Ho il piacere di ospitare sul mio blog il Prof. Fabrizio Ernesto Pregliasco, Associato di Igiene Generale ed applicata all’Università degli Studi di Milano e Direttore Sanitario dell’IRCCS Ospedale Galeazzi Sant’Ambrogio sempre di Milano. Salito alla ribalta dei riflettori durante la famigerata Pandemia, il Prof. Pregliasco -padre di due figli trentenni e da sempre dedito al volontariato- è specializzato “in igiene e tossicologia”. Distinto e cortese -come sempre- si è concesso con disponibilità al mio microfono per affrontare tematiche attinenti il maledetto virus che ha cambiato, purtroppo e disgraziatamente, concretamente… il mondo!

Come Medico e come Ricercatore hai seguito, presumibilmente, prima di tutto una vocazione. Parlami del suo percorso. 

Ho studiato a Rho in un corso sperimentale, ora chiuso, diventando Perito Industriale in Chimica nucleare appassionandomi sin da giovane ai temi ambientali e già dal primo anno di Università alla Statale di Milano sono stato allievo interno e borsista presso l’allora Istituto di Igiene occupandomi dapprima di igiene dell’ambiente e successivamente di virologia. A seguire la specialità di igiene e successivamente quella in tossicologia. Una passione quella della sanità pubblica che si è unita a quella del volontariato in ambito sociosanitario che mi ha portato a diventare Presidente nazionale dell’ANPAS (Associazione Nazionale Pubbliche Assistenze).

Rispondimi in tutta sincerità: ti saresti mai aspettato di diventare così “famoso”?

Non mi pare di essere diventato particolarmente famoso, ho svolto dagli anni ‘90 un’attività di divulgazione scientifica pubblica occupandomi di influenza e poi purtroppo di COVID che rientra nell’ambito dell’educazione alla salute, parte integrante della disciplina che insegno in Università.

Alcuni tuoi esimi colleghi si sono candidati alle recentissime elezioni politiche. L’epidemiologo Pierluigi Loparco non è stato eletto a differenza del microbiologo Andrea Crisanti, che invece è diventato Senatore della Repubblica. Non hai mai pensato di intraprendere questa strada?

Svolgo da anni attività politica nell’ambito della mia attività di volontario nell’ANPAS sostenendo le istanze del terzo settore, cosa che intendo continuare a fare anche nel futuro.

se Ti proponessero di diventare Ministro della Salute?

Sarebbe carino, come ho detto in una trasmissione radiofonica rispondendo alla stessa domanda, ma improbabile.

COVID-19: la comunità scientifica si aspettava davvero che prima o poi un virus del genere potesse causare una Pandemia o anch’essa è stata presa di sorpresa?

Le pandemie hanno costellato la vita dell’uomo, stravolgendola pensiamo al Medioevo scatenato dalla pandemia di peste, arrivavamo però con la guardia bassa perché nel 2003 c’era stata l’insorgenza del sars cov-1, nel 2005 l’influenza aviaria, situazioni che si sono ridimensionate in breve e nel 2009 l’influenza H1N1 che ha determinato una vera e propria pandemia ma che non ha causato un impatto pesante di sanità pubblica, tanto che l’OMS fu tacciata di aver ingigantito il pericolo. Tutto ciò ricorderete ha determinato il tentennamento delle istituzioni nella dichiarazione di pandemia per la Covid-19. Alcune altre successive situazioni come l’insorgenza del virus Ebola e poi Zika di fatto non avevano poi causato effetti pesanti. Credevamo quindi di essere in grado di fronteggiare questi pericoli e in tal senso ovviamente ci siamo sbagliati.

Vaccini contro il Covid-19 a mRNA e a vettore virale. Quali sono le differenze, quali i vantaggi e quali gli svantaggi? Personalmente sono stato molto incuriosito dai “fantomatici” vaccini russi e cinesi. Una Tua opinione al riguardo?

In quella che è stata una gara scientifica ma anche geopolitica per la messa a punto di vaccini è stata data particolare risonanza a studi che annunciavano imminenti novità poi non realizzate. Questi vaccini comunque sono stati utilizzati ampiamente in quelle nazioni ma non hanno superato le verifiche da parte degli organismi internazionali. Dai pochi dati disponibili sembra che il vaccino sputnik abbia una buona capacità protettiva mentre quello cinese valori di protezione inferiori ai vaccini disponibili in Europa.

Permettimi un esperimento psicologico e dimmi  la prima cosa che Ti viene in mente per ognuno di questi termini: Lockdown – Green Pass – Variante.

Termini tristi che descrivono azioni dolorose che sono state necessarie e per la variante la prospettiva di convivenza con il virus che dovremo pianificare.

Gestione della Pandemia: qual è stato l’errore più grande, rispettivamente, della politica, dei mass media e della comunità scientifica sempre se, a Tuo parere, ce ne sono stati.

No errori, è facile dirlo a posteriori quando finita l’emozione e risolto i problemi, come per tutte le cose della vita, recriminiamo su cosa si sarebbe potuto o non potuto fare. Scelte dettate dall’emergenza senza un manuale per gestire gli accadimenti.

Come spieghi questa violentissima avversione che una fetta -più o meno piccola- della popolazione, ha sviluppato nei confronti del dell’obbligo vaccino?

La vaccinazione da Jenner nel 1700 ad oggi ha sempre trovato degli avversari accaniti. Del resto, facile è la scelta di un farmaco per curare un problema acuto, come una cefalea lancinante, che non ci fa soffermare sul bugiardino del farmaco, rispetto ad una vaccinazione che ci viene proposta quando siamo sani e soppesiamo il rapporto rischio-beneficio oltretutto pensando che una malattia come il covid non sia poi così grave. Cosa, peraltro, in parte vera perché molti casi decorrono comunque in forma non grave. Poi i complottisti hanno trovato facile terreno per instillare dubbi, che comunque sono pervasivi nel fare tentennare un po’ di persone: “ e se poi fosse vero?” .

Avversità che inoltre si è riversata anche sugli scienziati. Hai ricevuto addirittura una lettera con un proiettile. Non dev’essere stata una cosa piacevole.

La maggior parte delle persone che incontro e che mi riconoscono in realtà mi esprimono apprezzamenti. Solo due persone dal vivo mi hanno manifestato negatività. Tanti invece i leoni da tastiera che invece di prendersela con il cattivo, il virus, rivolgono le insoddisfazioni e le paure contro chi cerca di trovare soluzioni. La pandemia ha messo a nudo in modo evidente che la scienza insegue la natura e non riesce a risolvere tutte le problematiche emergenti in modo rapido e senza conseguenze.

Parliamo del futuro prossimo e di cosa ci aspetta. Leggo che hai dichiarato che l’obbligo delle mascherine sui mezzi pubblici potrebbe tornare presto e che sono attesi 90 mila contagi al giorno entro novembre. Sarà un altro inverno di lacrime e sangue? 

Siamo in una fase di transizione da pandemia ad endemia con un probabile andamento in una scala temporale di più anni di onde che, se non emergerà una variante particolarmente aggressiva, saranno come le onde determinate da un sasso in uno stagno. Con effetti, via via più ridotti per quanto riguarda i casi gravi. Fondamentale, visto che il virus continua a mutare sono i richiami vaccinali. Nel futuro senza obblighi ma raccomandati soprattutto per le persone fragili, un po’ come per la vaccinazione contro l’influenza che ha lo stesso target di popolazione e che addirittura si può eseguire nella stessa seduta vaccinale in due punti diversi del corpo.

Stiamo per entrare nel terzo anno della Pandemia e purtroppo le persone sono stanche, piegate dalla crisi economica. Non c’è il rischio che il buon senso venga definitivamente messo da parte in favore di un “liberi tutti” quantomeno inopportuno?

Difficile questa situazione di mezzo tra l’emergenza e la normalità che deve tener conto di tanti aspetti e con la necessità di difficili scelte di sanità pubblica per compendiare le esigenze economiche, psicologiche e di salute. Decisioni che devono essere a carico dei politici che si devono assumere la responsabilità degli effetti conseguenti.

Durante la Pandemia ci si è avvalsi di tutto il mondo sanitario, anche di personale non specificatamente specializzato in malattie infettive, per assicurare in tutte le corsie degli ospedali italiani un’assistenza straordinaria e h24. Nel caso in cui fossero promosse azioni risarcitorie per questo o per quell’errore, come dovrebbero comportarsi i Magistrati, in tema di “responsabilità sanitaria”, verso quei soggetti che, ripeto, non infettivologi, hanno prestato un intervento eccezionale e al limite delle loro competenze professionali.

Questo argomento è particolarmente caldo e la discussione riguardo all’approccio da tenere a livello giuridico si protrarrà per anni. La ragionevolezza vorrebbe un atteggiamento che tenga conto della situazione di emergenza e incertezza in cui ci siamo trovati a dover operare.

Hai recentemente partecipato ad un Convegno, a Siracusa, del Corpo Militare della C.R.I.. Come giudichi questa esperienza?

Un incontro di alto livello scientifico e soprattutto occasione di scambi e momenti di incontro particolarmente piacevoli che dimostrano, ancorché ce ne fosse bisogno, dei valori della Croce Rossa.

Comprendo perfettamente quale è il compito dei medici e degli scienziati e Ti chiedo di terminare l’intervista con un messaggio  di speranza.

Come in ogni cosa della vita i momenti di crisi devono essere visti come opportunità per il futuro e occasioni di miglioramento

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