Clemente Mastella: in politica per promuovere i valori sociali ed umani

È uno dei politici più simpatici che abbia conosciuto, è cordiale, gioviale, disponibile, brillante ed estroverso; profondamente ed orgogliosamente meridionale, Clemente Mastella è “un uomo vero”, uno di quelli che dicono le cose in faccia e chiaramente e che non si vergogna di esternare i propri sentimenti e le proprie aspirazioni davanti a chicchessia. Il fatto che talvolta abbia cambiato casacca in corsa, entrando ed uscendo da questa o quella coalizione politica con disinvoltura ed in modo assolutamente repentino, è stato ed è oggetto di critiche feroci da parte dei suoi detrattori che lo dipingono come un grande opportunista e un voltagabbana; ciò invece è visto, dai suoi estimatori come anche da chi scrive come un segno di grande lungimiranza, elasticità mentale ed intelligenza. D’altra parte solo chi è dotato di grandissima intelligenza, acume e personalità, è in grado di cambiare idee se ravvisa le motivazioni per farlo e non rimanere ancorato solo per orgoglio o pregiudizi a vecchi schemi, idee o pareri. Nato a Ceppaloni, provincia di Benevento, il 5 Febbraio del 1947, Clemente Mastella è coniugato, laureato in Lettere e Filosofia, giornalista ed ha ricoperto nelle passate Legislature incarichi di Governo con risultati lusinghieri. Profondamente cattolico e legato ai valori tradizionali, ricopre oggi l’incarico di Vice Presidente della Camera dei Deputati con sapienza ed esperienza e qualcosa mi dice che, nella prossima Legislatura, comunque andrà a finire … si sentirà parlare ancora molto di lui. In una umida giornata romana l’ho incontrato nel suo elegantissimo ufficio della Camera dei Deputati e ho avuto il piacere di intervistarlo e di parlare con lui di Democrazia Cristiana e cattolicesimo, di Berlusconi e di Prodi, di soldati e di Croce Rossa, ravvisando una straordinaria verve e capacità di …equilibrismo.

Quando e perché ha deciso di entrare in politica?

L’ho deciso durante il periodo universitario, un po’, ma non eccessivamente, perché attratto dai movimenti studenteschi, ma soprattutto perché affascinato dall’idea di potermi spingere attraverso lo strumento della politica in una promozione che fosse sociale, culturale ed umana, in una realtà come la mia, piena di disagi, di incredibili angosce e difficoltà umane.

Perché è nell’Unione e non nella Casa delle Libertà?

Guardi io sono me stesso e continuo ad essere tale, un uomo di centro e quindi mi piacerebbe immaginare uno sviluppo che vada in questa direzione; non essendoci oggi questo sviluppo – anche se spero sempre che questo momento possa prima o poi arrivare – ora vado dove esiste qualche ragione di maggiore solidarietà e di minore attrito con gli stati sociali più deboli.

La sinistra accusa di antieuropeismo la Casa delle Libertà: è tutto vero? E se sì, perché?

A volte sono strumentali le ragioni sia degli uni che degli altri ma diciamoci la verità, anche in questo chi sono stati veramente ed efficacemente europei sono stati la Democrazia Cristiana e gli esponenti cattolici.

L’Opposizione dice alla gente che il Governo Berlusconi non ha fatto nulla per il Paese ma ha prodotto solo Leggi a favore del Presidente del Consiglio e dei propri Parlamentari. È d’accordo con questa tesi?

In realtà questo è un po’ vero poi però ha anche fatto alcune cose, però, che abbia “montato un po’ la guardia” a se stesso e a qualche suo amico, anche questo è vero.

I soldati italiani in Iraq, giusto o sbagliato?

Ho votato perché ci fossero ma speravo che non vi rimanessero in eterno perché auspicavo l’avvento della democrazia in quella terra. Oggi che questa c’è ed hanno bisogno di apporti diversi è giusto che i nostri soldati vadano lì per dare una mano ad ingegneri e tecnici perché si ricostruisca il Paese.

Alla Camera dei Deputati, nell’Ufficio del Presidente Clemente Mastella

Lei ha ricoperto incarichi di Governo nelle precedenti Legislature, quale ricordo conserva dei suoi mandati?

Ottimi, sia l’esperienza di Sottosegretario alla Difesa sia quella di Ministro del Lavoro sono state per me grandi occasioni umane nelle quali ho lavorato con grande energia e cercando di dare sempre il meglio di me stesso.

Prenderebbe più volentieri un caffè con Prodi, Bertinotti, Di Pietro o Pannella?

Con Pannella assolutamente no, neanche il cappuccino cui fa spesso riferimento lui quando fa lo sciopero della fame. Con tutti gli altri sì, tranquillamente.

Sempre in tema di caffè, lo prenderebbe anche con Berlusconi, Fini, Follini e Tremonti?

Guardi, con tutta franchezza devo dirle che la mia idea di intendere la politica non è quella di ammazzare l’avversario ma è quella del dialogo, avendo proposte alternative e quindi prenderei il caffè anche con loro.

Donne in politica, un suo giudizio.

Credo ce ne siano poche, alcune di loro sono capaci e occorre inserirne altre che abbiano eguali capacità; credo sia giusto che ormai ci sia sempre più una espressione “dei due mondi, dei due universi”, in ogni ambiente di lavoro, ivi compresa la politica.

Al di là delle idee politiche, c’è un collega della Casa delle Libertà che stima particolarmente e che porterebbe volentieri nell’Unione?

Ce ne sono tanti ma dico Follini perché è quello che si è spinto su una certa linea che ho condiviso.

Cosa farà dopo il nove Aprile se vincerà e cosa farà se perderà?

Innanzitutto faccio gli scongiuri perché si vinca e poi bisognerà vedere come si è vinto, l’entità della vittoria, e ciò che farà l’Udeur, – il mio partito -, tante cose concorreranno alla valutazione finale e alla scelta finale. Spero bene, sono fiducioso, ma si tratta sempre di un esame.

Un aggettivo per Berlusconi e uno per Prodi.

Berlusconi pubblicitario, molto, molto pubblicitario e Prodi professore, un po’ troppo professore.

Presidente, sono tra l’altro un Ufficiale del Corpo Militare della Croce Rossa Italiana ed amo indistintamente tutte le sue componenti, sia militari sia civili e sono orgoglioso dell’enorme stuolo di volontari che ne fanno parte. Due parole su questa splendida e funzionalissima Associazione.

L’ho sempre vista, non fosse altro perché mia moglie è stata impegnata per tanti anni nella Croce Rossa, come una Associazione di grande efficacia e serietà, e il suo grande valore si è notato anche nei momenti di maggiore delicatezza. Condivido totalmente il suo pensiero e spero che la Croce Rossa conservi questo tipo di impostazione.

Intervista realizzata in esclusiva per “Cento Voci” in data 20.01.2006

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