Claudio Lotito: tifo Lazio da quando avevo sei anni

Vulcanico. Vulcanico, onesto e coerente. Queste sono le caratteristiche che per me contraddistinguono Claudio Lotito, Presidente della Lazio e personaggio unico per la sua verve, la sua simpatia e la sua determinazione. È entrato da poco nel mondo del calcio e già ha calamitato attorno a sé l’attenzione dei media che lo inseguono non solo per acquisire notizie relative la S.S. Lazio ma anche notizie e pareri sull’intero “sistema calcio”. È entrato con veemenza in questo mondo – che da sempre lo appassiona e che lo vede, fin da quando aveva sei anni, tifare per la Lazio- con l’esperienza del grande imprenditore, l’onestà dell’uomo comune e dalla formazione “classica”, la consapevolezza delle sue capacità e la testardaggine del suo carattere. Questo mix di caratteristiche hanno fatto sì che Claudio Lotito salvasse la Lazio dal fallimento nonostante taluni Presidenti di squadre prestigiose cercassero di infangare la sua politica, fondata esclusivamente sull’amore per la sua squadra e sull’applicazione delle Leggi dello Stato. Così, dopo momenti caldi e il popolo laziale in ansia per l’agonia della società, il dottor Lotito ce l’ha fatta ed è riuscito ad iscrivere la Lazio al campionato di serie A e a far acquisire alla società un “peso” importante anche in Lega. Se oggi, allo stadio Olimpico di Roma si vedono sventolare bandiere biancoazzurre e cantare “…non mollare mai … o …vola un’aquila nel cielo…”, se si vedono intere famiglie camminare a passo veloce verso lo stadio con la sciarpa biancoazzurra al collo, se si vedono giovani fidanzati abbracciarsi e coccolarsi dopo un goal di Zauri, se ancora vive l’aquila biancoazzurra, il merito è del Dottor Lotito che, a chi scrive, appare come una persona simpatica, coraggiosa e determinata.

È entrato nel calcio recentemente, immaginava che fosse così difficile gestire una società?

Nello studio del Presidente Lotito

Obiettivamente pensavo fosse un ambiente che oltre ad incarnare i valori dello sport incarnasse anche i valori culturali, morali ed etici e purtroppo non sempre ho potuto sino ad ora riscontrare questo in ambienti esterni ma che gravitano intorno al mondo del calcio.

In che stato ha trovato la Lazio e soprattutto in che stato è oggi?

Era una società praticamente fallita perché aveva 170 miliardi di perdite di esercizio e 600 miliardi di debito strutturato, oggi è una società che ha chiuso il bilancio con 21 miliardi di euro di utili e che ha un indebitamento residuale, che fa una programmazione e che credo in tre anni e forse anche prima, possa raggiungere quei ruoli che gli competono anche dal punto di vista calcistico.

È entrato nel calcio per passione o per motivi economici?

Per passione e soprattutto perché avendo una estrazione culturale classica ho uno spiccato senso della “police” e “dell’appartenenza” e come tale mi sono sentito, essendo un imprenditore del territorio che tanto ha avuto dallo stesso, di intervenire in un momento di “allarme sociale” per la Lazio e per i suoi tifosi e di salvare così una società gloriosa che è patrimonio di tutta la Nazione e della Regione in particolare.

Dove può arrivare quest’anno la Lazio?

Se si esprime come contro il Palermo e la Fiorentina, può giocare a viso aperto contro tutti.

Allora lei non si pone limiti…

Beh no dai, diciamo che mi auguro che continui a giocare con questa voglia e che disputi un campionato più decoroso dello scorso.

Cosa rappresenta Paolo Di Canio per lei?

Di Canio è un valore aggiunto per la Lazio perché vive questa sua attività lavorativa anche come tifoso, quindi con passione, dedizione e soprattutto con grande voglia di fare sempre e dovunque risultato.

Lei era con Galliani o con Della Valle?

Non ero con nessuno, ritenevo allora come ritengo oggi che Galliani potesse rappresentare la continuità, la professionalità e l’esperienza e che avesse anche un buon rapporto con il “palazzo” che può servire a creare una serie di norme che sono funzionali per il rinnovamento del calcio.

Doping amministrativo e farmaceutico, che mi dice?

Non sono cose di mia competenza perché non mi appartengono comunque posso dire, per quanto attiene la sfera amministrativa, che la Lazio ha chiuso un bilancio dove non c’era neanche un euro di plusvalenza legata a vendita di giocatori e la mia gestione amministrativa è all’insegna della massima trasparenza, pensi che sia i miei collaboratori sia io non abbiamo neanche un emolumento a livello personale, per telefonini o rimborsi vari. Per quanto attiene il doping farmaceutico è una cosa a noi sconosciuta e che io abiuro e condanno totalmente perché lo sport deve essere basato sulla lealtà sportiva e non sui valori artificiali.

Calcio e beneficenza.

È un aspetto che curo molto perché ritengo che il calcio avendo un grosso potere mediatico debba concorrere a sensibilizzare l’opinione pubblica per fare in modo che le persone più svantaggiate e che si trovano in condizioni disagiate possano vivere la loro vita non in termini di diversità. Il calcio ha l’obbligo di dimostrare anche attraverso l’esempio che sono tutti uguali. Coloro che praticano e che governano lo sport hanno la responsabilità di essere messaggeri di pace e di solidarietà. Lo sport è al di sopra delle religioni, della politica e dei Governi e deve costituire un collante tra i popoli e i ceti sociali, deve costituire un risanamento morale.

Proprio in questa ottica, è intenzione del Sottosegretario di Stato alla Difesa – On. Salvatore Cicu -, organizzare una partita di calcio tra campioni di ieri e di oggi e di devolvere in beneficenza l’incasso della partita. Sosterrà questa iniziativa?

Assolutamente sì.

La prossima partita è Lazio – Roma…

Mi auguro che la squadra giochi con lo stesso fulgore agonistico, la stessa determinazione e la stessa voglia di fare risultato con cui ha giocato contro Palermo e Fiorentina.

Quali sono i personaggi storici che preferisce?

Storico in senso stretto Cavour, in campo letterario Dante e in quello filosofico Socrate.

Qual è il suo hobby?

Sono tre: lavoro, lavoro e lavoro! Non ho tempo per gli hobby anche se mi piacciono la lettura e l’arte.

Intervista in esclusiva per il libro realizzata in data 17.10.2005

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