. Tra un idromassaggio e l’altro alle <em>“Vescine”,</em>  Grelmos  si è resa disponibile con tutti gli ammiratori che le hanno chiesto foto e video e si è concessa con simpatia al mio microfono come mi aveva promesso la sera precedente rispondendo con disarmante semplicità alle domande che insieme alla giovane e brillante milanese Chiara Munarin ho preparato per lei.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Allora, iniziamo.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Sì, sì, un bacio a te e un saluto a Chiara.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Musicista e influencer, quale delle due cose &nbsp;ti dà più soddisfazione?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La musica mi dà più soddisfazioni però dedico il mio tempo con gioia a entrambe le cose.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Quando hai immaginato che questa tua passione sarebbe diventato il tuo lavoro?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Beh quando ho iniziato a vedere risultati comunque seri e numeri alti e gente che era interessata a quello che facevo. A quel punto ho iniziato a crederci di più e a impegnarmi maggiormente anche nella musica.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ieri ti ho visto fare molti video su Tik Tok tra giovani e meno giovani che ti ammiravano. Cosa è per te questo strumento?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;Sì, sì è vero, lo faccio spesso. Per me è un lavoro, non mi pesa, mi piace ma è comunque un impegno e, ripeto, un lavoro. Poi avevi ragione tu prima, Ercole, quando si fa un lavoro che piace è come se non si lavorasse e non si provasse fatica. E’ molto impegnativo ma bellissimo e a me il mio lavoro e il contatto con la gente piace tantissimo.</p>



<figure class="wp-block-image size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.ercolefragasso.it/wp-content/uploads/2023/07/Grelmoss2.jpg" alt="" class="wp-image-1794" width="238" height="375" srcset="https://www.ercolefragasso.it/wp-content/uploads/2023/07/Grelmoss2.jpg 528w, https://www.ercolefragasso.it/wp-content/uploads/2023/07/Grelmoss2-190x300.jpg 190w" sizes="auto, (max-width: 238px) 100vw, 238px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Sei seguitissima, ho visto come sei stata accolta anche qui. &nbsp;Qual è il messaggio che ricevono i ragazzi dai tuoi video?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Purtroppo non si vede tutto dai social, tutta la persona che sono, però chi mi conosce e chi mi vede dal vivo mi dice sempre che non si aspettava che fossi così perché mi vedono comunque molto umile <strong>(confermo ndr) </strong>e molto alla mano e disponibile con tutti. Nonostante tutto quello che mi è successo che non so se tu sai ma chi mi segue sa perfettamente, sono riuscita ad andare avanti e a farmi un nome. Ecco, i ragazzi devono sapere che bisogna sempre lottare per inseguire e raggiungere un sogno, così come ho fatto io.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Hai rifiutato l’Isola dei Famosi?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Ahahah beh non riuscirei a mangiare così poco come mangiano lì ahaahah.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Miss Italia, che esperienza è stata?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Una bella esperienza ma peccato che non avevo capito come funzionasse quindi ho fatto solo una selezione che era quella delle regionali e poi quando ho capito che l’iter era diverso non ho più proseguito.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Quanto è importante tua sorella nella tua vita professionale?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Tantissimo, come sai e hai visto è qui con me e senza di lei non ce l’avrei fatta e non sarei qui a rilasciarti un’intervista.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Cosa farai da grande?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Sempre le stesse cose e sempre con la stessa passione ambendo ad arrivare sempre più in alto.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Grazie di cuore.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Grazie a te e a presto.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.ercolefragasso.it/wp-content/uploads/2023/07/Grelmoss-3-695x1024.jpg" alt="" class="wp-image-1793" width="212" height="312" srcset="https://www.ercolefragasso.it/wp-content/uploads/2023/07/Grelmoss-3-695x1024.jpg 695w, https://www.ercolefragasso.it/wp-content/uploads/2023/07/Grelmoss-3-204x300.jpg 204w, https://www.ercolefragasso.it/wp-content/uploads/2023/07/Grelmoss-3-768x1132.jpg 768w, https://www.ercolefragasso.it/wp-content/uploads/2023/07/Grelmoss-3.jpg 813w" sizes="auto, (max-width: 212px) 100vw, 212px" /></figure>
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		<title>Riccardo Fogli a Minturno</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ercole Fragasso]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Oct 2022 15:36:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Spettacolo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In una serata di fine estate, a Minturno, con i colleghi Lucia Grimaldi e Dany Di Cola, ho incontrato e fatto quattro chiacchiere con Riccardo Fogli nella piazza centrale di questa splendida città, Medaglia d’Oro al Merito Civile, che permette, se guardi a sinistra di apprezzare l’imponenza e la bellezza del Castello Baronale e se [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="has-drop-cap wp-block-paragraph">In una serata di fine estate, a Minturno, con i colleghi Lucia Grimaldi e Dany Di Cola, ho incontrato e fatto quattro chiacchiere con Riccardo Fogli nella piazza centrale di questa splendida città, <em>Medaglia d’Oro al Merito Civile,</em> che permette, se guardi a sinistra di apprezzare l’imponenza e la bellezza del Castello Baronale e se guardi a destra di ammirare l’immenso e straordinario mare di Scauri, di Gaeta e di Ponza.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ti ascoltano per radio e vedono questa intervista <em>-in streaming-, </em>fai un saluto ai “radio-spettatori” Riccardo?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Ah, bella questa cosa, un giorno mia mamma fece confusione tra radio e televisione e non riuscì a vedere un mio spettacolo, oggi con questi social mi ascolterebbe e vedrebbe contemporaneamente. Un saluto a tutti gli amici radio-spettatori che mi ascoltano e che mi vedono.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Sei molto legato a tua mamma, ne parli spesso nelle tue interviste.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Si, moltissimo e sono sicuro che lei mi vede sempre, anche adesso, dal cielo.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il 30 Agosto di ogni anno Minturno si trasforma in una piccola Sanremo.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Una splendida serata che Pasquale Mammaro organizza ogni anno in questo splendido luogo e che permette a tanti di noi, amici da una vita, di venire a cantare e di ritrovarci tutti insieme davanti a un pubblico caldo e che ci vuole bene.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ti abbiamo visto parlare qualche istante fa con “<em>giovani promesse”</em> e dare loro consigli. Cosa gli dicevi in particolare?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Beh gli dicevo che alla loro età andavo come un treno e che oggi invece deve fare un po’ di riscaldamento prima di salire sul palco e “pulire” la gola, fare vocalizzi e far vibrare le corde vocali.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Come è nata la tua passione per la musica?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Istintivamente, i miei coetanei giocavano e si divertivano, io stavo bene e a mio agio a suonare e cantare e devo dire che è stata una vocazione e una scelta giusta sotto tutti i punti di vista.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Cosa ha rappresentato per te essere uno dei “Pooh”?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Un grande onore, un grandissimo piacere. E’ stato bello cantare con amici e professionisti serissimi e bravissimi, sono cresciuto e…invecchiato con i Pooh.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Quarant’anni fa usciva <em>“Storie di Tutti i giorni”,</em> speriamo di ricantarla tutti e quattro insieme qui a Minturno, tra dieci anni per i cinquant’anni dall’uscita, che ne dici?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Ah ah ah, bell’augurio, perché no?</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Sei molto in giro con i tuoi concerti, il tuo successo continua.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Sì, sì, dopo il Covid si è ripreso alla grande, per fortuna!</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>In un periodo di pandemia e di guerra alle porte di casa, quanto la musica rappresenta un momento di speranza e di sollievo?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma è troppo poca cosa, cioè noi abbiamo cantato contro la guerra, abbiamo scritto contro la guerra, siamo quello che rimane dei <em>figli dei fiori.</em> Ma la guerra è mai finita davvero? Ce ne sono tante, sempre e dappertutto, purtroppo. Comunque, certo, la guerra a chi ha un animo pulito e libero aiuta e rasserena quindi lo strumento musicale ha sempre la sua valenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Chiudiamo con tua mamma, Riccardo. Raccontaci del tuo diploma.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Non puoi farmi piangere prima di salire sul palco! Mamma si dispiaceva che non era riuscita a farmi diplomare e benché avesse l’Alzheimer, nei momenti di lucidità, mi diceva sempre che le sarebbe piaciuto che avessi cantato e che fossi stato ragioniere. Riuscii ad impegnarmi e a frequentare le scuole serali prendendo il diploma che lei in vita aveva tanto sognato e mi piace pensare che alla fine sono diventato &nbsp;un cantante e un ragioniere proprio come mamma voleva.</p>



<figure class="wp-block-image size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.ercolefragasso.it/wp-content/uploads/2022/10/fofli-2-1.jpg" alt="" class="wp-image-1731" width="611" height="458" srcset="https://www.ercolefragasso.it/wp-content/uploads/2022/10/fofli-2-1.jpg 1024w, https://www.ercolefragasso.it/wp-content/uploads/2022/10/fofli-2-1-300x225.jpg 300w, https://www.ercolefragasso.it/wp-content/uploads/2022/10/fofli-2-1-768x576.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 611px) 100vw, 611px" /><figcaption>Foto dell&#8217;Editore Armando Caramanica di Scauri di Minturno </figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Michele Pecora, un gentiluomo con la chitarra…classica!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ercole Fragasso]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Sep 2022 15:47:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Spettacolo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Campano di origine e marchigiano di adozione, Michele Pecora ha frequentato il corso di chitarra classica al Conservatorio G. Rossini di Pesaro. Tra gli artisti più seri che abbia conosciuto, il Maestro, con la “M” maiuscola, ha ancora oggi una straordinaria voce, la stessa con la quale da quarant’anni delizia intere generazioni con le sue [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ercolefragasso.it/2022/09/06/michele-pecora-un-gentiluomo-con-la-chitarraclassica/">&lt;strong&gt;Michele Pecora, un gentiluomo con la chitarra…classica!&lt;/strong&gt;</a> proviene da <a href="https://www.ercolefragasso.it">Ercole Fragasso</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="has-drop-cap wp-block-paragraph">Campano di origine e marchigiano di adozione, Michele Pecora ha frequentato il corso di chitarra classica al Conservatorio G. Rossini di Pesaro. Tra gli artisti più seri che abbia conosciuto, il Maestro, con la “M” maiuscola, ha ancora oggi una straordinaria voce, la stessa con la quale da quarant’anni delizia intere generazioni  con le sue canzoni che danno un tocco al cuore. Ha lavorato sia da solo sia con altri grandi interpreti della canzone italiana e ha partecipato a tutte le competizioni musicali nazionali ottenendo sempre un gran successo. Di una squisita correttezza ed educazione, apprezzata ed appurata in anni di conoscenza, anche stasera il buon Michele si è concesso al mio microfono.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Michele sei ancora una volta qui a Minturno ed io ancora qui con il mio microfono a tediarti prima del concerto. Passano gli anni ma siamo sempre qui.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Ahahah tranquillo Ercole, noi due siamo una costante qui. E’ un rapporto ormai ultratrentennale quello che mi lega a questa terra perché io frequento Minturno praticamente da sempre e prima lo facevo come turista e da tanti anni, grazie all’amicizia e al rapporto che ho con Pasquale Mammaro, ci vengo anche a cantare e partecipo a questa manifestazione che negli anni è cresciuta ed è diventata importantissima e un appuntamento di musica fisso e apprezzato nell’intero territorio nazionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ti piace questo posto, vero?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Se voltiamo lo sguardo a sinistra vediamo il Castello Baronale di Minturno, se lo voltiamo a destra il mare di Scauri con Gaeta e Ponza in lontananza. Che vuoi di più?</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Cosa provi quando vieni qui?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Un rapporto di grande affetto che tutte le volte che vengo sento ampiamente ricambiato della gente perché -indipendentemente da ciò che accade sul palco- anche per strada quando le persone mi incontrano e mi fermano, mi abbracciano e mi chiedono fotografie insieme o il ritornello di una mia canzone. E’ un affetto vero e reciproco.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Tanti, tantissimi i tuoi successi: “E<em>ra lei”, “Me ne andrò”, “Te ne vai”, “</em></strong><strong><em>Rivoglio la mia vita”</em></strong> <strong>e</strong> <strong>tantissimi altri brani. Qual è la canzone alla quale sei più affezionato ma non perché hai venduto di più con quel pezzo ma in quanto la senti proprio “dentro” o perché l&#8217;hai dedicata a qualcuno per te importante.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La canzone a cui sono più legato è sicuramente “<em>me ne andrò”</em> perché è una canzone molto ben riuscita, molto ispirata che mi ha permesso di parlare d&#8217;amore in modo diretto e quando si parla di amore si rischia sempre di essere banali e retorici invece con questa canzone ho trovato il linguaggio giusto per descrivere uno stato d&#8217;animo. Uno stato d&#8217;animo puro che forse … ci è appartenuto un po’ a tutti. Quanto alle dediche beh ne ho fatte tante nella mia carriera e stasera, per esempio, dedicherò con piacere ad Anna e a te <em>“Era lei”.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>In un momento drammatico come quello della pandemia e della guerra a …quattr’ore da noi, la musica che antidoto può essere?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La musica ci accompagna per tutta la vita, ad una canzone sono legati un ricordo o una speranza. Tutti hanno ascoltato o ascoltano musica, magari di generi diversi ma la musica è in ognuno di noi. Trovare poi persone, tra loro legate, che amano ed ascoltano lo stesso genere di musica diventa…poesia. &nbsp;Durante la pandemia credo che la musica abbia fatto tanta compagnia a tutti e ci abbia distratto dalle tensioni del momento. Quanto alla guerra non so che dirti ma senz’altro i suoni di quest’ultima sono più rumorosi e fastidiosi di qualsiasi genere di musica. Speriamo termini presto questo conflitto e si torni ad ascoltare solo rumori di note musicali.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ci siamo appena fatti caffè e sigarettina, tra poco salirai sul palco davanti a diecimila persone. Riesci ancora a provare emozione?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Certo Ercole, ci sono l&#8217;emozione, la paura, l&#8217;arte, la tensione. Queste cose non passano mai e Gassman diceva che facciamo questo mestiere anche per quella sensazione spiacevole che prova lo stomaco prima di salire sul palco e poi, una volta saliti, ovviamente dobbiamo dare il meglio di noi e quindi perdere anche quella tensione accumulata.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La nazionale dei cantanti è un progetto riuscito e ancora attuale? Anche nel futuro potrà donare, oltre a un sorriso, anche un sostegno economico alle persone più bisognose?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Beh direi proprio di sì ed infatti è nata con questo scopo, con lo spirito di solidarietà verso chi ha bisogno di un aiuto. Probabilmente oggi deve aggiustare un pochino il tiro, cioè deve cambiare, modificare alcune cose perché è nata tanti anni fa e oggi i tempi sono un po’ diversi quindi bisogna adeguarsi ma la finalità e la bontà del progetto sono fuori discussione.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ti faccio una domanda-trappola che già ti feci in passato, vediamo se mi dai la stessa risposta: qual è il collega che apprezzi da sempre e maggiormente?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma questa è facile, la risposta è sempre la stessa, il grandissimo Gianni Morandi, sono da sempre un suo fan.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>E il cantante a cui ti senti più legato affettivamente?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Beh sono due, uno è stato Ivan Graziani con il quale ho avuto un’amicizia forte e che amava tantissimo Scauri e l’altro è Enzo Gragnaniello, ci sentiamo spesso, siamo amici e passiamo delle serate insieme con le famiglie a mangiare e a cantare.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Una delle soddisfazioni più belle nel corso della tua brillante carriera?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La cosa che più mi fa piacere è incontrare persone che mi dichiarano di essersi innamorate ascoltando una mia canzone.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ti chiamano, vai.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Ascolta “Era lei”!</p>
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