Felice Pulici: questa volta in campo con Francesco Storace

È stato uno dei portieri più grandi che abbiamo applaudito quando il calcio era ancora calcio, le famiglie andavano allo stadio come se andavano al cinema o al circo – senza paura insomma di petardi o bottigliette -, le partite iniziavano tutte allo stesso orario, non c’erano ancora, forse, il doping amministrativo o farmaceutico. I portieri erano tutti bravi, Zoff, Albertosi, Castellini, Paolo Conti e quello spilungone di Felice Pulici. Era il calcio insomma, dell’olio canforato, degli sfottò sani e divertenti, poi alla fine vincevano sempre loro, Juve, Milan, Inter e che sorpresa, allora come oggi, se vincevano la Lazio o il Cagliari. Esattamente come accade oggi, anche trenta anni fa, quando un calciatore “attaccava” gli scarpini al chiodo poteva decidere se rimanere nel mondo del calcio con un nuovo ruolo, investire i soldi guadagnati o girare per il Mondo.… con la crema abbronzante. Gli stipendi non erano quelli di oggi ma, credetemi, i calciatori non stavano certamente male e non guadagnavano come un muratore che alle 12 in punto si gustava il suo panino con la mortadella. Felice Pulici, uno che nella vita ha sudato, si è sempre impegnato, ha conseguito anche la laurea in giurisprudenza, mostrando quindi di saperci fare anche lontano dai…pali, ha deciso di rimanere nel calcio e si è affermato quale dirigente, grazie alla serietà, alla preparazione culturale e all’esperienza, nei diversi ruoli che la S.S. Lazio gli ha affidato. Così lo abbiamo visto nel tempo trionfare alla guida del settore giovanile ed affermarsi quale dirigente della squadra capitolina, che ha legato anche a lui i successi italiani ed europei degli ultimi anni. Apprezzamento e stima glieli ha mostrati anche l’intraprendente, assolutista ma perspicace Lotito, neo-Presidente della Lazio, che ha deciso al suo avvento, in appena cinque minuti, di confermarlo nel ruolo di dirigente. Un campione, un amico, un uomo serio e leale Pulici, che ha deciso qualche giorno fa di accettare il corteggiamento di Francesco Storace e di scendere in campo con l’attuale governatore della Regione Lazio, nella imminente tornata elettorale nella quale i cittadini laziali saranno chiamati a decidere a chi affidare la guida della Regione che abitano.

Il calcio per Te, Felice, è ancora una palestra di vita?

Per me Ercole, il calcio non è una palestra di vita ma è la scuola della vita. Lo sport in genere e, nel nostro Paese il calcio in particolare, rappresentano un valore importantissimo, educativo e di confronto leale e determinato. Il calcio forma a tutti i livelli chi lo pratica.

Sei una istituzione per la Lazio. Hai ricoperto quasi tutti i ruoli: calciatore, responsabile del settore giovanile, dirigente della società e la domenica ti vedo in tribuna stampa soffrire e gioire per la tua squadra. Come ti trovi con il presidente Lotito e che ruolo ricopri attualmente?

Sono dirigente della società e con il presidente ho un rapporto cordiale e basato sulla reciproca stima. Lotito ha trovato una situazione certamente non facile al suo insediamento alla Lazio ed ha voluto conoscere in prima persona ogni singola sfaccettatura della gestione di una società di calcio, quindi, terminata la fase iniziale, sta procedendo con provvedimenti mirati al rafforzamento dello staff e devo dire che a questo nuovo modo di intendere la gestione della società e della squadra, i ragazzi hanno reagito molto bene sia dal punto di vista tecnico che agonistico.

Quindi sei fiducioso per il futuro della Lazio.

Sì molto, vedo una energia positiva, un Presidente molto appassionato e presente e i giocatori che si caricano a vicenda in allenamento e in campo.

I portieri sono per alcuni istrioni, vedi Albertosi, Tacconi e Zenga e per altri degli uomini concreti, pragmatici, vedi Zoff, Castellini e Felice Pulici. Che mi dici dei numeri uno?

Ti dico che in mezzo al campo sono in tanti ma il portiere è solo uno e pertanto credo che sia il giocatore più importante in una squadra. Quello del portiere è per me il ruolo più importante e che può sovente essere anche il più determinante per un gesto tecnico o per un intervento particolare. Un ruolo che ha visto molti grandi interpreti in Italia e che è personalizzato da ciascuno a seconda della propria caratterialità e struttura fisica. Io come hai sottolineato tu ero un po’ meno istrione e un po’ più concreto.

Calcio scommesse, doping amministrativo e farmaceutico, dove arriverà questo benedetto pallone?

Il problema è che si cerca la perfezione assoluta ma questa purtroppo, e te lo dico con grande rammarico, sembrerebbe non esserci in nessun ambiente. Il calcio non è immune da queste problematiche ed è sotto gli occhi di tutti che ha superato i livelli di guardia; dobbiamo aspettarci un momento di crisi, che mi auguro sia passeggera e rimettere in moto la macchina secondo i criteri di lealtà che sono propri dello sport.

Felice nel mio studio

Il calcio vede dietro le quinte Presidenti, manager, mister, procuratori, dirigenti e società di immagine, di consulenza e chi ne ha più ne metta. In campo però vanno sempre i ragazzi. Tu hai la fortuna di lavorare da sempre in questo fantastico mondo del pallone e di essere da sempre in contatto con i giovani. Che idea hai dei ragazzi che giocano a pallone e dei loro coetanei che si trovano in altre terre per conto dell’Italia per il ripristino della libertà e della democrazia?

Sì hai ragione sono proprio un fortunato perché ho la possibilità di lavorare a stretto contatto con i giovani e diciamo pure di …non invecchiare stando sempre con loro. Ho vissuto con la Lazio anche due felicissime esperienze, in momenti diversi, quale responsabile del settore giovanile e il contatto con i giovani è stato dunque in quei frangenti ancora più stretto ed appagante per me. I ragazzi sono la parte più bella e più viva della nostra società ed i ragazzi che giocano al calcio hanno una energia, una forza d’animo, una vivacità tutta particolare e positiva. Quanto ai giovani militari che prestano servizio in nome dell’Italia non posso dirti altro, caro Ercole, se non che sono semplicemente splendidi e che sono spinti da motivazioni bellissime. Mi auguro che il loro servizio sia meno duro di quanto noi tutti purtroppo immaginiamo e sono certo che con il loro fondamentale apporto contribuiranno insieme ai loro coetanei e colleghi di altre nazionalità a riportare libertà e democrazia nei paesi in cui operano. Mi complimento dal più profondo del cuore con tutti loro.

Calcio e politica, due palcoscenici che hanno milioni di utenti in tutto il Mondo. Analogie e differenze.

Il calcio è un mondo particolare e bisogna saperci stare ma è difficile perché richiede sacrifici ed impegno continui. È un mondo affascinante e che piace in maniera incredibile, basta vedere come vi si buttano di getto imprenditori che investono parte del loro patrimonio per presiedere una società. Mi affaccio ora in politica e so che anche questo è un mondo molto particolare ed affascinante che ti mette nelle condizioni di conoscere molte persone e di adoperarti per tentare di risolvere concretamente i problemi della società che tutti noi viviamo quotidianamente. Anche questo è un mondo affascinante ed anche questo nasconde però le sue insidie.

Perché hai deciso di scendere in campo in politica?

Perché ho voluto aderire ad un progetto importante che mi è stato proposto da Storace e perché credo di avere delle caratteristiche per poter far bene anche in questo campo. Sto da sempre, essendo uno sportivo, tra la gente e con la gente ed ho sempre avuto un rapporto buono e sereno con tutti. È come, Ercole, se si fosse fermato un treno sotto casa e prima di ripartire il capotreno mi avesse chiesto di salire e di proseguire insieme. Ho pensato che con la mia energia ed il mio impegno il treno potesse andare ancora più veloce e siccome condivido il percorso e la gestione di quel treno e di quel capotreno, ho accettato senza esitazione.

Grande stima quindi per Francesco Storace?

Beh sì, senz’altro, non avrei altrimenti accettato di far parte della lista Storace. Francesco ha fatto molto bene in questo quinquennio ed ha vinto, per dirla in gergo sportivo, il suo scudetto, ora spero che tutti insieme si possa vincere nel prossimo quinquennio la Champions League.

Le curve degli stati italiani sono colorate politicamente. La Nord è per la maggior parte di destra, dovrebbe aiutarti.

Andrei un po’ cauto nel confondere lo sport con la politica ma è evidente che i ragazzi della Nord conoscono bene la mia serietà e la mia rettitudine morale e se mi sosterranno mi farà senz’altro piacere.

E il saluto romano di Paolo Di Canio durante il derby?

Paolo era stato protagonista di una partita incredibile, aveva fatto un gran goal, la sua squadra stava trionfando in un derby, l’adrenalina era a mille, non ha offeso nessuno, ma di cosa vogliamo parlare….

Dimmi un motivo per il quale bisogna votare Storace e Pulici.

Perché si tratta di due persone per bene che tutto quello che hanno fatto nella vita lo hanno fatto bene, con entusiasmo, impegno ed onestà. Credo che la gente voglia amministratori che abbiano questo spessore morale e queste capacità. È davanti agli occhi di tutti poi l’impegno straordinario di Storace che ha fatto crescere moltissimo la Regione Lazio nel quinquennio in cui ne è stato il governatore.

Calciatori e solidarietà. L’Onorevole Salvatore Cicu – Sottosegretario di Stato alla Difesa – ha in mente di organizzare in estate a Cagliari un evento benefico che coinvolga le Forze Armate e lo sport. Il suo intendimento è quello di chiamare grandi campioni di ieri e di oggi. Sarai presente, unitamente a qualche calciatore della Lazio?

Sicuramente, l’evento che vuole organizzare l’Onorevole Cicu ha fini nobilissimi e credo, passami pure il termine, che bisogna “sfruttare” la capacità di aggregazione che ha lo sport per organizzare eventi di natura benefica. I campioni sono molto sensibili ad iniziative del genere ed io ti assicuro la partecipazione di qualche rappresentante della Lazio per tale evento.

Stessa adesione anche per il Memorial “Integlia-Chianese” che si terrà a Scauri – Minturno?

Senza dubbio, contaci.

Grazie ed in bocca al lupo.

Crepi. Grazie a te ed un caro saluto ai lettori. Ah, dimenticavo, in bocca al lupo sì, ma anche… all’aquila!

Pubblicato sul “Corriere del Sud Lazio” n. 3 del 2005

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