Umberto Grieco tra medicina e elettromagnetismo

Settantacinque anni, napoletano, spirito vivace e battagliero, molto religioso, amante della musica classica e del pianoforte, della buona cucina e dello sport, il professore Umberto Grieco è il Presidente dell’Associazione medici di ispirazione cristiana e dell’Accademia di bioarmonia. Ricercatore di grande esperienza, Grieco è docente presso l’Università degli studi dell’Aquila ed è il medico di numerosi vip del mondo politico, dello spettacolo, dello sport, della Chiesa e, come simpaticamente e con orgoglio tiene a precisare lui, di tanti uomini di Governo che hanno fatto la storia d’Italia degli ultimi sessant’anni. Il Professor Grieco che è tra l’altro giornalista e scrittore, è stato sovente ospite in programmi televisivi di grande interesse medico, proprio recentemente lo abbiamo potuto ammirare nel programma “Vivere Meglio” in onda su Rete 4 e condotto dal Professor Trecca, che ha dovuto trasmettere per ben due volte la replica della puntata per il grande successo che la stessa ha avuto a seguito dello spazio dedicato all’amico Grieco. In un clima di grande amicizia e cordialità, ho avuto il privilegio di ritrovarmi pochi giorni fa con questo medico davvero speciale, che sta ultimando in questi giorni la stesura di un nuovo libro, questa volta autobiografico, e che con disarmante semplicità mi ha parlato della particolarità della sua medicina che sta trovando nel Mondo sempre più adepti e che, se non sostituirà nel prossimo futuro quella tradizionale, di certo ne sarà una insostituibile e complementare compagna di viaggio. Non è un caso che alcune prestigiose Università e alcune emittenti televisive abbiano “aperto” la porta a questo simpaticissimo medico napoletano che ha nel suo studio, a fianco alle foto di famosissimi vip e bellissime attrici -tutti suoi pazienti-, la foto con il Papa, con il quale tiene a ricordare ha avuto il piacere di incontrarsi ben cinque volte, la foto della beata Vergine e di Padre Pio che lo proteggono e l’immagine ricavata dalla Sacra Sindone, Nostro Signore Gesù, Maestro e Medico per eccellenza

Egregio professore, tutti parlano del suo libro l’uomo elettromagnetico edito dalla Guna, cosa ci può dire al riguardo?

Ho scritto molti libri negli anni e ho sempre avuto il consenso dei lettori che hanno apprezzato i contenuti dei miei scritti; le mie teorie che all’inizio sembravano ai più, un po’ stravaganti, con il passare del tempo hanno trovato sempre più seguaci. Nel libro di cui stiamo parlando ho trattato di una nuova tecnica integrativa di interesse sia per la diagnostica che per la conseguente terapia, e questa tecnica utilizza i campi elettromagnetici dell’organismo e i potenziali elettrici cutanei. Sto parlando, in termini più tecnici, dei cosiddetti SEP cioè Skin Electric Parameters.

Di cosa si tratta?

Di una particolare attrezzatura elettronica con la quale vengono registrati i dati che ci fornisce l’organismo sottoposto ad esame. Nel mio studio mi avvalgo di due attrezzature tedesche, il Mora e il Vega ma esistono anche altri validissimi strumenti italiani.

Non si tratta di tecnica invasiva, vero?

Assolutamente no, non si procede né ad analisi del sangue né ad assunzioni di sostanze chimiche né tantomeno a radiazioni. Occorre solo, per i medici, saper usare nel modo giusto questi macchinari ed aver fatto corsi specialistici.

Quali patologie possono essere scoperte con queste tecniche?

Molte, moltissime direi, ma soprattutto è utile la prevenzione.

Qual è la caratteristica di questa apparecchiatura?

Questa apparecchiatura fa il tagliando dello stato di salute del paziente e, a seconda delle onde elettromagnetiche emesse dallo stesso, si può individuare una eventuale alterazione di salute del paziente, capirne le motivazioni e intervenire in tempo utile per riequilibrare tutto il sistema.

A cosa sono dovute quindi le malattie?

All’armonia corrisponde lo stato di salute e alla disarmonia lo stato di malattia del paziente. Detto questo preciso che se in un organismo si rivelano emissioni di onde fisiologiche, le sue condizioni sono nella norma altrimenti bisogna continuare la verifica e stabilire i motivi di onde non in regola. Posso fare l’esempio del cellulare ed evidenziare che leggendo le sue tacche noi verifichiamo lo stato di carica della batteria, come con l’utilizzo di queste apparecchiature verifichiamo lo stato di salute dell’essere umano.

Ma stiamo parlando di medicina o fantascienza?

Di medicina, glielo assicuro, sono medico da cinquant’anni. Con le frequenze si verifica il segnale di radio e televisioni, perché non si dovrebbe verificare quella di eventuale sofferenza del corpo umano?

Ma come ha fatto a determinare e a trovare le frequenze di quello che va a cercare?

Con un lavoro lungo ed ostinato che dura da trenta anni e che mi ha portato a identificare le frequenze di risonanza delle varie identità. Ho realizzato una banca dati e una infinità di test che mi hanno aiutato e mi aiutano ad accertare le diagnosi e a trovare la terapia adeguata per ogni singolo caso, esattamente come un accordatore fa con il diapason che gli consente di appurare se una nota è alterata e di portarla al tono giusto. Sapesse quante nottate ho passato in questo studio, in questo laboratorio, ma ora i risultati sono sotto gli occhi di tutti.

Che differenza c’è con la diagnostica attuale?

Innanzitutto non si usano tecniche invasive e poi c’è un sostanzialissimo risparmio in termini economici. Sotto l’aspetto della possibilità di determinazione della patologia e dell’individuazione della giusta terapia per me non c’è proprio paragone, questa tecnica viaggia con una marcia in più.

Ma la prendono mai per pazzo?

Innanzitutto ricordo sempre a tutti che sono un medico con oltre cinquant’anni di esperienza e che ho ricoperto incarichi di primaria importanza e faccio così capire a chi è di fronte che non sta parlando con un dilettante. Poi evidenzio che è intelligente chi ha una mentalità elastica e accetta un confronto supportato da dati oggettivi e non chi rifiuta un colloquio sulla base di diffidenza ed incredulità. Se l’interlocutore, che all’inizio mi avrà pure considerato un pazzo, accetta l’esame, posso garantirle che rimane impressionato dalla capacità di questa tecnologia che riesce nell’immediato ad accertare patologie presenti e passate e le assicuro che diventerà un paziente e parlerà a tutti di questa tecnica. I miei più grandi sponsor sono quelli che all’inizio mi consideravano un pazzo e che poi hanno sperimentato in prima persona la capacità e la valenza di questa tecnica. Questa è la mia storia degli ultimi trenta anni.

Quindi al diavolo analisi, prelievi e risonanze?

No, no, non fraintendiamoci. La loro validità resta indispensabile, noi proponiamo solo una integrazione tesa a rilevare la causa dei disturbi ove ancora non si sia manifestata una lesione organica. Molto spesso quando non si è in grado di rilevare materialmente alcun danno si ricorre alla scusa dello stress, alla psicomatica, alla neurodistonia, ma forse sarebbe meglio seguire forme di medicina integrative di cui mi sento onestamente l’alfiere.

Con il suo metodo sarebbe riscontrabile una situazione funzionale?

Certamente, con questa metodica le forme funzionali possono essere meglio identificate e curate.

Quali possono essere le indicazioni più ricorrenti?

Il campo delle forme croniche e degenerative, oltre che allergie ed intolleranze alimentari, con il vantaggio per queste, di non dover ricorrere a prelievi o ad altre indagini invasive. Un risparmio, inoltre, come le ho detto, non indifferente nella spesa.

Mi parli di una caso particolare.

Il mio. Avevo quarant’anni e non riuscivo a camminare tranquillamente che avevo subito il classico fiatone e mi salivano alle stelle la pressione e il colesterolo. Il buon Dio mi fece incontrare per caso il Dottor Harmann che con un’attrezzatura bioelettronica mi diagnosticò una situazione tossica da pesticidi. Guariì e decisi di dedicarmi allora a queste tecniche a quel tempo pioneristiche ma indubbiamente efficaci, e girai il Mondo per studiarle e confrontarmi con illustri esperti. Andai in Germania, Francia, Svizzera, Stati Uniti e mi convinsi sempre più della bontà di queste tecniche e dei conseguenti risultati. Ebbi nel corso della mia giovinezza altri due episodi critici da salute per i quali la medicina convenzionale aveva già espresso giudizi severissimi e offerto poche possibilità di guarigione, ma sempre il buon Dio fece capitare sulla mia via illustri medici che praticavano la biorisonanza e che riuscirono a risolvere senza tecniche invasive tutti i miei problemi e mi restituirono alla mia famiglia e ai miei amici, sano come un pesce e come lei mi vede oggi, a settantacinque anni…E pensare che mi erano stati diagnosticati pochi mesi di vita!

Viene già insegnata la sua metodica?

Già da tempo la medicina accademica si sta interessando alla bioelettronica e alla biorisonanza. All’Università degli studi dell’Aquila i professori Brandimarte e Pantaleoni terranno quest’anno un master sul tema “i mezzi fisici in cooperazione con la farmacologia”. Come vede le teorie del …”pazzo” sono entrate all’Università!

Lei che ruolo avrà?

Insegnerò ai medici, come già ho fatto in altre sedi, “il check up di bioarmonia che ho elaborato in trenta anni di duro lavoro e di grandissime soddisfazioni professionali ed umane. Sarò come insegnare a fare il tagliando del corpo umano.

Un grande studioso americano, Peter Roche de Coppens, che abbiamo ospitato sulla nostra rivista nei mesi scorsi e che condivide le sue metodologie e le sue tecniche terapeutiche, ha detto che lei merita il Premio Nobel. Cosa può dirmi al riguardo?

Che sono amico di un pazzo! Guardi caro Ercole, io esercito la mia professione con una passione ed un entusiasmo unici, e oggi che ho settantacinque anni lavoro con la stessa energia di quando ne avevo venticinque. Ho fatto buone cose nella mia carriera, ho pazienti americani, svizzeri, friulani, toscani, lombardi, piemontesi, siciliani oltre, ovviamente, che laziali. Nel mio studio vengono operai, casalinghe, architetti, Senatori, Ministri di destra e di sinistra, cardinali, attori, vecchi e bambini. La mia più grande soddisfazione è regalare loro una speranza e molte volte un sorriso, quando guariscono e mi rimangono amici fedeli e riconoscenti. La mia gioia più grande è far tornare sereni gli ammalati ed insegnare a giovani colleghi le mie tecniche e le mie esperienze, sicuro che queste tecniche integrative cresceranno sempre più come hanno fatto negli ultimi anni. Se poi decidessero di darmi il Premio Nobel mi avvisi che devo comprarmi un vestito nuovo per l’occasione!

Grazie Professore.

Grazie a lei e a presto…per un caffè e non per altro eh! Un cordialissimo saluto a tutti i lettori ed un messaggio: non disperate mai che il Signore è con noi e ci protegge sempre con il suo amore.

Pubblicato sul “Corriere del Sud Lazio”  n. 08 del 2005

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