Alex Brunner: il ragazzo della “porta …accanto”

Alex Brunner è il classico bravo ragazzo … della porta accanto, il giovane che tutti i genitori vorrebbero far sposare alla propria figlia, il ragazzo che al semaforo aiuta una vecchietta ad attraversare la strada. È proprio questa l’idea che chi lo conosce bene si fa di Alex, antidivo per eccellenza che ha saputo fondere nel suo carattere la rettitudine e la fermezza della gente del nord, dove è nato, con il calore e la lealtà della gente Sud Pontino, dove ha giocato e da dove è stato lanciato nel calcio che conta. In questi ultimi mesi l’ho sentito telefonicamente molto spesso ed ho sempre avuto la conferma di parlare, oltre che con un amico, con una persona seria ed onesta, moderata e corretta, che non si esalta per le belle cose che la vita gli offre e che non si dispera se la malasorte gli si attanaglia contro. Così Alex era sì contento, ma perfettamente sereno e non “su di giri” dopo la splendida partita che ha disputato contro la Roma, nella quale grazie alle sue splendide parate su Totti e compagni, il Como ha conseguito la sua prima vittoria in campionato. Al termine della gara la giuria di “Tele+” lo ha proclamato migliore giocatore in campo, consegnandogli la relativa statuetta e lui, nonostante i positivissimi giudizi che stavano esprimendo su altre emittenti nazionali nei suoi confronti, Fascetti e Capello, Caputi e Bulgarelli, Totti e Bruno Longhi, al microfono di “Tele+” era misuratamente contento e si limitava ad auspicare che potesse essere per il Como la prima di una lunga serie di buone prestazioni. Al telefono poi, la mattina successiva, glissava i complimenti che gli facevo, compiacendosi che, nei momenti difficili di Bologna, aveva sempre avuto una parola di conforto e di aiuto da parte di mio cugino Antonio. Ragazzo grato, Alex, in un mondo quale quello del calcio, talvolta ingrato. Ma Alex è tranquillo anche quando le cose non vanno bene e così, grazie alla forza del suo carattere, all’impegno e al “sudore della palestra”, ha saputo riprendersi dopo partite meno belle e critiche meno positive; non si è disperato neanche dopo la sonora sconfitta che il Como ha subìto recentemente contro la Juventus e che in parte qualcuno gli ha voluto ingenerosamente addebitare. Così in uno dei nostri colloqui telefonici, successivi alla partita con la Juventus, Alex mi ha addirittura incoraggiato, perché ero dispiaciuto per quelle critiche profondamente ingiuste rivolte al mio amico che con disarmante pacatezza mi diceva “….passerà questo momento Ercole, vedrai, vedrai. …. Intanto speriamo che il Como torni presto a far punti, con o senza Alex.” Grande attaccamento ai compagni, alla società, ai tifosi, ai valori dello sport, quelli del nostro amico, che i Generali e i grandi condottieri definirebbero spirito di corpo, fondamentale ed essenziale per ogni vittoria. Alex, che è coniugato con Rossana, conduce una vita serena e tranquilla, è molto attaccato alla famiglia, ai sani principi e all’amicizia, è riconoscente e generoso. Forse un po’ di merito per i suoi successi è anche di sua moglie, che come Alex sottolinea, lo rende sempre sereno e felice. In un caldo sabato primaverile sono stato a trovarlo in ritiro ed ho parlato della sua carriera e del suo futuro, nel mentre mia figlia Elisa scorrazzava intrepida e bellissima nel salone dell’hotel.

Per quale squadra tifavi da bambino?

Juventus, fortissimamente Juventus.

A proposito di Juve, che emozioni hai provato quando hai giocato per la prima volta contro la squadra del cuore?

Grandissima. Era una partita di Coppa Italia, la Juventus aveva in quel periodo delle difficoltà, c’erano nell’aria le dimissioni di Lippi, noi giocammo una grande partita e vincemmo a Torino per 2 a 1. Nella partita di ritorno perdemmo 1 a 0, segnò Davids, ma noi superammo il turno per differenza reti. Giocare contro la mia Juve fu una sensazione bellissima ed indimenticabile.

Tuo padre voleva farti fare il portiere di hokey ma tu hai scelto il calcio, perché?

Perché sono stato colpito da piccolo da una pallina di hokey e ti assicuro che mi ha procurato molto dolore. Inoltre mi piaceva il calcio ed … ho realizzato poi che un pallone ti fa meno male di una pallina di hokey. Qualche buon risultato come portiere di calcio si è subito intuito ed allora ho percorso quella strada.

A che età hai iniziato a giocare e in che ruolo?

A otto, nove anni ho iniziato a dedicarmi con maggiore impegno e serietà al calcio ed ho subito iniziato a giocare da portiere, un ruolo che mi ha sempre affascinato e che non ho mai abbandonato, neanche nelle partite tra amici.

Chi ti ha fatto fare il salto nel mondo del professionismo?

Devo a molte persone la mia fortuna sportiva ma tra tutti vorrei citare Zampa, l’allenatore dei portieri dell’Udinese che mi è stato molto vicino. Un ottimo ricordo ce l’ho anche, come ben sai,di Antonio Fragasso, il Direttore, che è una persona eccezionale e che stimo molto.

Allora, a tal proposito, che ricordi hai dell’esperienza di Formia?

Ottimi. Un anno difficilissimo, molti fattori nuovi e tutti insieme: per la prima volta vivevo lontano da casa, la squadra iniziò male la stagione e stavo inoltre espletando il servizio militare, con tutte le difficoltà che quest’ultimo comporta in termini di allenamenti e di concentrazione per uno sportivo. Ma alla fine i risultati furono sorprendentemente positivi, queste difficoltà forgiarono il mio carattere, per la verità già abbastanza “tosto”, la squadra riuscì alla fine miracolosamente a salvarsi ed io trovai cari amici in quelle splendide zone del sud pontino.

La parata più bella e la più importante.

Molte importanti e che conservo tutte nella mia memoria, non potrei preferirne una su un’altra, ma ricordo con la stessa soddisfazione tutte le parate per esempio nei play off dalla serie C alla serie B contro il Livorno, le parate ai tempi in cui giocavo nel Foggia e nel Bologna, ugualmente belle ed indimenticabili.

Ricordo quest’anno almeno tre interventi miracolosi su Totti.

Sì è vero, quest’anno contro la Roma ho disputato una grande partita, ho ricevuto i complimenti di Fascetti, dei compagni e degli avversari ed ho provato una grande soddisfazione a non far segnare Totti, un campione grandissimo che fa goal a tutti.

Speri ancora nella salvezza?

Vedi Ercole, sino a quando c’è vita c’è speranza e noi faremo di tutto sino all’ultima goccia di sudore per raggiungere la salvezza. Chissà!

Hai giocato insieme a Baggio e Signori, che ci dici di loro?

Basterebbe rispondere Baggio e Signori e ti avrei già detto tutto. La loro grandezza fuori dal campo è direttamente proporzionale alle magìe che fanno in campo. Sono due ragazzi eccezionali, due amici veri, corretti ed umanamente impareggiabili.

Fava, Pecchia, Gianichedda, sono solo alcuni dei campioni che come Te hanno giocato nel sud pontino. Li hai conosciuti e ci hai giocato da “giovane”?

Professionalmente li conosco e stimo tutti ma di persona conosco bene solo Pecchia, giocai con lui molti anni fa anche nella nazionale di serie C.

Come già ti ho anticipato telefonicamente, il 5 Luglio si svolgerà a Scauri, una partita di calcio alla quale ho chiamato a raccolta tutti i miei amici che hanno giocato e che giocano tutt’ora nel “calcio che conta” e che hanno iniziato la loro carriera nel sud pontino. Sarai dei nostri?

Certamente e con piacere, sai perfettamente che quando un Fragasso chiama Brunner risponde. Sono legato a voi e alla zona, verrò e … farò una grande partita.

Credi che riuscirai a non farmi segnare?

Ho fermato Totti fermerò anche te.

Sei sicuro?

Beh … no sicuro no, potresti “spizzare” la palla e far goal.

Sarebbe sempre goal e potrei dire di aver segnato a Brunner, un portiere di serie A che ha fermato Totti ma non … Ercole Fragasso!

Ah, ah, ah è vero.

Segui ancora i fatti sportivi e non del sud pontino?

Non con continuità, a volte sento degli amici che mi danno qualche notizia. Auguro al Formia di risalire le posizioni e di stabilizzarsi in una serie maggiore che le compete per tradizione e valore. Leggerò Forum per essere maggiormente informato.

Grazie e a presto Alex.

Grazie a te Ercole ed un saluto a tutti i lettori.

Pubblicato su “Forum” in data 17.04.2003

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