Carinissima, simpaticissima, disponibilissima, in tre parole Verdiana Zangaro, nota più semplicemente come Verdiana. Calabrese, nata nel 1986 a Rossano, inizia a cantare a soli quattro anni e a nove anni già si esibisce con il papà nei locali. Da lì in poi è tutto un susseguirsi di apparizioni nei programmi di Mike Bongiorno, Gigi Sabani, Mara Venier, Raffaella Carrà, Claudio Cecchetto, Maria De Filippi, Pippo Baudo, Caterina Balivo e di grandi, apprezzatissimi successi. In occasione di “Minturno musica estate” Verdiana con disarmante semplicità e dolcezza si è intrattenuta con me sia nel pomeriggio sia nel pieno dell’evento raccontandosi con le note in sottofondo di Michele Pecora e di Mietta.

Quando hai capito che la musica sarebbe diventata davvero la tua professione?

In realtà l’ho sempre desiderato, è sempre stato il mio desiderio più grande, quello di poter fare musica e di vivere di musica, sin da quando ero bambina, è stato il mio sogno nel cassetto. Inizialmente era un gioco, poi piano piano abbiamo cominciato a fare sul serio ed è iniziato ad essere quindi il mio lavoro.

L’esperienza di “Amici” cosa Ti ha lasciato?

Beh, “Amici” sicuramente è un palcoscenico che dura per tanti mesi, ti dà la possibilità di fare delle esperienze molto forti. Poi vabbè, io l’ho vissuto più di dieci anni fa, quando ancora era uno show megagalattico con ospiti internazionali, duetti internazionali; ho avuto la possibilità di incontrare Al Pacino, Harrison Ford, di duettare con Craig David, con Chiba, hai capito con gente di che calibro? E con questo voglio dire che per me è stata una grandissima esperienza, una grande vetrina, un modo anche per potermi mettere in gioco veramente per tanti mesi su un palcoscenico molto impegnativo e in un programma seguitissimo e amatissimo dal pubblico.

Mia figlia Elisa mi ha detto di chiederti dell’esperienza con Anna Oxa.

Beh, dille che Anna sicuramente è una grande professionista, una persona che ha una grande aura attorno a sé. Certamente, come tutti gli artisti che ho avuto il piacere di incontrare in questo mio percorso, anche lei mi ha lasciato ovviamente la sua traccia e la sua energia.

E il personaggio, in assoluto, che ti ha lasciato qualcosa di unico che ti è rimasto dentro e che ti guiderà nel futuro?

Devo dire che ho avuto la fortuna di poter lavorare con i più grandi, molti dei quali non ci sono più. Da Mike Bongiorno a Bravo Bravissimo a Pippo Baudo che mi ha accolto a Sanremo Giovani quando avevo appena sedici anni a Raffaella Carrà con Carramba che sorpresa quando ne avevo addirittura soli dieci sino ad arrivare a Maria. Credo che tutte queste persone, oltre a tanti altri artisti con i quali ho lavorato abbiano profondamente inciso sulla mia formazione, mi hanno migliorato, stimolato, aiutato a diventare quella che sono oggi.

Ok, ok, però dai sbilanciati, tutti importanti ma uno su tutti?

Non molli eh! Ahahah, che devo dirti Ercole, forse Pippo mi è rimasto inciso nel cuore in particolar modo perché ero una ragazzina e mi sono sentita trattata davvero come una figlia, lui era davvero premuroso.

Mi piace moltissimo “Un’altra Idea”, parla di un grande amore, è forse autobiografica?

È un pezzo scritto per il progetto Le Deva a Parigi, in Francia. Sì, dopo un viaggio che è stato d’ispirazione per questo pezzo che racconta un amore in difficoltà e che cerca … un’altra idea appunto. In tutte le canzoni c’è sempre qualcosa di autobiografico o magari racconti l’esperienza di qualcosa che vedi o di qualcuno a cui sei legata. Un bel pezzo, hai ragione!

Qui a Minturno, già nella chiacchierata e nel caffè del pomeriggio, eri in forma, che “clima” hai trovato?

Molto caloroso, un pubblico calorosissimo, orgoglioso di ascoltare musica. Stasera canterò uno dei miei ultimi pezzi usciti, “Malafemmena”, che è una canzone contro il pregiudizio che si ha spesso sulle donne. E poi farò un omaggio a due grandi artiste, due grandi voci, una delle quali mi ha dato la vittoria a “Tale e Quale” che è Celine Dion e l’altra, “Mimì”, perché qualche anno fa le ho dedicato un disco omaggio.

Ti chiamano devi salire sul palco.

Sì, sì, corro, ascoltami.

E certo! Al volo, cosa farai da grande?

Continuerò a fare l’operaia della musica.

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