Antonio Conte: da giocatore ad allenatore

È stato uno dei punti fermi della Juve di Lippi ed Ancellotti, il capitano di mille battaglie, fortemente voluto alla Juve da Trapattoni che ne intravide, quando ancora era un ragazzino, le straordinarie qualità caratteriali e le grandi capacità in fase di interdizione e di rilancio. Idolo dei tifosi della Curva Scirea, Antonio Conte da Lecce, è stato un centrocampista molto forte e cha ha ricordato, per il temperamento e la grinta, i suoi predecessori in bianconero, Furino e Bonini. In più, rispetto a loro, il buon Antonio ha saputo far goal pesanti nella Juve e ha saputo ritagliarsi un posto importante anche in Nazionale. Parlando con Sacchi, ho appreso che mister Arrigo amava l’entusiasmo e la voglia di sacrificarsi di Conte, che ha elogiato più volte pubblicamente e che considera tatticamente uno dei giocatori più forti che abbia mai allenato. Oggi, seppur in molti ritengono che potesse dare ancora molto alla Juve, ha deciso di iniziare la carriera da allenatore e il buon Arrigo prevede al pari di chi scrive, un futuro raggiante per lui. Capello è … avvisato!

A fine allenamento a Torino nel novembre 1997

Dalla Juve al Siena: sei rimasto bianconero

Bianconero ero da bambino e rimarrò sempre e comunque, anche se la mia carriera mi porterà verso altre destinazioni.

Cosa ti ha dato la Juve e cosa pensi di aver dato tu alla “Vecchia Signora”?

Ho ricevuto tanto dalla Juve ma penso di aver dato di più io.

Come ti trovi a Siena?

Molto bene.

Dove pensi possa arrivare il Siena?

Sicuramente dopo quelle sette-otto squadre che tutti giudicano tra le più forti del campionato, visto che l’organico è competitivo.

Possibile che nella squadra di Capello non c’era più posto per il vecchio-grande capitano?

Il posto c’era, però mi era stato offerto a condizioni diverse da quelle prospettate qualche anno prima, così ho preferito andare via.

Credi che il calcio rappresenti ancora una palestra di vita?

Sempre perché ti fa vivere in gruppo dove ci sono regole da rispettare e quindi penso che sia sempre molto educativo.

Che effetto ti faceva vedere esposto in curva Scirea uno striscione con scritto: cuore, grinta ed umiltà, Antonio Conte Capitano degli Ultrà?

Grande soddisfazione e credo rappresentasse sicuramente il premio per i tanti sacrifici, soprattutto fisici e per la mia grande abnegazione.

Bettega fu mandato dalla Juve in America a studiare da dirigente, poi è tornato e ha vinto tutto con la Juve. Conte lo hanno mandato più vicino, a Siena… tornerai come allenatore e per vincere tutto anche tu, vero?

Nessuno mi ha mandato da nessuna parte perché fino a prova contraria sono padrone del mio destino. Ho scelto di fare l’allenatore perché penso che possa diventare un grande in questo nuovo ruolo e comunque a Siena mi trovo grazie al mio amico Ventrone.

Come ti trovi con De Canio?

Troppo presto per giudicare o fare considerazioni su una persona appena conosciuta.

Calcio e sociale: due parole:

Il calcio e il sociale sono molto vicini; spesso i calciatori possono fare tanto per aiutare chi ha bisogno ed io mi sono sempre adoperato per rispondere positivamente alle richieste che mi sono pervenute in tal senso.

Abbiamo un grandissimo amico in comune, Franco Anellino.

Un ragazzo d’oro ed un professionista molto preparato e molto serio.

Pubblicato su “Lazio Sud Notizie” in data 12.10.2005

Print Friendly, PDF & Email

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.