Marek Jankuloski: il calcio è sudore e impegno

Un personaggio davvero unico Marek Jankuloski, campione di levatura internazionale, inseguito dalle più blasonate squadre europee che rispondono ai nomi di Milan, Juve, Real Madrid, Barcellona e Chelsea. Unico o quasi, per il suo modo di vivere il successo con disarmante semplicità, senza clamori e con la consapevolezza di essere un uomo fortunato come tutti coloro che lavorano … in calzoncini e che sono osannati da migliaia di supporters. Nel ritiro romano della Borghesiana, dove l’Udinese ha preparato la vittoriosa trasferta di campionato con la Lazio e la semifinale di Coppa Italia con la Roma, Marek si è confessato al nostro microfono e ha parlato di calcio e sociale con naturalezza e pacatezza.

A che età e in che ruolo hai iniziato a giocare?

Ho iniziato da piccolino, avevo il calcio nel sangue e ad appena sei anni già giocavo. Mi piaceva far goal e ho iniziato a giocare da attaccante, un po’ spostato a sinistra.

Per quale squadra tifavi?

Beh devo dire che non avevo una squadra che preferivo ad altre ma ero appassionato del calcio in genere. Comunque anche venti anni fa, quando è iniziata la mia passione per il calcio, le squadre più forti conosciute ed ammirate erano sempre le stesse, Milan, Juve, Real Madrid.

Chi era il tuo idolo?

Per tutti gli amanti di calcio l’idolo per eccellenza è stato Maradona.

Il calcio: lo sport più bello del Mondo oppure solo lo sport del doping amministrativo e farmaceutico?

Senz’altro lo sport più bello del mondo seguìto e praticato da milioni di persone. Anche io leggo i giornali e vedo la televisione e sento quindi parlare di doping e di altre brutte cose che non hanno niente a che fare con il calcio ma penso sempre che bisogna vedere se si tratta di cose vere e di che portata sono e poi considero che poche persone che sbagliano non possono rovinare questo sport bellissimo che per quanto mi riguarda è fatto di sudore, palestra, agonismo e di sana competizione.

Prima di Udine sei stato a Napoli.

Un’esperienza comunque positiva anche se c’erano tante difficoltà a livello societario nel periodo in cui sono stato lì. Napoli è una bella città con dei tifosi innamorati del calcio e molto passionali. A Zeman devo molto perché ha creduto in me e mi ha portato in Italia. Sono contento del campionato del Napoli e faccio il tifo perché sia promosso in B quest’anno e ritorni in A l’anno prossimo. Lo meritano la squadra, i tifosi e la città.

Come ti trovi a Udine?

Molto bene, Udine è una città molto tranquilla dove si può lavorare serenamente e questa è una condizione molto importante per un calciatore. I tifosi seguono con attaccamento la squadra ma non ti opprimono. Il calcio a Udine è vissuto con entusiasmo e allo stesso tempo con semplicità da tutti e questa è una cosa molto positiva.

Come ti trovi con la società e con Spalletti?

La società lavora molto bene e seriamente e i risultati negli anni si sono visti, il mister è una persona molto preparata e retta che ti fa sudare e lavorare molto e alla fine ottiene sempre i risultati che vuole.

E con i compagni?

Il rapporto è straordinario con tutti i miei compagni, d’altra parte ci si vede tutti i giorni, si lavora per il bene comune della squadra e si passano molte ore insieme pertanto non potrebbe essere diversamente. Un rapporto particolarmente speciale e di amicizia più profonda ce l’ho con Dino Fava e con Michele Pazienza, due bravissimi ragazzi e ottimi calciatori.

Lo hai già preso il caffè con Iaquinta?

Ah, ah, tra me e Vicenzo è finito tutto subito. Un comportamento inopportuno non può rovinare anni di amicizia e di stima e già alla fine del primo tempo, negli spogliatoi, ci siamo abbracciati e riappacificati.

Dove arriverà l’Udinese?

Beh ormai non possiamo più nasconderci, lottiamo per un posto in Champions League e credo che lo meritiamo.

Comunque  vada,  l’anno  prossimo  giocherai questa competizione.

Bah, non lo so, io sono un giocatore dell’Udinese e adesso penso solo alla mia squadra e spero che raggiunga quel traguardo, poi il resto si vedrà al momento opportuno.

Preferiresti alzare al cielo la Coppa Italia o entrare in Champions League?

Bella domanda. Due traguardi entrambi prestigiosi ed affascinanti e per i quali ci siamo impegnati con grandi sacrifici tutto l’anno. Sarebbe bellissimo poter vincere la Coppa, ma sarebbe ugualmente bello e forse un po’ più importante entrare per una società come l’Udinese in Champions. Noi ci impegneremo alla grande per tutti e due i traguardi, chissà magari potremmo raggiungerli tutti e due.

Parliamo un po’ di sociale. È nota la tua sensibilità e la tua disponibilità verso gli altri. Che idea hai dei tuoi coetanei che guadagnano molti meno soldi di te e che si trovano in divisa in giro per il Mondo in nome della democrazia e della libertà?

Purtroppo esistono queste situazioni per il Mondo e non possiamo far finta di non vedere e di non sapere. Noi calciatori siamo in un certo qual modo dei privilegiati perché facciamo un lavoro che ci piace e che è ben remunerato, anche se è vero che per raggiungere certi traguardi dobbiamo lavorare molto e sopportare grandi sacrifici anche noi ma nulla è paragonabile alla forza morale e all’impegno di tutti quei soldati in giro per il mondo, che mettono a rischio la loro vita per gli altri e che fanno sacrifici enormi. Ho per loro grande stima e li saluto con affetto.

Pubblicato sul “Corriere del Sud Lazio” n. 19 del 2005

MAREK JANKULOSKI

Nato aOstrava (Repubblica Ceca)
Altezza1.80
Data di nascita09-05-1977
Stato civileconiugato con un figlio (e un secondo in arrivo)

Dati assunti dal sito Yahoo.sports

1994/1995Banik Ostrava1 partita00
1995/1996Banik Ostrava9 part.-1goal00
1996/1997Banik Ostrava21p.-1 goal00
1997/1998Banik Ostrava26p.-3 goal00
1998/1999Banik Ostrava26p.-2 goal00
1999/2000Banik Ostrava27p.-8 goal03 Naz.
2000/2001Napoli20p.-3 goal00
2002/2003Udinese26p.-6 goal00
2003/2004Udinese32p.-6 goal2c.Uefa0
2004/2005Udinese32p.-4 goal2c.Uefa6 Naz. 1goal

Campionato in corso: 32 presenze – 0 sostituzioni

4 goals – 1 rigore

6 cartellini gialli / 0 cartellini rossi 2880 minuti giocati

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