Giovanni Serao, un altro bel prodotto del sud pontino

A metà degli anni ’80 ho iniziato a seguire mio cugino Antonio, affermato manager calcistico, per i campi praticamente di tutto il Lazio e quando le partite delle squadre per le quali egli lavorava erano davvero importanti, anche in giro per l’Italia. È così che ho conosciuto e sono diventato amico di molti campioni di ieri e di oggi, che sono nati o che hanno giocato o allenato nel sud pontino: da Nela a Babusci, da Pecchia a Giannichedda, da Brunner a Fava, da Lotti a Trovò, passando per molti presidenti e dirigenti, allenatori e massaggiatori. Ho vissuto insomma lo “spogliatoio” ed ho sentito … l’odore dell’olio canforato. Di tutti ho un ricordo nitido, rammento infatti la classe “dell’Avvocato Pecchia”, le ripartenze di Giannichedda, le parate di Lotti ed i goals di Trovò. Rammento con emozione e gioia anche le uscite sugli intrepidi cross avversari e le parate miracolose del mio amico Alex Brunner ed i goals, di destro, di sinistro, di testa, di coscia, dell’altro mio caro amico Dino Fava. Ma c’è un altro campione del quale ho un ricordo nitido ai tempi in cui giocava con il Formia e, presunzione di cronista, seppi prima di lui, la sera che precedeva una gara importante per la salvezza, che il giorno successivo avrebbe esordito. È anch’egli un prodotto del nostro sud pontino e si chiama Giovanni Serao. Nato a Minturno il 2 Marzo del 1977, Giovanni è un ragazzo tranquillissimo, che ama rilassarsi ascoltando musica italiana e che affianca a doti morali cristalline, una buona tecnica individuale ma soprattutto una invidiabile grinta e cocciutaggine (tipica della gente del sud pontino), che ne fanno un difensore di buon livello. Con disarmante naturalezza ed assoluta disponibilità Giovanni si è confessato al mio microfono.

Per quale squadra Giovanni tifavi da piccolo?

Sono cresciuto con il mito Maradona e da piccolino tifavo per il Napoli poi quando sono cresciuto ho iniziato a tifare per la Roma.

A che età hai iniziato a giocare?

Ho iniziato a giocare a calcio con maggiore impegno intorno agli undici anni, prima praticavo nuoto.

In quale squadra dilettantistica hai iniziato a giocare?

Ho iniziato a giocare nel Minturno poi sono passato al Formia.

Chi Ti ha lanciato ne mondo professionistico?

Tuo cugino, Antonio Fragasso, un numero 1 che oltre a me ha lanciato in serie A molti altri giovani. Mi ha portato dal Minturno al Formia dove ho esordito ad appena 15 anni con l’allenatore Sibilia che aveva grande fiducia in me. Da lì sono andato al Padova e la mia avventura è iniziata. Antonio mi ha seguito con competenza ed amicizia e devo a lui il salto nel calcio che conta. Stimo moltissimo anche l’allenatore Sandreani che ho avuto nel Padova e che mi ha fatto esordire in serie A.

Sei legato a qualche giocatore in particolare?

Sono molto amico di Daniele Davezze, un giocatore di proprietà della Roma che gioca con me, validissimo, classe 1980, bravissimo in campo e fuori e che vedremo presto in serie A, te lo assicuro Ercole.

Che ricordi hai dei tempi del Padova?

Ottimi, con il Padova ho esordito in serie A, ho segnato il mio primo goal contro il Cagliari, ho avuto compagni di squadra bravi e famosi come l’americano Lalas, Fiore, Nava, Amoruso e tanti altri ancora.

Che tipo era Lalas?

Un simpaticone, con la chitarra sempre in mano, che viveva il calcio in modo diverso da noi, all’americana insomma. Da loro il calcio è un hobby e Lalas, che era comunque un buon giocatore, non era “tagliato” per ritiri e pretattiche.

Che cosa ha significato per Te il periodo con il Formia?

Tutto. Mi ha fatto capire che il calcio è un lavoro e come tale deve essere preso seriamente, mi ha insegnato l’importanza del gruppo, mi ha fatto credere in me stesso e mi ha insegnato a non mollare mai. Mi ha fatto crescere anche come uomo insomma. Devo a tutti quelli che erano al Formia in quel periodo, al presidente, all’allenatore, ai miei compagni e al Direttore Fragasso un grazie di cuore.

Raccontami una gioia ed una delusione che Ti ha dato il calcio.

Beh la gioia più grande il goal che ho fatto al Cagliari in serie A. Il mio primo goal in A e determinante, vincemmo infatti per 2 a 1. Grande gioia ed emozione che non dimenticherò mai. Delusione… beh il fallimento con il Ravenna che mi aveva acquistato a titolo definitivo perché credeva fortemente in me e che poi mi ha lasciato, a causa del fallimento societario, da solo. In un momento sono andate all’aria le aspettative professionali ed economiche che avevo ed ancora oggi devo sistemare quest’ultimo aspetto con la Federazione, domande, carte bollate e rotture varie. Peccato.

Come hai reagito al fallimento del Ravenna?

Ho dovuto ricominciare tutto dall’inizio ma sono stato molto fortunato perché sono ritornato al Padova ed ora a distanza di tempo sto con la Reggiana, una squadra validissima con ambizioni forti per il futuro. Sono giovane ed ho ancora tante possibilità ma altri miei compagni hanno avuto difficoltà incredibili a trovare nuove sistemazioni, mi riferisco a Silenzi e Ficcadenti per esempio.

Come Ti trovi a Reggio Emilia?

Ottimamente, bella squadra, bei compagni, ottima gente, città bellissima.

Rimarrai con la Reggiana l’anno prossimo?

Come ben sai ho avuto un infortunio serio che quest’anno non mi ha permesso di giocare molto, la società come ti ho detto ha ambizioni forti e a fine campionato vedremo. Posso anticiparti che potrei ritornare in campo per l’ultima giornata di campionato.

Un gesto di solidarietà in un mondo del calcio per molti sporco.

Quando ero a Padova sono andato spesso con altri compagni di squadra a visitare i detenuti in prigione, ho fatto spesso beneficenza e sono andato a trovare bambini in difficoltà. Erano iniziative lodevoli e che facevo con tutto il cuore perché sono consapevole di essere fortunato e di fare un lavoro che mi piace e che è ben remunerato.

Fava, Brunner, Lotti, Giannichedda, Di Carlo, Trovò, Pecchia, sono solo alcuni dei campioni nati nostre zone o che hanno giocato nel sud pontino, chi conosci di loro?

Li conosco tutti dalla televisione e dai giornali ma di persona ho conosciuto solo Fava e Pecchia.

Se dovessi incontrarli in campionato o in coppa metteresti la gamba con la solita grinta o gli faresti “sconti” perché sono “Tuoi paesani”?

Sai quale è il mio gioco Ercole, non farei sconti a nessuno e giocherei alla mia maniera, poi a fine partita negli spogliatoi parlerei con loro di Minturno, Scauri, Formia e Gaeta ma in campo no, mai.

Il 5 Luglio ci sarà, come Ti ho già anticipato telefonicamente, una partita di calcio a Minturno, alla quale parteciperanno tutti i calciatori di cui abbiamo parlato ora, sarai dei nostri?

Si, come Ti ho già detto al telefono è una bellissima cosa e mi fa piacere che Minturno vedrà tanti campioni tutti insieme. Mi auguro che ci sia tanta gente per questa che sarà una festa dello sport e che permetterà a tutti noi, nati nella zona ma che ci vediamo poco o non ci conosciamo addirittura, di stare insieme e conoscerci.

…Giocherai con tutta la solita grinta?

Certamente.

Sia che marcherai Carnevale, Fava, Trovò, sia che marcherai Moni, Del Balzo e Fragasso?

Contro tutti alla stessa maniera, stessa grinta e determinazione… anche perché i Fragasso sanno di calcio!

Grazie e a presto Giovanni.

Grazie a te Ercole ed un saluto a tutti i lettori e quanti hanno collaborato per l’iniziativa del 5 Luglio. A presto.

Pubblicato su “Forum” in data 23.04.2003

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