Giuliano Giannichedda: dal Pontecorvo alla Nazionale

Voglio iniziare a parlare di Giuliano, sottoscrivendo le parole che un suo ex compagno di squadra, Marco Zanchi, ha espresso nei suoi confronti ”…di Giuliano mi ha colpito il suo essere sempre disponibile nonostante le sue continue affermazioni personali. Un ragazzo semplice, genuino, di grande equilibrio e capace di essere un vero amico…”. È vero, Zanchi in due righe ha riassunto l’infinita bontà umana e professionale di Giuliano che mi ricorda per la serietà e la correttezza tutti gli altri campioni del sud pontino sinora incontrati; in lui rivedo infatti l’assoluta correttezza del mio amico Alex Brunner, la simpatia e la giovialità di Dino Fava, la fermezza di Giovanni Serao. Tutti campioni, questi, nati o affermatisi nel sud pontino, con i quali Giuliano ha in comune oltre alle elevate doti calcistiche anche l’amore per la propria terra ed il desiderio di tornarvi appena può. Così, in una caldissima giornata estiva, nel pieno di un matrimonio al quale Giannichedda è stato chiamato dallo sposo a fare da testimone, il prode Giuliano, in elegante gessato bleu, si è concesso come mi aveva promesso al mio microfono e sorseggiando conmtinuamente acqua minerale, ha risposto alle domande che gli ho rivolto e si è altresì soffermato a ricordare amici di ieri e vecchie partite di pallone. E proprio durante quelle “vecchie partite di pallone”, ai tempi del Pontecorvo e del Sora, indelebili nella sua mente, ho iniziato ad applaudirlo e a tifare per lui…nel mentre mio cugino Antonio continuava a ripetermi: “Giuliano è uno dei giocatori più umili e più concreti che abbia mai visto. È forte, è serio ed è leale, è una ruspa in mezzo al campo, conquista palloni e riparte, è sempre al servizio della squadra. Sfonderà Giuliano, lo sai non sbaglio mai”. E Giuliano, per la gioia dei suoi cari e di tutti noi ha sfondato sul serio: Pontecorvo, Sora, Udinese, Lazio e Nazionale, il tutto passando per promozioni, Coppa Uefa, Champions League, goal e chilometri e chilometri per rubare palla all’avversario di turno e ripartire verso l’area avversaria.

Di che anno sei Giuliano?

Sono nato il 21.09.1974 a Castrocielo di Pontecorvo.

Che studi hai effettuato?

Ho la maturità classica, mi sono anche segnato all’Università per la verità ma gli impegni sono tanti ed ho dovuto smettere.

Per che squadra tifavi da piccolo?

Gran parte della mia famiglia tifa Milan ed io sono stato “contagiato” ma avevo una forte simpatia anche per la Lazio perché mia madre e mia nonna sono laziali.

Nel ritiro della Juventus

A che età hai iniziato a giocare e in che ruolo?

Ho iniziato intorno ai dieci anni e subito a centrocampo.

Sei legato, in modo particolare, a qualche ex compagno o dirigente?

Sono legato a molti compagni e dirigenti ma preferisco non fare nomi per non dimenticare nessuno. Voglio però fare una eccezione e ricordare Enzo Petrilli, il mio primo allenatore a Pontecorvo, che mi ha insegnato molto non solo dal punto di vista sportivo ma soprattutto da quello umano. Mi manca e lo ricordo con affetto.

All’Olimpico con Giuliano

Gioie e dolori, quali flash hai in mente?

Tanti e per fortuna sono di più i ricordi belli. La promozione con il Sora,l’esordio in A, la firma con la Lazio, le convocazioni in Nazionale, le partite in Europa con Udinese e Lazio e il primo goal in serie A. Quanto alle delusioni, le estromissioni dall’Europa, subite con Udinese e Lazio. Ma ho ancora la voglia e l’età per rifarmi anche in Europa.

I calciatori sono solidali con i più bisognosi?

In tanti anni che gioco a pallone ed in tutte “le piazze” che ho girato posso assicurarti, Ercole, che ho sempre visto tutti i giocatori rispondere positivamente ai messaggi di solidarietà ed organizzare eventi o incontri tesi ad incontrare e ad aiutare le persone più sfortunate.

Brunner, Fava, Serao, Lotti, Pecchia e tanti altri campioni hanno calcato i campi della nostra zona. Che rapporto hai con loro?

Li stimo tutti professionalmente e sono contento ogni volta che li vedo, in particolare ho incontrato spesso da avversario Fabio Pecchia. È inevitabile che a fine partita si finisca per parlare della nostra zona e delle vecchie amicizie, in campo però nessuno sconto perché tutti vogliono giustamente vincere. A proposito dei campioni del sud pontino e dell’evento che hai organizzato per il 5 luglio, ti faccio i complimenti perché è bello che tutti questi campioni scendano in campo per ricordare due giovani scomparsi prematuramente e come ti ho promesso, se non sarò ancora partito con la Lazio per il ritiro, sarò dei vostri.

Ad un evento sportivo a Roma

Con chi giochi l’anno prossimo?

Te l’ho appena detto, con la Lazio, ho un contratto fino al 2005 e spero di rimanere a Roma.

Il nome di un Direttore sportivo capace e che stimi.

Ah, ah, sai bene la risposta, Antonio Fragasso. Quando ero ragazzino lo chiamavo Direttore ed oggi continuo a chiamarlo Direttore per il rispetto e la stima che nutro nei suoi confronti. Un personaggio unico, serio e soprattutto leale, un amico che ti segue ed incoraggia sempre. Se tutti i campioni della nostra zona sono stati con lui è evidente che ha competenza e capacità. Di Antonio parlano tutti bene ed io ho affetto e gratitudine per lui.

Grazie Giuliano, ci vediamo a Roma.

Grazie a te Ercole e a presto.

Il Premio Calabrese assegnato nel 2019 a Giuliano per la categoria “sportivi” ed a me per quella “giornalisti”

Pubblicato su “Forum” in data 30.06.2003

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