Dall’Oratorio di Monte San Biagio a compagno di Maradona, Zico, Baggio e Giannini, Andrea Carnevale si racconta

Ho incontrato nella sua villa di Monte San Biagio,Andrea Carnevale, campione inestimabile di calcio e di eleganza, ai tempi in cui formava attacchi delle meraviglie al fianco di tali Zico, Giannini, Baggio e di un certo Diego Armando Maradona. Voce come al solito bassa ed accoglienza calda e sincera quella di Andrea, che trascorre gli ultimi giorni delle sue vacanze nella città dove è nato, ad un passo da Terracina e ad un altro da Fondi, contornato da bambini giocosi e da una nuova e bella fiamma che orgogliosamente mi presenta. Dopo i convenevoli iniziali, i complimenti alla mia piccola ed intrepida Elisa e l’acqua minerale per mia moglie Cristina, Andrea si apre e come un fiume in piena inizia a parlare del suo grande amore, al quale dice di non poter mai rinunciare: il pallone. Quel pallone che gli ha dato tutto, fama, soldi, donne ed amicizie; quel pallone per il quale mentre il popolo vacanziere partirà per le mete più disparate e mangerà l’anguria sotto l’ombrellone, lo costringerà ad essere quale dirigente e talent scout, in ritiro con l’Udinese, il suo primo amore. Con assoluta disponibilità Andrea ci parla dei grandi campioni di ieri e di oggi, degli amici che gli sono rimasti e del famoso “vaffa” a Italia ‘90 rivolto a mister Vicini e consegnato alle telecamere di tutto il mondo.

Andrea, per quale squadra tifavi da bambino e chi era il tuo idolo?

Tifavo per la Juve e sognavo Roberto Bettega, al quale sin da bimbo mi ispiravo.

Cosa ti piaceva di Bettega?

L’elevazione ed il colpo di testa, doti che ho fatto un po’ mie negli anni.

A che età e in che ruolo hai iniziato a giocare?

A sette anni, proprio lì vedi, a 100 metri da casa. Ricordo ancora che a volte marinavo la scuola per correre a giocare e … a segnare.

In quale squadra dilettantistica hai iniziato a giocare e chi ti ha fatto fare il salto nel mondo del professionismo?

Ho iniziato a giocare all’oratorio, poi nel Fondi dove il mio Presidente era tale Germino Lippa, un vero uomo di sport che mi faceva anche da papà, mi veniva a prendere la Domenica mattina e mi portava a casa sua, mi faceva mangiare e poi mi portava al campo per la partita. Altri tempi ed altri personaggi.

Udinese, Napoli e Roma, tre flash importanti della tua carriera, parlane.

L’Udinese è stata una tappa importante e fondamentale della mia carriera. Sono arrivato ad Udine via Catania, avevo 22 anni ed ho trovato un allenatore capace e carismatico, Louis Vinicio, che ha creduto fortemente in me. Era il 1983, un anno che non dimenticherò mai, c’erano buoni giocatori ma soprattutto c’era un grandissimo campione che rispondeva al nome di Zico. Ho giocato bene le mie carte ad Udine, ho fatto diversi goals e tutti mi hanno notato. Dall’Udinese al “grande calcio” il passo è stato naturale e breve e sono stato acquistato dal Napoli, dove ho trovato campioni grandissimi e personaggi inimitabili. Il campione ed il personaggio per eccellenza era ovviamente Diego Armando Maradona (guarda lì Ercole che bella quella gigantografia che ho con lui). A Napoli sono rimasto per quattro stagioni ed ho vinto tanto: due scudetti, una supercoppa, una coppa Uefa e due volte la Coppa Italia. Poi sono passato alla Roma, che rappresentava per me un grande sogno perché mi piaceva tutto, la città, l’ambiente, la squadra, le ambizioni del Presidente Dino Viola (… le donne – ndr-). Viola, che era una persona eccezionale, un gran signore, mi voleva perché puntava a vincere tutto, era d’altra parte la Roma di mister Bianchi, di Voller, Giannini, Hassler, Cervone, Nela, Aldair e tanti altri campioni. I tifosi mi accolsero bene e tutto lasciava presagire che si potessero conseguire i successi di Napoli ma il calcio è balordo, la palla rotonda e la Roma fu sfortunatissima, vinse solo una coppa Italia e perse con l’Inter una finale di Coppa Uefa. Troppo poco per una squadra che aveva i campioni che ti ho appena detto, che aveva sempre 80.000 persone che la seguivano ed un grandissimo Presidente. Una delusione grande per tutti noi e per i tifosi ma tre anni che rimangono comunque impressi nella mia mente.

Carnevale e la Nazionale, ricordi ed emozioni.

Ricordi ovviamente belli, indossare la maglia della Nazionale è quanto di più straordinario possa esservi per un calciatore ma onestamente anche una grandissima delusione perché mi aspettavo, e per tutti, giornalisti ed addetti ai lavori così doveva essere, di giocare titolare i Mondiali di Italia ’90 perché ero in grandissima forma ma stranamente finii in tribuna, nonostante Vialli non fosse in condizione e non combinò grandi cose. Credevo di essere la spalla ideale per Schillaci che appena toccava la palla la metteva dentro, avevo grandi energie, ero in grande forma ed ero psicologicamente a mille perché si giocava a Roma ed io ero stato appena acquistato dalla Roma ma è andata a finire purtroppo come ti ho detto.

E tu hai mandato a quel paese Vicini.

Quel “vaffa” lo dissi perché non meritavo di uscire in quella partita ed ero deluso.

Avresti segnato il rigore contro l’Argentina?

…Ah, ah, ah il rigore è sempre un terno al lotto, puoi segnarne 1000 in allenamento poi lo tiri in partita e lo sbagli. Non si può dire che avrei fatto goal ma neanche che avrei sbagliato, chissà.

Un passo indietro: con il Napoli hai vinto tanto ma hai perso uno scudetto già vinto, perché?

Oggi credo di aver capito il perché. L’arma più forte per una squadra è il “gruppo”, lo spirito di corpo, se si fanno le liste dei buoni e dei cattivi si creano malumori, gelosie ed invidie, il gruppo si sfalda e chiunque può batterti. Mister Ottavio Bianchi, che è stato un grande allenatore e che ho avuto poi anche a Roma, sbagliò qualcosa e fece quelle famose liste. Il Milan che era più fresco di noi nelle ultime giornate capì che qualcosa non funzionava più in noi e spinse sull’acceleratore sorpassandoci e prendendoci uno scudetto che avevamo già in tasca.

Ma tu Andrea eri nella lista dei buoni o dei cattivi?

Dei cattivi.

E perché?

Ancora non ne conosco i motivi, anche perché come ti ho detto poi Bianchi mi ha allenato con la Roma e se fossi stato davvero cattivo forse non mi avrebbe voluto.

E Diego era buono o cattivo?

Diego era Diego, non perdeva tempo con le liste, prendeva la sua barca e se ne andava con il suo marinaio e la sua famiglia ad Ischia e a Capri, poi quando era tutto finito tornava e faceva due goals alla Diego e tutti erano contenti.

Zico, Maradona, Baggio e Giannini, in rigoroso ordine cronologico, sono quattro leaders con cui hai giocato. Raccontami brevemente come sono fuori del campo.

Quello che hanno fatto in campo lo sanno tutti, fuori sono tutti e quattro bravissimi ragazzi. Zico e Giannini sono due personaggi sereni e taciturni. Baggio racconta ininterrottamente barzellette, se sei con lui tre ore racconta barzellette per tre ore se sei con lui per sei ore te le racconta per sei ore. È un ragazzo allegro e vivace. Diego è Diego. L’estro che ha in campo è lo stesso che ha al di fuori del rettangolo di gioco, dove scherza, è simpatico, allegro, affabile e generoso. Tutti gli aggettivi positivi che conosci mettili perché Diego li ha tutti. Ogni volta che posso lo incontro perché ha una carica incredibile ed è un grande amico.

E da quanto tempo non lo vedi?

Da un mese.

Dimmi il nome di un presidente, un giocatore, un allenatore ed un dirigente a cui sei rimasto legato e che stimi.

Presidente Viola, una persona onesta e capace, giocatore Salvatore Bagni, un guerriero vero ed un amico sincero fuori dal campo, allenatore Vinicio perché mi ha lanciato nel grande calcio ed ha creduto subito in me, dirigente Luciano Moggi perché è il numero uno al mondo.

Ma Moggi è bugiardo, si o no?

Come tutti gli uomini dice la verità quando deve dire la verità e le bugie quando deve dire le bugie. È un grande intenditore di calcio ed un grande manager.

Calciatori e solidarietà.

C’è molta solidarietà nel calcio e tutti, sia i calciatori sia dirigenti, fanno qualcosa per aiutare chi soffre. È un argomento molto sentito.

Che lavoro fai per l’Udinese?

Il dirigente a tutti gli effetti, seguo la prima squadra e giro il mondo per scoprire talenti giovani che possano far bene ad Udine e che poi l’Udinese una volta fatti crescere possa piazzare a clubs più importanti ricavandone un profitto economico.

Dammi Andrea in esclusiva una “bomba” di calciomercato che riguarda l’Udinese.

Innanzitutto ti dico una cosa, che non tutti sanno o che comunque hanno dimenticato, l’Udinese ha 24 giocatori che tornano quest’anno da prestiti presso altre società, per cui bisogna lavorare bene per vedere chi tenere e chi girare ancora ad altre squadre. Tra questi ci sono calciatori importanti come ad esempio Di Michele. Poi ti dico che seguiamo una giovanissima punta argentina e che a giorni chiuderemo la trattativa per portarla ad Udine.

Il  sud  pontino,  terra  di  grandi  campioni: Altobelli, Carnevale, Faccenda, Di Carlo, Fava, Pecchia, Giannichedda, Serao, Lotti, Brunner e tanti altri ancora. Chi segue e fa crescere questi giovani?

Si è una terra fertile, ma non ci sono purtroppo grandi imprenditori che investono in settori giovanili o in società semi-professionistiche. Si è fatto molto ma si potrebbe fare ancora di più per valorizzare questo vivaio che è tra i più floridi in Italia. Quanto al un nome, ah-ah, ah lo conosci perfettamente e sai anche il cognome. Si tratta di tuo cugino Antonio Fragasso, se vuoi conoscere dati e caratteristiche di un campione in erba del sud pontino e se vuoi sapere se ti conviene acquistarlo e se farà strada, chiami Antonio e lui ti dice subito tutto per telefono. Antonio è un grande intenditore di calcio, sono 30 anni che fa questo lavoro e se tutti questi campioni sono passati e continuano a passare per lui significa che è bravo e ci sa fare. Piuttosto è dimagrito? (ndr: non proprio).

Come sai bene Andrea per il prossimo 5 Luglio ho organizzato una giornata di calcio a cui parteciperanno tutti quegli amici campioni che abbiamo sinora nominato e che mi onoreranno della loro presenza, unitamente ad altri amici parlamentari e giornalisti della zona, per ricordare due giovani e cari colleghi con le “stellette”, deceduti prematuramente. Sarai dei nostri?

Come ti ho detto Ercole devo vedere bene quando partirò in ritiro con l’Udinese, l’iniziativa come già ti ho detto telefonicamente è lodevole e ti faccio i complimenti per l’idea che hai avuto e per quello che sei riuscito a realizzare. Se ci sarò verrò senz’altro e sarò dei vostri, puoi contarci, altrimenti sarò vicino con il cuore a voi e ai parenti di questi due giovani che non ci sono più e parteciperò sicuramente l’anno prossimo al secondo memorial.

… Perché dopo aver giocato a fianco di Maradona, Zico, Baggio e Giannini ti manco solo io.

Ah, ah, non sei taciturno come Zico e Peppe, sei simpatico come Baggio ed hai il fisico di Maradona (ndr: di ieri o di oggi?), potremmo fare una bella coppia d’attacco.

Grazie Andrea ed in bocca al lupo per l’Udinese.

Grazie a te ci sentiamo Ercole. Un salutone ad Antonio che forse domani dovrò anche sentire.

Pubblicato su “Forum” in data 09.07.2003

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