Filippo Ascierto: un Deputato che porta le” stellette”

Ho il privilegio di conoscere ed essere amico dell’Onorevole Filippo Ascierto dall’inizio degli anni ’90, allorché partecipando in rappresentanza rispettivamente dell’Arma dei Carabinieri lui e del Corpo Militare della Croce Rossa Italiana io, ci conoscemmo in occasione di un convegno organizzato dal Comando Generale dell’Arma; troneggia ancora, sulle pareti del mio studio, una litografia raffigurante una donna in uniforme dei Carabinieri, molto originale e colorata, realizzata in poche copie e donatami in quell’occasione, con tanto di dedica, proprio dall’amico Onorevole. Un rapporto, il nostro, che si è andato via via approfondendo quali membri dei rispettivi organi di rappresentanza della Forza Armata di appartenenza e quali sostenitori di quei valori etici e morali quali la Patria, la famiglia, la giustizia e la democrazia, che albergano nei nostri cuori. Filippo Ascierto, nato a Sant’Agata dei Goti (Benevento) il 13 Novembre del 1957, nel 1996 è stato eletto alla Camera dei Deputati e la fiducia degli elettori gli è stata confermata anche nelle successive Legislature. In tutti questi anni ha sempre saputo mantenere fede agli impegni che ha assunto con gli elettori ed i sostenitori, lo abbiamo infatti visto negli anni produrre una miriade di interrogazioni Parlamentari –allorché faceva parte dell’opposizione- a difesa degli operatori delle Forze Armate, dei Corpi Ausiliari e delle Forze di Polizia. Quella stessa energia e trasparenza che ha animato il suo operato quando era all’opposizione l’abbiamo ritrovata puntuale e coerente quando la sua coalizione è stata chiamata a governare il Paese. In occasione di una recente premiazione agli uomini e alle donne con e senza le “stellette” – che con atti eroici difendono la sicurezza e la libertà del cittadino – da lui organizzata e alla quale hanno partecipato molte autorità di Governo ed istituzionali, l’Onorevole Nuccio Carrara, Sottosegretario alle Riforme Istituzionali, ha raccontato come, quando qualche mese fa aveva telefonato ad Ascierto – che era stato vittima di un grave incidente stradale – per conoscere quali fossero le sue condizioni di salute, per tutta risposta, glissando completamente sull’allora precario stato di salute, il nostro amico Onorevole si raccomandò più volte, dalla lettiga dell’ospedale, affinché il Sottosegretario seguisse con attenzione e scrupolosità il riordino delle carriere delle Forze di Polizia, che proprio in quei giorni era alla discussione delle commissioni. Ecco, questo è Filippo Ascierto, politico per vocazione, leale e corretto, che non stacca mai il suo cellulare ma lo tiene sempr attivo anche quando è finita la campagna elettorale e gli elettori lo cercano per un intervento, un consiglio o un aiuto. Un carabiniere, fedele nei secoli alla giustizia, alla libertà e alla sovranità del Parlamento, del quale è uno dei membri più presenti e più coerenti.

Perché hai deciso di entrare in politica e perché proprio in Alleanza Nazionale?

Da giovane ho militato nel Fronte della Gioventù e quando c’è stata la possibilità di rappresentare in Parlamento i problemi della sicurezza, che quale carabiniere affrontavo quotidianamente, la scelta non poteva non cadere dove ti portano il cuore e le idee e cioè in Alleanza Nazionale.

Si dice che in Alleanza Nazionale non regni più l’unità e la coesione ma sussistano varie anime: quella di Fini, quella di Alemanno e Storace, quella di Urso. Dove ti collochi?

Sono un uomo di destra e vivo in una comunità di amici cui sono legato da anni di lunghi percorsi condivisi insieme, mi riferisco in particolare agli amici Maurizio Gasparri ed Ignazio La Russa.

Sei membro della IV Commissione Difesa della Camera dei Deputati, da esperto del settore puoi dirci qual è lo stato di salute della nostre Forze Armate?

Dal primo gennaio di quest’anno è stata sospesa la leva e si è passati al professionismo e per la prima volta, proprio in virtù di questa innovazione, le Forze Armate sono parte fondante della società perché un giovane, entrando a far parte di questa comunità, può successivamente concorrere per poter accedere nelle Forze di Polizia o anche, qualora decida di togliere l’uniforme, nei vari settori dell’industria o del privato o negli enti locali, con una selezione prioritaria e con il riconoscimento dell’attività e delle specializzazioni assunte nella pregressa vita militare. C’è poi da dire che le nostre Forze Armate sono parte integrante nello scacchiere internazionale e che con il loro operato partecipano fattivamente al processo di pace in Iraq come in altri teatri internazionali e la loro azione puntuale ed altamente professionale ha fatto accrescere la stima e l’apprezzamento per il nostro Paese da parte della intera comunità internazionale e noi di questo ne andiamo fieri e ne siamo orgogliosi.

A distanza di quasi due anni dalla strage di Nassiriya, credi che sia stato giusto mantenere i nostri soldati in quella terra e perché si o perchè no?

La pace non si conquista sventolando bandierine o facendo girotondi come in più occasioni ha precisato Fini, ma si conquista con l’assunzione di responsabilità e l’Italia, con i carabinieri e tutte le altre Forze Armate ha dato esempio di come si può portare pace con la solidarietà, con la vicinanza alle popolazioni e con l’aiuto fattivo che i medici e i vari operatori ogni giorno riescono a dare alla popolazione.

Cosa hai pensato, nell’ordine, da cittadino italiano, da Deputato della Repubblica e da carabiniere, il 12 Novembre 2003?

Ho perso un amico che prestava servizio lì e come tutti gli italiani ho provato un grande dolore per questo atto terroristico e criminale ma ho considerato che i nostri ragazzi non erano caduti invano ma per la libertà di un popolo, per la solidarietà ed adempiendo nel modo migliore al loro servizio.

Ti batti con encomiabile testardaggine e coerenza, da oltre dieci anni, affinché al personale militare della Croce Rossa Italiana, vengano estesi tutti i diritti e i benefici di cui godono i colleghi delle Forze Armate. Quando eri all’opposizione producevi interrogazioni Parlamentari, oggi che la tua coalizione è al Governo, proponi Disegni di Legge. Perché, quando tutto sembra evolvere per il verso giusto, succede sempre qualcosa e va tutto all’aria?

Questo vorrei saperlo anche io. Si tratta di militari che operano con grandissima professionalità e dignità in Italia e nel Mondo ma c’è un equivoco nella stessa C.R.I. dove a volte i militari vengono trattati da volontari e i volontari talvolta vengono inquadrati quasi militarmente; non si comprendono bene, nell’organizzazione generale, le finalità e soprattutto le competenze. Il personale militare di Croce Rossa, proprio perché militare, va messo sullo stesso piano dei colleghi delle Forze Armate e gli va riconosciuto il relativo trattamento giuridico ed economico.

Credi che la Casa delle Libertà ha mantenuto gli impegni assunti con gli elettori?

Proprio nei confronti di militari e Forze dell’Ordine la coscienza è estremamente a posto e 4.500.000.000 di euro per due contratti economici più la riparametrazione sono non chiacchiere ma fatti e pertanto gli incrementi economici sono in linea con le promesse che avevamo fatto e che abbiamo mantenuto.

Che idea hai del partito unico di Berlusconi?

Ritengo che in una fase come questa c’è bisogno di innovazione e di maggiore unità. Arriveremo al partito unico secondo me attraverso il passaggio di una confederazione e un gruppo dirigente di questa confederazione ma non ci può non essere un partito, più che unico direi maggioritario, comprendente anche più realtà in uno schieramento di centro destra, perché se guardiamo in Europa, la Francia con i gollisti, l’Inghilterra con i conservatori e via via i tedeschi e gli spagnoli, possiamo vedere che esiste un grande partito di centro destra ed altre piccole realtà, e penso che questo possa avvenire anche in Italia perché se si parla di Europa credo che ci si debba adeguare in tutto all’Europa altrimenti si corre il rischio attuale e cioè che stranamente Alleanza Nazionale è fuori dal PPE.

Come ti senti quando pensi che tra undici mesi Prodi potrebbe avere in mano il timone dell’Italia?

Speriamo proprio di no. Un timone in mano a Prodi? È come navigare senza una mappa, senza un programma.

Sei il fondatore e il Presidente di “Andromeda”, un’associazione che da anni premia gli operatori delle Forze dell’Ordine e delle Forze Armate che operano a difesa del cittadino. Cosa hai in mente di fare nel prossimo futuro con questa associazione?

Diffonderemo in tutte le regioni che sono sensibili a recepire questa iniziativa questa premiazione che altro non è se non il riconoscimento sentito della popolazione nei confronti di quanti, nell’adempimento del proprio dovere mettono a rischio la propria vita per difendere la sicurezza e la libertà del cittadino.Per quanto concerne le altre attività dell’associazione, posso dirti che continueremo a fare convegni, seminari ed incontri culturali in modo costante.

Pubblicato sul “Corriere del Sud Lazio” n. 25 del 2005

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